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lunedì 30 marzo 2026

Perdonaci la guerra, Signore...

Perdonaci la guerra, Signore!

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori!

Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi!

Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi!

Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbia pietà di noi!

Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi!

Perdonaci Signore, se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, 
continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi.

Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, 
si sono trasformate in strumenti di morte.

Perdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello, 
se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele.

Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, 
se con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti.

Perdonaci la guerra, Signore.
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo! Ferma la mano di Caino!

Illumina la nostra coscienza,
non sia fatta la nostra volontà,
non abbandonarci al nostro agire! Fermaci, Signore, fermaci!

E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello.

O Signore, poni un freno alla violenza! Fermaci, Signore!


Mons. Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli


Questa preghiera è stata letta da Papa Francesco all'udienza generale del 16 marzo 2022

sabato 31 gennaio 2026

La sedia

In un villaggio della Spagna, la figlia di un uomo chiese al sacerdote di recarsi a casa sua per un momento di preghiera con suo padre che era molto malato.

Quando il sacerdote arrivò nella povera casa, trovò l'uomo nel suo letto, con due cuscini per tenergli sollevata la testa.

C'era una sedia di fianco al suo letto, per cui il sacerdote pensò che l’uomo sapesse che sarebbe venuto a trovarlo.

“Suppongo che lei mi stesse aspettando!” gli disse.

“No, chi è lei?”, chiese l'uomo malato.

“Sono il sacerdote che sua figlia ha chiamato per pregare un po’ con lei. Quando sono entrato, ed ho notato la sedia vuota di fianco al suo letto, ho supposto che lei sapesse che sarei venuto a visitarla”.

“Ah sì, la sedia… Non le spiace di chiudere la porta?” disse l’uomo malato.

Il sacerdote, sorpreso, chiuse la porta.

L'uomo malato gli disse: “Questo non l'ho mai detto a nessuno, ma io ho trascorso tutta la mia vita senza sapere come pregare. Quando andavo in chiesa, ascoltavo con attenzione quello che veniva detto circa la preghiera, su come si deve pregare e sui benefici che essa porta… ma tutto questo… non so… sempre mi entrava da un orecchio e mi usciva dall’altro. E io non sapevo proprio come fare. Per cui, molto tempo fa, abbandonai completamente la preghiera. 

Ho continuato così, dentro di me, fino a circa quattro anni fa, quando - conversando con il mio migliore amico - mi disse: «Giuseppe, la preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù. Ti suggerisco di fare così: prendi una sedia, ti siedi, e metti un’altra sedia vuota davanti a te. E poi, con la fede, guardi Gesù seduto davanti a te. Non è una scemenza far così, dato che Lui ci disse: «Io sarò sempre con voi». Poi parlaGli ed ascoltaLo, allo stesso modo in cui ora lo stai facendo con me».

Così feci una volta, e mi è talmente piaciuto che - da allora - ho continuato a farlo per almeno un paio d'ore al giorno. Naturalmente sto ben attento a non farmi vedere da mia figlia... altrimenti mi rinchiude subito in un manicomio”.

Il sacerdote provò una grande emozione, ascoltando tutto questo, e disse a Giuseppe che ciò che egli stava facendo era molto buono e non avrebbe mai dovuto smettere di farlo. Poi pregò con lui, gli impartì la benedizione e tornò alla sua parrocchia.

Due giorni dopo, la figlia di Giuseppe chiamò il sacerdote per dirgli che suo padre era morto. 

Il sacerdote le chiese: “È morto in pace?”.

“Sì! Stavo uscendo di casa, verso le due del pomeriggio, e lui mi chiamò a sé. Andai da lui e lo vidi nel suo letto. Mi disse che mi amava molto, e mi diede un bacio. Quando ritornai dalle commissioni, un'ora dopo, lo trovai già morto. Ma c'è qualcosa di strano nella sua morte: proprio prima di morire, si avvicinò alla sedia che era di fianco al suo letto ed appoggiò la testa su di essa, ed è così che l’ho ritrovato. Cosa può significare, secondo lei, tutto questo?”

Il sacerdote, profondamente commosso, si asciugò lacrime di emozione e le rispose: “Magari tutti noi potessimo andarcene in questo modo!”.

martedì 2 dicembre 2025

Cosa ottieni pregando?

Una volta è stato chiesto a una donna:

Cosa ottieni pregando Dio?

Lei rispose:

Di solito "non ottengo niente", ma "perdo cose".

E ha citato tutto ciò che ha perso pregando Dio regolarmente:

- Ho perso il mio orgoglio.

- Ho perso la mia arroganza.

- Ho perso l'avidità.

- Ho perso l'invidia.

- Ho perso la mia rabbia

- Ho perso la lussuria.

- Ho perso il piacere di mentire

- Ho perso il gusto del peccato.

- Ho perso l'impazienza, la disperazione e lo sconforto.

A volte preghiamo non per guadagnare qualcosa, ma per perdere cose che non ci permettono di crescere spiritualmente.

La preghiera educa, rafforza e guarisce.

La preghiera è il canale che ci connette direttamente con Dio. 

domenica 30 novembre 2025

Due monaci



Due monaci pregano senza sosta, uno è corrucciato, l'altro sorride. 

Il primo domanda:

- Com'è possibile che io viva nell'angoscia e tu nella gioia se entrambi preghiamo per lo stesso numero di ore?

L'altro risponde:

- Perché tu preghi sempre per chiedere e io prego solo per ringraziare.


venerdì 21 marzo 2025

La preghiera è luce per l'anima

La preghiera, o dialogo con Dio, è un bene sommo. È, infatti, una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l'anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore. Non deve essere circoscritta a determinati tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno.

Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite magari dalla generosità verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall'amore divino, come da sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell'universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi per tutta la vita, se a questo tipo di preghiera dedichiamo il più possibile del nostro tempo.

La preghiera è luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l'uomo. L'anima, elevata per mezzo suo in alto fino al cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l'anima cerca ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile.

La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni. Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole. 

Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia divina. Di essa l'Apostolo dice: Non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili (cfr. Rm 8, 26b). Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia l'anima; chi l'ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua anima.

Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della sua presenza.

 Omelia 6 sulla preghiera; PG 64, 462-466

Giovanni Crisostomo, vescovo

lunedì 20 gennaio 2025

Signore, insegnami a invecchiare

Signore, insegnami a invecchiare!

Convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me,

se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri,

se ha indicato altri a subentrare al mio posto.

Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta 

ed il senso della mia indispensabilità.

Che io colga, in questo graduale distacco dalle cose, 

unicamente la legge del tempo,

e avverta, in questo avvicendamento di compiti,

una delle espressioni più interessanti della vita 

che si rinnova sotto l'impulso della tua Provvidenza.

Fa', o Signore, che io sia ancora utile al mondo, 

contribuendo con l'ottimismo e con la preghiera alla gioia 

e al coraggio di chi è di turno nella responsabilità,

vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione 

senza rimpianti sul passato,

facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale.

Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un felice tramonto di sole.

Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso.

Che almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia

che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato fin dal primo giorno di vita.

