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domenica 24 settembre 2023

Autunno


Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra
ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro
al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti.

Ma quali che siano i modi,
lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico:
arrivare a levarsi innanzi al volto del sole.

Kahlil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese

giovedì 2 giugno 2011

I vostri figli



I vostri figli non sono vostri figli:
sono figli e figlie
del desiderio ardente
che la vita ha per se stessa.

Essi vengono per mezzo di voi,
ma non da voi.
e benché siano con voi,
non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore
ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.

Potete dar alloggio ai loro corpi,
ma non alle loro anime,
poiché le anime
dimorano nella casa del domani,
che voi non potete visitare
nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere come loro:
non cercate però di renderli come voi.
La vita, infatti, non torna indietro
né indugia sul passato.

Voi siete gli archi
dai quali i vostri figli
come frecce viventi son lanciati.
L’arciere vede il bersaglio
sul sentiero dell’infinito
e vi piega con la sua potenza
perché le sue frecce
volino veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia
dalla mano dell’Arciere;
poiché come egli ama la freccia che vola
così ama pure l’arco che rimane saldo.

Khalil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese

giovedì 25 febbraio 2010

L'amore

Quando l'amore chiama, seguitelo
anche se ha vie sassose e ripide.
E quando vi parla credete in lui
benché la sua voce possa
disperdere i vostri sogni
come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché come l'amore vi esalta così
vi crocifigge e come vi matura così vi poterà.
E vi consegna al suo sacro fuoco
perché voi siate il pane santo
della mensa di Dio.
Tutto ciò compie l'amore in voi
affinché conosciate il segreto del vostro cuore
e possiate diventare un frammento
del cuore della Vita.
L'amore non dà nulla fuorché se stesso
e non coglie nulla se non in se stesso.
L'amore non possiede
né vorrebbe essere posseduto
perché l'amore è sufficiente all'amore.
E non pensate di dirigere l'amore
perché se vi trova degni è lui che vi conduce.
L'amore non desidera che consumarsi!
Se amate davvero siano questi i vostri desideri:
destarsi all'alba con un cuore alato
e ringraziare per un altro giorno d'amore;
addormentarsi a sera
con una preghiera per l'amato nel cuore
e un canto di lode sulle labbra.

Khalil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese

giovedì 7 maggio 2009

Madre

La parola più bella sulle labbra del genere umano è "madre"
e la più bella invocazione è:"Madre mia!"
E' la fonte dell'amore, della misericordia, della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra e le dà il suo nutrimento di calore; non lascia mai l'universo nella sera finché non abbia coricato la terra al suono del mare e al canto melodioso degli uccelli e delle acque correnti.
E questa terra è madre degli alberi e dei fiori. Li produce, li alleva e li svezza. Alberi e fiori diventano madri tenere dei loro grandi frutti e semi.
La parola "madre" è nascosta nel cuore e sale sulle labbra nei momenti di dolore e di felicità, come il profumo sale dal cuore della rosa e si mescola all'aria chiara e all'aria nuvolosa.

Khalil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese

martedì 28 aprile 2009

La carta e l'inchiostro

"Vedendosi la carta tutta macchiata dalla oscura nerezza dell'inchiostro, di quello si duole; il quale mostra che per le parole che sono sopra di lei composte, essere cagione della conservazione di quella".

Un giorno un foglio di carta, posto su uno scrittoio insieme ad altri fogli, si trovò cosparso di disegni e parole che una penna aveva tracciato su di lui. Il foglio si risentì: si sentiva umiliato, rovinato. L'inchiostro però lo consolò: "Io non ti ho sporcato! Ora tu non sei più un semplice foglio di carta, sei diventato un messaggio. Tu custodisci il pensiero, sei diventato uno strumento prezioso...". Infatti, di lì a poco, nel riordinare la scrivania, qualcuno vide i fogli sparsi, li radunò e stava per buttarli nel cestino; ma accortosi del foglio scritto, gettò via tutti gli altri, serbando soltanto quello che portava, ben visibile, il messaggio dell'intelligenza.
[ Favole ]
Leonardo da Vinci (1452 - 1519), artista e scienziato italiano 

** ** **

Diceva un foglio bianco come la neve: “Sono stato creato puro e voglio rimanere così per sempre. Preferirei essere bruciato e finire in cenere che essere preda delle tenebre e venir toccato da ciò che è impuro”. Una boccetta di inchiostro sentì ciò che il foglio diceva e rise nel suo cuore scuro, ma non osò mai avvicinarsi. Sentirono le matite multicolori, ma anch’esse non gli si accostarono mai. E il foglio bianco come la neve rimase puro e casto per sempre – puro e casto – ma vuoto.

Khalil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese

martedì 7 aprile 2009

Cos'è per te un amico

Cos'è per te un amico,
perché tu debba cercarlo
per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia
ci siano risate,
e condivisione di momenti gioiosi.
Poiché nella rugiada
delle piccole cose
il cuore trova il suo mattino
e si rinfresca.

Khalil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese

L’amicizia

Il vostro amicoè il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amoree che mietete ringraziando.
Egli è la vostra mensa e la vostra dimora
perché, affamati, vi rifugiate in lui
e lo cercate per la vostra pace.
Se l’amico vi confida il suo pensieronon nascondetegli il vostro.
Quando lui taceil vostro cuore non smetta di ascoltarlo,
perché nell’amiciziaogni pensiero, desiderio, speranza
nasce in silenzio e si partecipa con gioia.
Se vi separate dall’amico
non addoloratevi, perché la sua assenza
v’illumina su ciò che più in lui amate.
E non vi sia nell’amicizia altro intento
che scavarsi nello spirito a vicenda.
Condividetevi le gioiesorridendo nella dolcezza amica,
perché nella rugiada delle piccole coseil cuore scopre il suo mattino
e si conforta.

Khalil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese

giovedì 26 febbraio 2009

Generosità

Dai poco se doni le tue ricchezze,
ma se dai te stesso tu doni veramente,
vi sono quelli che danno con gioia
e la gioia è la loro ricompensa.
Nelle loro mani Dio parla
e dietro i loro occhi egli sorride alla terra;
è meglio dare se ce lo chiedono,
ma è meglio capire quando non ci chiedono nulla.
E per chi è generoso
cercare il povero
è una gioia più grande che donare
poiché chi è degno di bere al mare della vita
può riempire la coppa alla tua sorgente.
E voi che ricevete,
non lasciate che la gratitudine vi opprima
per non creare un giogo in voi e in chi vi ha dato.
Piuttosto fate che i suoi doni
diventino ali per volare insieme.

Khalil Gibran (1883 - 1931), poeta, pittore e filosofo libanese