Signore, insegnami a invecchiare.

Amen.

Giacomo Perico (1911 – 2000), presbitero gesuita


sabato 4 gennaio 2025

Signore, non ho tempo...

Sono uscito, Signore: 

fuori tutti andavano, venivano,

camminavano, correvano. 

Correvano le bici, le macchine, 

i camion, la strada, la città, tutti...

“Arrivederci, scusi... non ho tempo!” 

“Termino questa lettera perché non ho tempo!”

“Avrei voluto aiutarti... ma non ho tempo!”

Non posso accettare perché non ho tempo!

Non posso riflettere, leggere, non ho tempo!

Vorrei pregare, ma non ho tempo!

Tu comprendi Signore, vero? ...non abbiamo tempo! 

Il bambino gioca: non ha tempo subito ...più tardi! 

Lo scolaro deve fare i compiti: non ha tempo ...più tardi! 

Lo studente ha un sacco di lavoro: non ha tempo ...più tardi! 

Il giovane ha gli allenamenti da fare: non ha tempo ...più tardi! 

Lo sposo novello ha la casa da arredare: non ha tempo ...più tardi!

Il padre di famiglia ha i bambini: non ha tempo ...più tardi! 

I nonni hanno i nipotini: non hanno tempo ...più tardi! 

Sono malati! Hanno le loro cure: ...non hanno tempo ...più tardi!

Sono moribondi, non hanno ...troppo tardi ...non hanno più tempo!

Signore, tu che sei fuori del tempo 

sorridi nel vederci lottare col tempo. 

Tu sai quello che fai e non ti sbagli quando distribuisci il tempo agli uomini. 

Stasera ti chiedo di fare coscienziosamente nel tempo che tu mi dai, 

quello che Tu vuoi che io faccia!


Meo Bessone (1948 - 2020), presbitero cattolico italiano


mercoledì 1 gennaio 2025

Preghiera per l' ultimo giorno dell'anno

Signore,

alla fine di questo anno voglio ringraziarti

per tutto quello che ho ricevuto da te,

grazie per la vita e l’amore,

per i fiori, l’aria e il sole,

per l’allegria e il dolore,

per quello che è stato possibile

e per quello che non ha potuto esserlo.


Ti regalo quanto ho fatto quest’anno:

il lavoro che ho potuto compiere,

le cose che sono passate per le mie mani

e quello che con queste ho potuto costruire.


Ti offro le persone che ho sempre amato,

le nuove amicizie, quelli a me più vicini,

quelli che sono più lontani,

quelli che se ne sono andati,

quelli che mi hanno chiesto una mano

e quelli che ho potuto aiutare,

quelli con cui ho condiviso la vita,

il lavoro, il dolore e l’allegria.


Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono

per il tempo sprecato, per i soldi spesi male,

per le parole inutili e per l’amore disprezzato,

perdono per le opere vuote,

per il lavoro mal fatto,

per il vivere senza entusiasmo

e per la preghiera sempre rimandata,

per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,

semplicemente… ti chiedo perdono.


Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità,

tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, 

e, all’inizio di un nuovo anno,

io fermo la mia vita davanti al calendario ancora da inaugurare

e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.


Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria,

la forza e la prudenza,

la carità e la saggezza.


Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà,

chiudi le mie orecchie a ogni falsità,

le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste

o in grado di ferire,

apri invece il mio essere a tutto quello che è buono,

così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni

e le sparga a ogni mio passo.


Riempimi di bontà e allegria

perché quelli che convivono con me

trovino nella mia vita un po’ di te.


Signore, dammi un anno felice

e insegnami e diffondere felicità.


Nel nome di Gesù, amen.

domenica 15 dicembre 2024

La natura misteriosa della preghiera

Sono stato molto colpito dalla prima lettura della messa feriale di oggi, mercoledì della trentesima settimana «per annum», in particolare dove si dice: «Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, perché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio» (Romani 8, 26-27).

È un brano che mi ha sempre affascinato, incuriosito anche inquietato, perché non facile da spiegare, in quanto si riferisce alla natura misteriosa della nostra preghiera. Possiamo farci aiutare nella nostra riflessione dalla spiegazione che Agostino dà delle parole di san Paolo.

Nella Lettera a Proba che viene proposta nell'Ufficio di Lettura delle settimane venticinquesima e ventiseiesima del tempo «per anno» - il Vescovo di Ippona risponde alla domanda: Che cosa vuol dire pregare?

A proposito dei vv. 26-27 della Lettera ai Romani po­ne l'obiezione fondamentale: Che cosa significa che lo Spirito intercede per i credenti? E risponde: «Non dobbiamo intendere questo nel senso che lo Spirito santo di Dio, il quale nella Trinità è Dio immortale e un solo Dio con il Padre e con il Figlio, interceda per i santi, come uno che non sia quello che è, cioè Dio» (Lettera a Proba, 130, 14, 27 - 15, 28; CSEL 44, 71-73).

Dunque, se san Paolo sembra non avere difficoltà ad affermare che lo Spirito santo, cioè Dio, prega Dio, noi però teologicamente l'abbiamo.

Possiamo capire che il Figlio, in quanto incarnato in Gesù, prega il Padre; ma lo Spirito come fa a pregare il Padre?

Dietro a questo problema dogmatico, affrontato da Agostino, c'è poi tutto il problema della preghiera conscia e inconscia, della preghiera di cui ci accorgiamo o meno e quindi il brano della Lettera ai Romani costituisce una porta molto interessante per costringerci a entrare in questo mondo immenso.

Vorrei cercare di socchiudere almeno un poco quella porta incominciando col porre due premesse, quindi riprendendo l'espressione: lo Spirito intercede, prega, geme per noi.


Le due definizioni della preghiera

In una prima premessa richiamo le due definizioni tradizionali della preghiera, che non sembrano andare tanto d'accordo.

 - La preghiera è elevatio mentis in Deum, un elevare la mente a Dio. Il riferimento è anzitutto alla preghiera di lode, di ringraziamento, di esaltazione, quella che troviamo bene espressa nel cantico di Maria: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore». O, ancora, nella recita del Padre nostro, quando diciamo: «che sei nei cieli», parole che indicano l'innalzamento degli occhi, la dimensione verticale dell'orazione, che sale dal basso verso l'alto.

- L'altra definizione è petitio decentium a Deo, che probabilmente è complementare alla precedente. La richiesta a Dio di ciò che conviene è una preghiera che si esprime soprattutto nella domanda, nella supplica, nell’implorazione, nella petizione. Se circa una metà dei salmi sono di lode e di esaltazione, l'altra metà sono di petizione, di supplica, di richiesta di perdono. Così pure il Padre nostro, se nella prima parte è elevatio mentis in Deum, nella seconda parte è petitio, richiesta di cose convenienti (il pane, la liberazione dalla tentazione, il perdono). Anche l'Ave Maria incomincia con l'elevazione della mente a Maria e a Gesù e poi si fa richiesta di preghiera per noi peccatori.

Ci sono dunque due linee che si intersecano, quella orizzontale e quella verticale, e costituiscono nel loro insieme la preghiera cristiana. Può essere allora utile, parlando della preghiera, mettere a fuoco ora l'uno ora l'altro dei due elementi, che si alternano anche nella nostra esistenza: a volte siamo più portati a elevare la mente a Dio (nel «prefazio» della messa, per esempio), in altri momenti alla petitio decentium a Deo (come nelle orazioni della messa).

Come si realizza questo secondo elemento della preghiera, che è la richiesta di cose convenienti?

Scrive Agostino nella Lettera a Proba: «Il pregare consiste nel bussare alla porta di Dio e invocarlo con insistente e devoto ardore del cuore. Il dovere della preghiera si adempie meglio con i gemiti che con le parole, più con le lacrime che con i discorsi. Dio infatti “pone davanti al suo cospetto le nostre lacrime"(Salmo 55, 9), e il nostro gemito non rimane nascosto (cf. Salmo 37, 10) a lui che tutto ha creato per mezzo del suo Verbo, e non cerca le parole degli uomini» (Lettera a Proba, 130, 9, 18 - 10, 20: CSEI. 44, 60-63).

Risuona la parola di Gesù: Quando pregate, non pensate di ottenere attraverso il vostro molto pregare, perché il Padre sa benissimo ciò di cui avete bisogno. Tuttavia Gesù stesso ci insegna a esprimere i nostri bisogni. Non tanto però - dice Agostino - con la moltiplicazione delle parole in quanto tale, bensì con una moltiplicazione che esprima il gemito del credente. Viene così introdotta la nozione di «gemito» che ritroviamo nella pagina di san Paolo.

Concludendo, la preghiera di richiesta deve partire dal cuore, non va fatta superficialmente, deve essere un gemito, un desiderio profondo. Gemere, infatti, significa anelare a qualcosa di cui si ha estremo bisogno; anche fisicamente il gemito è l'espressione di chi, mancando di aria, cerca di aspirarla.

Che cos'è conveniente chiedere nella preghiera

Una seconda premessa, limitandoci alla preghiera di petizione: che dobbiamo chiedere? La formula patristica dice: decentium, cose convenienti. E comincia il problema: che cosa ci conviene? Perché Dio non ci dona ciò che non conviene, pur se lo domandiamo. Non a caso Matteo conclude la riflessione sulla preghiera con queste parole: «quanto più il Padre vostro celeste darà cose buone a coloro che gliele chiedono», cose che convengono (Matteo 7, 11).

Paolo insegna che noi non sappiamo che cosa ci con­viene («Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare») e quindi dobbiamo istruirci sulle cose convenienti per poter pregare bene.

I Padri insistono soprattutto su una cosa conveniente, che esprimono con un'unica parola, ben indicata nella Lettera a Proba: «Quando preghiamo non dobbiamo mai perderci in tante considerazioni, cercando di sapere che cosa dobbiamo chiedere e temendo di non riuscire a pregare come si conviene. Perché non diciamo piuttosto col salmista: "Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore e ammirare il suo santuario" (Salmo 26, 4)?».

E Agostino specifica: si tratta della «vita beata» (Lettera a Proba, 130, 8, 15.17 - 9, 18: CSEL 44, 56-57.59-60). Tale formula sintetica ha il vantaggio di una lunga tradizione filosofica: parte da Aristotele, è ripresa dallo stoicismo, riappare in Cicerone, è usata da Ambrogio.

La sola cosa che dobbiamo chiedere, l'unico oggetto fondamentale della richiesta è la vita beata, la vita felice. Continua la Lettera a Proba: «Per conseguire questa vita beata, la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare, non con molte parole, come se fossimo tanto più facilmente esauditi, quanto più siamo prolissi (...). Potrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci è necessario. Dobbiamo però riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto bene, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda perché possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci (... ). Il dono è davvero grande, tanto che né occhio mai vide, perché non è colore; né orecchio mai udì, perché non è suono; né mai è entrato in cuore d'uomo, perché è là che il cuore dell'uomo deve entrare (...). E perciò che altro vogliono dire le parole dell'Apostolo: "Pregate incessantemente" (1 Tessalonicesi 5, 17) se non questo: desiderate, senza stancarvi, da colui che solo può concederla, quella vita beata che niente varrebbe se non fosse eterna?» (Lettera a Proba, 130, 8, 15.17 - 9, 18: CSEL 44, 56-57.59-60).

La domanda che Dio esaudisce sempre, la domanda che è oggetto di gemito è la pienezza della vita, la vita eterna.

Ogni richiesta che non è orientata a questa non è conveniente e non può né deve essere oggetto di preghiera.

E quando non sappiamo se ciò che chiediamo è o non è ordinato alla vita beata, allora lo è sotto condizio­ne, lo è se e in quanto ci è utile per tale vita.

Mi sembra molto importante capire qual è la cosa fondamentale nella quale si riassume ogni nostro desiderio e ogni nostra richiesta. Noi, uomini e donne, noi persone umane storiche, siamo ciò che desideriamo; il nostro desiderio è il farsi della personalità. Se dunque il nostro desiderio culmina in questa pienezza di vita, diventiamo davvero in Cristo questa pienezza di vita.

Ma se i nostri desideri sono limitati, inferiori, noi stessi finiamo con l'essere persone limitate, blocchiamo il nostro sviluppo verso la pienezza della vita.

Forse a noi dice poco il termine «vita beata» che, invece, era tanto significativo per gli antichi. Lo stesso Nuovo Testamento usa un'altra espressione: «Regno di Dio»; le richieste «venga il tuo Regno», «sia fatta la tua volontà» sottolineano dunque che il desiderio e le invocazioni della seconda parte del Padre nostro sono subordinate al Regno, sono mezzi, condizioni per il suo avvento. E ancora, il Nuovo Testamento parla di «Spi­rito santo».

Gesù, conclude l'istruzione sulla preghiera nel vangelo secondo Luca, dopo aver esortato a cercare, a bussare, a chiedere, con queste parole: «Se dunque voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito santo» (Matteo dice: «cose buone») «a coloro che glielo chiedono» (Luca 11, 13). L'oggetto della domanda è lo Spirito santo, che significa la vita con Cristo, l'essere con lui, la pienezza della vita beata che consiste nell'essere incorporati per sempre a Gesù nella Chiesa.

Le diverse espressioni (vita beata, Regno, Spirito santo) in realtà si completano, si integrano, si sovrappongono come l'oggetto fondamentale della preghiera di domanda, e quindi come l'oggetto del gemito, dell'attesa.

Proclamando, per esempio: «nell'attesa della tua venuta», esprimiamo il nostro desiderio di fondo, cioè che la pienezza del Regno si realizzi, che lo Spirito santo venga e purifichi ogni realtà, che l'umanità si ritrovi presto nella vita beata, nella perfetta pace e nella perfetta giustizia. Sant'Ambrogio usa anche un altro termine: il bene sommo, summum bonum, che ha forse il vantaggio di dire insieme l'essere di Dio e il suo comunicarsi a noi nello Spirito, nel Regno, in Gesù, nella Chiesa, nella Grazia, nella pienezza della redenzione.

Questo dunque è ciò che dobbiamo chiedere, con  assoluta certezza di ottenerlo, alla luce della Sacra Scrittura e dell'insegnamento dei Padri.

Meditazione ai sacerdoti della diocesi di Milano tenuta il 30 ottobre 1991 a Rozzano, diocesi di Milano,
 in "Briciole dalla Tavola della Parola", Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 1996, pp. 55-61.

Carlo Maria Martini (1927 – 2012), cardinale, arcivescovo cattolico, biblista e teologo italiano


martedì 5 novembre 2024

Starò davanti a te a faccia a faccia

Un giorno dopo l’altro,
o Signore della mia vita,
starò davanti a te a faccia a faccia.

A mani giunte,
o Signore di tutti i mondi,
starò davanti a te a faccia a faccia.

Sotto il grande cielo
in solitudine e silenzio,
con cuore umile
starò davanti a te a faccia a faccia.

In questo tuo mondo operoso,
nel tumulto del lavoro e della lotta,
tra la folla che s’affretta,
starò davanti a te a faccia a faccia.

E quando il mio lavoro in questo mondo
sarà compiuto, o Re dei re,
solo e senza parole,
starò davanti a te a faccia a faccia.


Rabindranath Tagore


Capire e credere

Non ti chiediamo, Signore,

di risuscitare i nostri morti,

ti chiediamo di capire la loro morte

e di credere che tu sei il Risorto:

questo ci basti per sapere

che, pure se morti, viviamo

e che non soggiaceremo

alla morte per sempre. Amen.


David Maria Turoldo

Non separarmi da coloro che ho amato


Signore Dio,
non si può sperare per gli altri più di quanto si desidera per se stessi.

Per questo io ti supplico: non separarmi dopo la morte da coloro che ho così teneramente amato sulla terra.

Fa', o Signore, ti supplico,
che là dove sono io gli altri si trovino con me, affinché lassù possa rallegrarmi della loro presenza, dato che ne fui così presto privato sulla terra.

Ti imploro, Dio sovrano,
affrettati ad accogliere questi figli diletti nel seno della vita.
Al posto della loro vita terrena così breve, concedi loro di possedere la felicità eterna.

Ambrogio da Milano (ca. 340 - 397), vescovo, teologo, scrittore e santo 


lunedì 21 ottobre 2024

La preghiera: siamo le mani di Dio

O Dio, tu ci hai creati con un corpo,
con i piedi per venire incontro a te,
con la testa per pensare,
con il cuore per imparare ad amare.

O Dio, tu ci hai dato le mani per stringere altre mani,
e non per serrarle in pugni violenti.
Mani aperte come un'offerta
come una preghiera di domanda e di grazie.
Mani che benedicono, mani che accolgono,
mani che ricevono il pane di vita.

O Gesù, con le tue mani,
hai innalzato il povero e l'escluso,
non hai gettato la pietra,
ma condiviso il pane,
hai portato la croce...

O Gesù, con le tue mani,
hai fatto passare Tommaso dal dubbio alla fede.
Le mani del Risorto ci invitano a sperare
a prenderci per mano, a non far cadere le braccia
davanti alla morte e all'isolamento.

O Dio, insegnaci a condividere di più, perché
le nostre mani sono il prolungamento del cuore
e diventano le tue mani,
quelle che danno vita.

Jean-Luc Lefrancois, presbitero francese

Ave Maria


«Padre nostro che sei nei cieli…»
. Tre o quattro parole, ma beato chi si addormenta sotto la protezione di queste tre o quattro parole. Sono le parole che precedono ogni preghiera, come le mani giunte precedono il volto di un orante. Il Padre Nostro è il padre delle preghiere. 

L’Ave Maria è come un’umile donna. Il regno del Padre Nostro è il regno della speranza: dacci oggi il nostro pane. Ma il regno dell’Ave Maria è un regno più intimo, più segreto, più nascosto.
Le preghiere a Maria sono preghiere di riserva. 

Nel meccanismo della salvezza l’Ave Maria è l’ultimo aiuto. In tutta la liturgia non vi è altra preghiera che possa essere detta veramente dal più miserabile peccatore come l’Ave Maria. Con l’Ave Maria nessuno può dirsi perduto. Signore, al giudizio universale non ci sarà bisogno di memoriali o di certificati, ma nessuno potrà cancellare la traccia di un Pater o di un’Ave.

Charles Peguy (1873 - 1914), scrittore e poeta francese

mercoledì 9 ottobre 2024

A che punto è la notte?


A che punto è la notte?

- ho chiesto alle ombre

che osavano violare il cupo silenzio.

A che punto è la notte?

- ho gridato alle stelle

e a una falce di luna.

Sperando nel vento

ho implorato:

A che punto è la notte?

Ma nulla ha tradito

il velluto di quiete.

Invece che vagare

per sentieri scoscesi

una preghiera è salita dal cuore:

Ave Maria,

il Signore è con te.

Con te è venuto il Figlio di Dio

e ha acceso il mio giorno.


Giovanni della Croce (1540 - 1591), al secolo Juan de Yepes Álvarez, santo, presbitero e poeta spagnolo, cofondatore dell'Ordine dei Carmelitani scalzi

lunedì 7 ottobre 2024

"Prendine una manciata!"


Il giovanissimo figlio del grande architetto Bramante, un giorno fu mandato dal padre a portare certi urgentissimi disegni al Papa Giulio II. Il Papa ne fu assai contento e, per premiarlo, aprì uno scrigno pieno di monete d’oro. Il pontefice gli disse: «Prendine quante ne stanno in una manciata!». Il bambino allungò la mano, ma poi si trattenne. Disse al Papa: «Santo Padre, datemene voi una manciata: voi avete le mani più grandi delle mie!». 

Questo è ciò che facciamo quando terminiamo così le nostre preghiere al Padre: «Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore!».

martedì 1 ottobre 2024

Credo in Dio e nell’uomo

Credo in Dio e credo nell'uomo

quale immagine di Dio.

Credo negli uomini, nel loro pensiero, 

nella loro sterminata fatica che ha fatto quello che sono.

Credo nella vita come gioia e come durata: 

non prestito effimero dominato dalla morte, ma dono definitivo.

Credo nella vita come possibilità illimitata di elevazione e di sublimazione.

Credo nella gioia: la gioia di ogni stagione, 

di ogni tappa, di ogni aurora, di ogni tramonto,

di ogni volta, di ogni raggio di luce

che parta dal cervello, dai sensi, dal cuore.

Credo nella famiglia del sangue,

nella famiglia prescelta per la mia attività e responsabilità.

Credo nella patria: la famiglia del mondo della tradizione,

della dolce parlata, della libertà.

Credo nella possibilità di una grande famiglia umana,

quale Cristo la volle: scambio di tutti i beni dello spirito

e delle mani nella pace.

Credo nella gioia dell'amicizia,

nella fedeltà e nella parola degli uomini.

Credo in me stesso, 

nelle capacità che Dio mi ha conferito,

perché possa sperimentare la più grande fra le gioie, 

che è quella del donare e del donarsi.

In questa fede voglio vivere,

per questa fede voglio lottare

e con questa fede voglio addormentarmi 

in attesa del grande gioioso risveglio.


Padre Giulio Bevilacqua (1881 - 1965), religioso della Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, cardinale e arcivescovo cattolico italiano

sabato 3 febbraio 2024

Aforismi Meditazione

Se oggi il mondo è popolato di nevrastenici, di mediocri e di apatici, ciò è dovuto in massima parte al fatto che non si sa più pensare e meditare. Il silenzio interiore e la preghiera fanno grandi uomini. (Alexis Carrel)

La preghiera è quando si parla con Dio; la meditazione è quando si ascolta Dio. (anonimo)

Insegnerete la meditazione e la preghiera perché in questo modo l’anima si dilata. (Antoine de Saint-Exupery)

La meditazione purifica l'anima, governa gli affetti, dirige le azioni, corregge gli eccessi. Forma i costumi, rende la vita onesta e bene ordinata, dà la scienza delle cose umane e divine. (San Bernardo da Chiaravalle)

L'uomo è certamente fatto per pensare: in questo risiede tutta la sua dignità e tutto il suo merito; e tutto il suo compito è di pensare rettamente. Ora l'ordine proprio del pensiero è di cominciare da se stessi e dal proprio autore e dal proprio fine. (Blaise Pascal)

Tutte le miserie dell’uomo sono causate dalla sua incapacità di mettersi a sedere da solo in una stanza nella completa quiete. (Blaise Pascal)

Alla contemplazione non si giunge se non con la perspicace meditazione, la condotta santa, la devota preghiera. (San Bonaventura da Bagnoregio)

Bisogna concentrare l'attenzione dello spirito, non lasciarsi assorbire dalla vita di superficie, stabilire in ogni giornata una zona di silenzio, affinare la sensibilità dell'anima. (Beato Carlo Gnocchi)

Dio non è soltanto perfetto, ma è anche la sorgente di ogni perfezione, che, di conseguenza, solo da lui possiamo attingere. Il che si ottiene con lo studio e la meditazione. (Claude de La Colombière)

L'anima che medita ha la salvezza assicurata. La meditazione consiste nel riflettere stando alla presenza di Dio, e il demonio fa di tutto per distoglierne le anime. Egli sa bene quanto è efficace questo mezzo per avanzare nelle virtù. (Santa Elisabetta della Trinità)

La meditazione prepara il lavoro del giorno. L'essere soli con Dio aiuta a stare in mezzo agli uomini e a donare loro un po' della nostra provvista del mattino. Il dono di sé è più facile quando l'anima ha rifatto la sua riserva interiore. (Elisabetta Leseur)

Il petto del Signore è la conoscenza di Dio; chi ha il dono di riposarvi diventerà teologo (Evagrio pontico, Ad Anatolio)

Nulla tanto serve per illuminare l'intelletto e accendere la volontà, quanto l'orazione, massime la mentale, fatta di cuore. (San Francesco di Sales)

La meditazione è madre dell'amore, la contemplazione ne è figlia. (San Francesco di Sales)

Come la pioggia penetra in una casa mal coperta, così pure la passione penetra in una mente non usa alla meditazione. Come la pioggia non penetra in una casa ben coperta, cosi pure la passione non penetra nella mente esperta alla meditazione. (Gautama Buddha, Insegnamenti)

Preghi? Sei tu che parli allo Sposo. Leggi? È lo Sposo che parla a te. (San Girolamo)

Il saggio, per parlare, deve prima molto meditare. (San Girolamo)

Le grazie della contemplazione non ci saranno mai concesse se non ci applichiamo con la massima cura alla meditazione, alle letture quotidiane, alla preghiera e se non cerchiamo di approfondire le verità che sono alla nostra portata. (San Gregorio Magno)

Cercate leggendo e troverete meditando; chiamate pregando e vi sarà aperto contemplando. (Guigo II il Certosino)

La meditazione è la ricerca attenta, con l'aiuto della ragione, di una verità nascosta. (Guigo II il Certosino)

Non è grande uomo chi sa molto, ma chi ha molto meditato. (Luigi Settembrini)

Dieci minuti quotidiani di colloquio intimo insegnerebbero, forse, una più umana filosofia di quella contenuta in molti libri. (Nino Salvaneschi)

Chi non medita può fare come colui che non si specchia mai, e che quindi non si cura di uscire ordinato, poiché può essere imbrattato senza saperlo. (San Pio da Pietrelcina)

La persona che medita e rivolge il suo pensiero a Dio, che è lo specchio della sua anima, cerca di conoscere i suoi difetti, tenta di correggerli, si modera negli impulsi, e rimette la sua coscienza a posto. (San Pio da Pietrelcina)

Chi non medita è come colui che non si specchia mai. (Padre Pio)

Ogni fatto, ogni evento della nostra giornata è come un seme portato dal vento, che si deposita nel nostro cuore; solo con il silenzio e la meditazione ogni seme porterà frutti di bene. (Thomas Merton)

La meditazione e l'azione furono paragonate a Rachele e Lia: la prima era più amabile, l'altra più feconda. Come l'incenso rianima la vita della brace, così la preghiera rianima le speranza del cuore. (Johannes Wolfgang Goethe)


giovedì 21 dicembre 2023

Aforismi Preghiera - Padri della Chiesa


Il tuo desiderio è la tua preghiera. Se il tuo desiderio è continuo, la tua preghiera è continua. (Agostino, Commento ai Salmi)

Nutri la tua anima con la lettura biblica: essa ti preparerà un banchetto spirituale. (Agostino)

La preghiera muore, quando il desiderio si raffredda. (Agostino)

A te si chieda, in te si cerchi, presso di te si bussi; così, e solo così potremo ottenere, così potremo trovare, così ci sarà aperto. (Agostino)

Tu sai cosa desideri nella preghiera. Dio sa quello che ti è utile. (Agostino)

La preghiera è la forza dell'uomo e la debolezza di Dio. (Agostino)

Il corpo si nutre di cibo e l’uomo interiore di preghiera. (Agostino)

L'uomo non prega per dire a Dio ciò che deve fare, ma perché Dio dica a lui ciò che deve fare. (Agostino)

[Egli vuole] ...che nella preghiera si eserciti il nostro desiderio, in modo che diventiamo capaci di ricevere ciò che egli è pronto a darci. (Agostino, Epistula 130, 8, 17: CSEL 44, 59 - PL 33, 500)

Dio esaudisce chi lo invoca, quando ha visto la sua lode; e accetta la sua lode quando ha provato il suo amore. (Agostino)

Credi per poter pregare; e prega affinché non ti manchi quella fede con la quale tu preghi. (Agostino)

È per la preghiera dei cristiani che il mondo sta in piedi. (Aristide l'Apologeta)

Pregare è come nuotare. Guarda coloro che nuotano in mare: il nuotatore provetto si getta in acqua senza aver paura, sapendo che le onde non possono travolgere un buon nuotatore. Al contrario, chi comincia da poco a nuotare, appena si sente andare a fondo ed ha paura di annegare, si ritira senza indugio sulla riva. Poi, riprendendo un po’ di coraggio, torna a tuffarsi nell’acqua. (Barsanofio di Gaza)

Quando sei intento alla preghiera, chiedi la liberazione dal vecchio Adamo, o recita la preghiera del Signore, o ambedue insieme, poi riprendi il tuo lavoro manuale. (Barsanofio di Gaza, Lettere ascetiche)

Sulla lunghezza del tempo della preghiera, ti dirò: se tu "preghi incessantemente" (1 Tes 5,17), come dice l'Apostolo, la quantità del tempo non ha importanza. (Barsanofio di Gaza, Lettere ascetiche)

La preghiera efficace è quella che fa nascere nell'anima una chiara nozione di Dio. (Basilio Magno)

Se quando chiedete non ricevete, è perché non chiedete ciò che è necessario, o perché chiedete senza fede, con leggerezza o senza perseveranza. (Basilio Magno)

La preghiera, volendo parlare più arditamente, è una conversazione con Dio. (Clemente Alessandrino)

La preghiera è la consolazione degli afflitti, la gioia dei pii, il conforto di chi piange, la speranza di chi muore. Non v'è in tutta la vita dell'uomo tesoro paragonabile alla preghiera. (Efrem il Siro)

Non rammaricarti se non ricevi subito da Dio ciò che gli chiedi; egli vuole beneficarti molto di più, per la tua perseveranza nel rimanere con lui nella preghiera. (Evagrio Pontico, De oratione, 34: PG 79, 1173)

La preghiera è sorgente di gioia e di grazia. (Evagrio Pontico)

Quando, dedicandoti alla preghiera, sei giunto al di sopra di ogni altra gioia, allora veramente hai trovato la preghiera. (Evagrio Pontico)

Spesso ho domandato nelle mie preghiere il compimento di ciò che mi sembrava bene per me, e mi ostinavo nella mia richiesta. Ma ricevuta la cosa, grande fu la mia delusione perché allora costatavo che la cosa non era come me l'ero raffigurata. (Evagrio Pontico)

Prega senza interruzione e tieni presente Cristo: Egli ti ha generato di nuovo. (Evagrio Pontico)

La collera uccide la preghiera [...]. Chi prega deve essere libero dall'ira.  (Evagrio Pontico)

Se sei teologo pregherai veramente e se preghi veramente sei teologo. (Evagrio Pontico, Sulla preghiera 60)

Non ci è stato comandato di lavorare, di vegliare e di digiunare continuamente, mentre la preghiera incessante è una legge per noi. (Evagrio Pontico, Capita practica ad Anatolium, 49: SC 171, 610 - PG 40, 1245)

Le nostre preghiere devono essere frequenti, ma brevi, quando si teme che, se si prolungassero, il nemico che ci spia possa introdurvi qualche distrazione. (Giovanni Cassiano)

La preghiera è sostegno del mondo, riconciliazione con Dio, misura del progresso spirituale, giudizio del Signore prima del futuro giudizio. (Giovanni Climaco) 

Se una parola della tua preghiera ti riempie di dolcezza o di compunzione, soffermati su di essa, perché allora il nostro angelo custode è lì, a pregare con noi. (Giovanni Climaco)

Quando preghi, non cercare parole complicate, poiché il balbettio semplice e monotono dei fanciulli ha spesso commosso il loro Padre dei cieli. (Giovanni Climaco)

Abbracciare Dio. La preghiera è un sommo bene: è infatti comunione intima con Dio e ci rende una cosa sola con Lui. Con la preghiera l‘uomo si unisce a Dio in un ineffabile abbraccio: come un bambino chiama nell‘affanno sua madre, anche l‘uomo grida verso Dio, desideroso del sostegno che viene da Lui. (Giovanni Crisostomo, Omelia 6)

L'uomo che si priva della preghiera è simile a colui che si recide con un coltello i tendini e i nervi dei propri arti. Cade a terra, incapace di fare il minimo movimento. Così è l'anima di colui che non prega: atrofizzata, paralizzata. (Giovanni Crisostomo)

L'uomo che prega ha le mani sul timone della storia. (Giovanni Crisostomo)

È possibile, anche al mercato o durante una passeggiata solitaria, fare una frequente e fervorosa preghiera. È possibile pure nel vostro negozio, sia mentre comperate sia mentre vendete, o anche mentre cucinate. (Giovanni Crisostomo, De Anna, sermo 4, 6: PG 54, 668)

Niente vale quanto la preghiera; essa rende possibile ciò che è impossibile, facile ciò che è difficile. [...] È impossibile che cada in peccato l'uomo che prega. (Giovanni Crisostomo, De Anna, sermo 4, 5: PG 54, 666)

La preghiera è un'elevazione della mente a Dio (Elevatio mentis in Deum). (Giovanni Damasceno)* (affermazione simile a quella di Nilo il sinaita) 

Preghi? Sei tu che parli allo Sposo. Leggi? È lo Sposo che parla a te. (Girolamo)

Teologo è colui che sa pregare. (Gregorio di Nissa) 

Procurate di riunirvi più frequentemente per il rendimento di grazie e per la lode a Dio. Quando vi radunate spesso le forze di satana sono annientate ed il male da lui prodotto viene distrutto nella concordia della vostra fede. (Ignazio d'Antiochia)

La preghiera è l'elevarsi della mente a Dio (Nilo il sinaita)* (affermazione simile a quella di Giovanni Damasceno)

Preghiera e vita cristiana sono inseparabili. Prega incessantemente colui che unisce la preghiera alle opere e le opere alla preghiera. Soltanto così possiamo ritenere realizzabile il principio di pregare incessantemente. (Origene, De oratione, 12, 2: GCS 3, 324-325 - PG 11, 452)

Mettiamo freno all'effervescenza dei pensieri che ci angosciano e che salgono dal nostro cuore come acqua in ebollizione, leggendo le Scritture e ruminandole incessantemente... e ne sarete liberati. (Pacomio)

Non appena ti levi dopo il sonno, subito, in primo luogo, la tua bocca renda gloria a Dio e intoni cantici e salmi, poiché la prima preoccupazione, alla quale lo Spirito si apprende fin dall'aurora, esso continua a macinarla, come una mola, per tutto il giorno, sia grano sia zizzania. Perciò sii sempre il primo a gettar grano, prima che il nemico getti la zizzania. (Detti dei Padri del deserto)

Un anziano diceva: "Non far nulla senza pregare e non avrai rimpianti". (Detti dei Padri del deserto)

Se vuoi ricevere, dai. Se chiedi per te stesso ciò che neghi agli altri, la tua richiesta è una presa in giro. (San Pietro Crisologo)

La preghiera è semplice come stare in piedi davanti a Dio riflettendo nell'intimo del proprio cuore. (Teofane il confessore)

L'unico compito della preghiera è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati, aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti. (Tertulliano, L'orazione, 29) 





domenica 24 luglio 2022

Aforismi Preghiera

Quando vuoi pregare, entra in camera tua e chiudi la porta. Poi, prega Dio, presente anche in quel luogo nascosto. E Dio tuo Padre, che vede anche ciò che è nascosto, ti darà la ricompensa. Gesù (Matteo 6,6)

Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. (Giacomo 5,16)

 

Pregare è la grande ricompensa dell'essere uomini. (Abraham Joshua Heschel)

Chi si avvicina a Dio mediante la preghiera vedrà che Dio s'avvicina a lui per esaudirlo. (Alberto Magno)

Niente conferisce tanta forza alla nostra preghiera, quanto il riconoscere con la dovuta gratitudine i benefici già ricevuti. (Alberto Magno)

Soltanto nella preghiera raggiungiamo quella completa armonia del corpo, della mente e dello spirito, che dà al fragile giunco umano la sua salda forza. (Alexis Carrel)

La preghiera fatta per altri è sempre più feconda di quella fatta per se stessi. (Alexis Carrel)

È assurdo pregare al mattino e passare il resto della giornata come un barbaro. (Alexis Carrel)

L'uomo ha bisogno di preghiera come il corpo ha bisogno di ossigeno. Oggi più che mai la preghiera è imperiosamente necessaria nella vita degli uomini e dei popoli. (Alexis Carrel)

L'uomo diventa più grande quando s'inginocchia. (Alessandro Manzoni)

Chi prega si salva, chi non prega si danna! (Alfonso Maria de’ Liguori)

Pregare: pretendere che le leggi dell'universo vengano annullate a favore di un singolo postulante, il quale se ne confessa del tutto indegno. (Ambrose Bierce)

Se leggi, leggi con un occhio solo e l’altro rivolgilo a Dio. Se scrivi, scrivi con una mano sola e l’altra tendila a Dio. (André-Marie Ampère)


Quest'arma con cui tutto si vince, questa chiave d'oro che apre i tesori della divina grazia, è la preghiera. (Annibale Maria Di Francia) 

Chi non prega, sappia che quelle grazie non sono per lui saranno per un'altra anima, che le saprà domandare. (Annibale Maria Di Francia)

La vita interiore, l'unione con Dio, lo zelo, la carità, la sete delle anime, offrono una grande arma all'uomo di Dio. (Annibale Maria Di Francia) 

Senza questo fuoco interiore, che si chiama vita spirituale, orazione, preghiera, penitenza, che si chiama commercio della creatura col Creatore, unione amorosa dell'anima con Dio nessun'opera veramente buona può prodursi. (Annibale Maria Di Francia)

Io non so pregare, mi limito a fare i complimenti a Dio. (anonimo)

La preghiera di un cuore colmo di afflizione è il canto più gradito all'orecchio di Dio. (anonimo)

Una preghiera detta con malinconia non porta a nulla. (Aron di Karlin)

Capita, a volte, che non sentiamo il bisogno delle parole di una preghiera, né nostra né altrui, e allora preghiamo in perfetto silenzio. Questo perfetto silenzio è la preghiera ideale. (Augustin Guillerand)

I tuoi desideri gridino a Dio. la preghiera è una pia tensione del cuore verso Dio. (Bernardo di Chiaravalle)

L'uomo non è mai tanto grande come quando prega. (Blaise Pascal)

Il tempo che impieghiamo nell'orazione, Dio ce lo restituisce con altrettante benedizioni nelle nostre opere. (Bonaventura da Bagnoregio)

Nessuno può parlare della preghiera, se non prega: e se prega, non ha nessun bisogno di parlarne. La preghiera non è l'alibi del disimpegno. È sempre meglio il fervore senza preghiera che una preghiera senza fervore. (Bunam di Peshischa)

La preghiera è l'estatica contemplazione dell'Altissimo, nella sua infinita bellezza e bontà: uno sguardo semplice e amoroso su Dio. (Caterina da Bologna)

L’uomo che alla sera prega è un capitano che dispone le sue sentinelle: poi può dormire tranquillo. (Charles Baudelaire)

Con la preghiera noi possiamo tutto: se non riceviamo, è perché ci è mancata la fede, o perché abbiamo pregato troppo poco, o perché sarebbe male per noi che la nostra domanda venisse esaudita, o perché Dio ci dà qualcosa di meglio di ciò che chiediamo. (Charles de Foucauld)

Pregare è pensare a Dio con amore. (Charles de Foucauld)

Mattino, mezzogiorno, sera, notte sono le fasi di ogni tua giornata. Ebbene, sai cosa ti dico? Vivificale anche tu con la preghiera, e ti sentirai un altro, ti ritroverai felice. Appena arrivai a credere che c'è un Dio, compresi di non poter fare altro che vivere per lui. (Charles de Foucauld)

Nella preghiera quello che Dio maggiormente ci chiede è l'amore, e l'amore per la preghiera. (Charles de Foucauld)

Se noi non preghiamo abbastanza siamo responsabili di tutto il bene che avremmo potuto fare con la preghiera e che non abbiamo fatto. Che terribile responsabilità! (Charles de Foucauld)

Bisogna lodare Dio. Lodare è esprimere la propria ammirazione e nello stesso tempo il proprio amore, perchè l'amore è inseparabilmente unito ad un'ammirazione senza riserve. (Charles de Foucauld)

Dunque, lodare significa struggersi ai suoi piedi in parole di ammirazione e d'amore. Significa ripetergli che Egli è infinitamente perfetto, infinitamente amabile, infinitamente amato. (Charles de Foucauld)

Significa dirgli che Egli è buono e che l'amiamo. (Charles de Foucauld)

Figlio mio, dice Dio, ti agiti troppo, per quello che preghi! (Charles Péguy)

Un teologo che non prega mi fa paura. (Charles Péguy)

Nella preghiera non è importante tanto ciò che noi vogliamo dire a Dio, ma ciò che Lui vuole dire a noi. (Chiara Amirante, Vivi per qualcosa di grande) 

Esiste forse un modo, una forma più bella di pensare a qualcuno, che "ricordarlo ogni giorno nelle proprie preghiere"? Eppure abbiamo abbandonato questa forma. (Christian Morgenstern)

La preghiera è un colloquio del figlio di Dio col Padre suo celeste. (Columba Marmion)

La vita spirituale non si esaurisce nella partecipazione alla sola Liturgia. Il cristiano, infatti, benché chiamato alla preghiera in comune, è sempre tenuto a entrare nella sua stanza per pregare il Padre in segreto. (Concilio Vaticano II, Sacrosanctum Concilium, 14)

Pregare è prendere fiato presso Dio; pregare è affidarsi a Dio. (Dietrich Bonhoeffer)

Perchè preghiamo?.. Perchè Dio nasca nell'anima e l'anima rinasca in Dio...Un essere tutto intimo, tutto raccolto ed uno in Dio: questa è la Grazia, questo significa "Iddio con te". (Maestro Eckhart)

Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è 'grazie,' quella sarà sufficiente. (Maestro Eckhart)

L'essenziale è solo che ogni giorno si trovi anzitutto un angolo tranquillo in cui avere un contatto con Dio, come se non ci fosse nient'altro al mondo. (Edith Stein)

Non c’è gioia più grande per una madre del vedere per la prima volta un sorriso sulle labbra del suo bambino. La stessa gioia deve provare Dio ogni volta che vede dal cielo un peccatore che gli s’inginocchia davanti e con tutto il cuore gli rivolge una preghiera. (Fëdor Dostoevskij)

Ciascuno di noi ha bisogno di mezz’ora di preghiera al giorno, a meno che non siamo occupati. In questo caso, abbiamo bisogno di un’ora. (Francesco di Sales)

Pregare non è domandare: pregare è il respiro dell'anima. (Gandhi)

Come il cibo è indispensabile al corpo, così la preghiera è indispensabile all'anima. (Gandhi)

Nella preghiera è meglio avere un cuore senza parole che parole senza cuore. (Gandhi)

La preghiera è la chiave che apre la porta del mattino, che chiude quella della sera. Da Dio solo, per mezzo della preghiera, viene tutta la nostra forza. (Gandhi)

La preghiera non è un passatempo ozioso di vecchiette. Compresa nel suo valore e giustamente impiegata, è il mezzo d'azione più potente. (Gandhi)

La preghiera mi ha salvato la vita. Senza la preghiera sarei rimasto a lungo privo di fede. Mi ha salvato dalla disperazione. Col tempo la mia fede si è accresciuta e il bisogno di pregare si è fatto più irresistibile. (Gandhi)

Il desiderio di pregare è già preghiera. (Georges Bernanos)

Le mie idee cambiano, quando prego. (Georges Bernanos) 

L'uomo non è mai così grande come quando sta in ginocchio dinanzi a Dio. (Giovanni XXIII)

La vostra preghiera sia continua, meditata e sapiente. Sia il vostro alimento, sia per voi come l'aria che respirate e che vi mantiene in vita, preservandovi dai miasmi di una mentalità mondana. (Giovanni XXIII)

L’uomo che prega trova in sé e sopra di sé la luce che invece non trova colui che cerca il proprio io. (Henri De Lubac, Sulle vie di Dio).

Attraverso la preghiera possiamo far entrare nel nostro cuore il dolore e la sofferenza di tutti, tutti i loro conflitti e le loro angosce, tutti i loro tormenti e tutte le guerre, tutta la fame, la solitudine e la miseria, non per una qualche nostra grande capacità psicologica o emotiva, ma perché il cuore di Dio è diventato una cosa sola con il nostro. (Henri Nouwen)

Pregare è seguire Cristo che va tra gli uomini, quasi accompagnandolo. (Ignazio di Loyola)

Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te. (Ignazio di Loyola)

Il buon Dio mi accorda proprio quasi tutto ciò che gli domando, salvo quando prego per me. (Jean-Marie Vianney)

La preghiera è per la nostra anima ciò che la pioggia è per la terra. Concimate una terra quanto volete; se manca la pioggia, tutto quello che farete non servirà a nulla. (Jean-Marie Vianney)

Colui che prega è simile a un'intrepida aquila che, librata nell'aria, sembra volersi avvicinare al cielo! (Jean-Marie Vianney)

Il buon Dio ama essere importunato. (Jean-Marie Vianney)

Bisogna pregare molto semplicemente e dire: "Mio Dio, ecco un'anima ben povera che non ha niente, che non può nulla; fammi la grazia di amarti, di servirti e di conoscere che non sono nulla". 

La preghiera altro non è che un'unione con Dio, dove Dio e l'anima diventano come due pezzi di cera fusi insieme, ormai impossibili da separare. (Jean-Marie Vianney)

Nella preghiera è meglio mettere cuore senza parole che parole senza cuore. (John Bunyan)

Non sai pregare? Mettiti alla presenza di Dio, e non appena comincerai a dire: "Signore, non so fare orazione!", sii certo che avrai cominciato a farla. (Josemaría Escrivá de Balaguer)

L'azione senza l'orazione non vale nulla; l'orazione si avvalora col sacrificio. (Josemaría Escrivá de Balaguer)

Dopo quella del sacerdote e delle vergini consacrate, la preghiera più gradita a Dio è quella dei bambini e dei malati. (Josemaría Escrivá de Balaguer)

Il mondo va male perché nel mondo si prega poco. Andrà meglio quando tutti pregheranno di più. (Luigi Orione) 

La salvezza delle anime si compie più con le ginocchia che con tutto il resto. (Luigi Orione)

La preghiera non è chiedere. Pregare è mettersi nelle mani di Dio, a Sua disposizione, e ascoltare la Sua voce nel profondo del nostro cuore. (Madre Teresa di Calcutta)

Ho trovato citata di Lutero questa espressione, che mi ha profondamente colpito: "Oggi ho molto da fare, dunque pregherò almeno quattro ore". Tutta la forza della frase è nel "dunque". Spesso prevale la logica contraria: "Ho molto da fare, dunque ho poco tempo per pregare". (Mariano Magrassi) 

"Mio Dio, fa' diventare buoni i cattivi e simpatiche le persone buone". (Mark Twain)

Meno sono le parole, migliore è la preghiera. (Martin Lutero)

Che cosa deve fare l'uomo nel mondo? Pregare e insegnare a pregare. (Nachman di Breslav)

È buona cosa pregare il mattino presto, prima che il mondo si riempia di sciocchezze. (Pinchas di Koretz)

La preghiera è una delle azioni più difficili. Se la preghiera non costasse, non varrebbe quello che vale… È facile l'atto vocale della preghiera, ma non lo "spirito" della preghiera. Perciò, vale di più pregare che lavorare. La preghiera vale tutto: ecco perché costa molto. Vi è un rapporto diretto tra valore e costo. Ma perché è così difficile? Perché non abbiamo la carità della preghiera; perché non abbiamo il senso dell'altrui. (Primo Mazzolari)

L'uomo ha bisogno della preghiera. La sua fede resta viva solo a patto che egli preghi. Infatti la preghiera non è un'attività che si possa esercitare o abbandonare senza che la fede ne sia toccata, poiché ne è l'espressione elementare. (Romano Guardini)

Giustamente gli antichi dicevano che pregare è respirare. Qui si vede quanto sia sciocco parlare di un "perché". Perché io respiro? Perché altrimenti morrei. Così con la preghiera. (Søren Kierkegaard, Diario)

La preghiera non cambia Dio, ma cambia colui che prega. (Søren Kierkegaard)

L'uomo più potente è colui che sa congiungere le mani. (Søren Kierkegaard)

Pregare non è tanto "ottenere" quanto piuttosto "diventare". (Søren Kierkegaard)

Il punto di Archimede fuori del mondo è una cella dove un orante prega con tutta la sincerità del cuore: costui muoverà la terra. (Søren Kierkegaard)  

Pregare significa intendersela con il Signore come con un amico. (Teresa di Lisieux)

Per me la preghiera è uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di gratitudine e d'amore nella prova come nella gioia, insomma e qualche cosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l'anima e mi unisce a Gesù. (Teresa di Lisieux)

Pregare è agire. (Thomas Merton)

Nella preghiera scopriamo ciò che possediamo. Ogni cosa ci è stata data in Cristo. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di sperimentare ciò che già possediamo. (Thomas Merton)

[Francesco d'Assisi] non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente» (Tommaso da Celano, Vita seconda, FF 682)

La preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l'animo di chi prega. (Tommaso d'Aquino)