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sabato 10 ottobre 2026

Il diavolo ha paura della nostra santità

Il Beato Alfredo Ildefonso Schuster, Cardinale e Arcivescovo di Milano, prima di morire, ha lasciato ai seminaristi di Venegono queste parole, quasi un testamento spirituale...

Voi desiderate un ricordo da me. Altro ricordo non ho da darvi che un invito alla santità.
La gente pare che non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità, ancora crede, ancora si inginocchia e prega. La gente pare che viva ignara delle realtà soprannaturali, indifferente ai problemi della salvezza. Ma se un Santo autentico, o vivo o morto, passa, tutti accorrono al suo passaggio.
Ricordate le folle intorno alla bara di don Orione? Non dimenticate che il diavolo non ha paura dei nostri campi sportivi e dei nostri cinematografi: ha paura, invece, della nostra santità.

Alfredo Ildefonso Schuster (1880 - 1954), Cardinale e Arcivescovo di Milano

mercoledì 1 luglio 2026

San Paolino da Nola: «Questo è l’uomo vecchio; dell’uomo nuovo sto ancora lavorando»

Paolino, già uomo politico di grande prestigio, dopo la conversione abbracciò una vita radicalmente ascetica. Era noto per la sua umiltà e per la convinzione che il cristiano vive sempre in un processo di trasformazione interiore: spogliarsi dell’uomo vecchio e rivestirsi dell’uomo nuovo (Ef 4,22‑24).

Secondo la tradizione, un amico gli chiese un suo ritratto. Paolino, che non amava essere celebrato, inviò un’immagine che lo rappresentava in modo semplice e severo. Nel farlo, aggiunse la celebre frase: «Questo è l’uomo vecchio; dell’uomo nuovo sto ancora lavorando». La battuta non era solo ironica: è una sintesi perfetta della sua teologia: ciò che si vede esteriormente è solo la parte mortale, fragile, segnata dal passato. L’“uomo nuovo”, invece, è Cristo che si forma nel credente - e questo lavoro non è mai concluso.


Paolino viveva ormai da anni a Nola, immerso nella quiete della sua comunità. Le giornate scorrevano tra la preghiera, la cura dei poveri e la corrispondenza con gli amici lontani. Era diventato un punto di riferimento: non più il brillante aristocratico di Bordeaux, ma un uomo che aveva scelto di essere piccolo.

Un mattino arrivò un messaggero. Portava una lettera di un vecchio amico, uno di quelli che lo avevano conosciuto quando ancora frequentava i salotti dell’Impero. Il tono era affettuoso, ma anche un po’ mondano: gli chiedeva un ritratto per ricordarlo com’era e per mostrarlo agli altri.

Paolino sorrise. Non era offeso né infastidito. Ma quella richiesta gli sembrava appartenere a un mondo che aveva lasciato alle spalle.  

Tuttavia, non voleva deludere l’amico. Così cercò tra le sue cose un’immagine che lo raffigurasse: un piccolo ritratto, semplice, quasi severo, che risaliva ai tempi della sua vita precedente.

Lo guardò a lungo. Vide il volto di un uomo che non era più: elegante, sicuro, ancora pieno di sé.  

Poi lo avvolse con cura e lo affidò al messaggero, insieme a una breve nota.

Quando l’amico aprì il pacchetto, trovò il ritratto e un foglio con poche parole: «Questo è l’uomo vecchio; dell’uomo nuovo sto ancora lavorando».

Era una frase che non cercava effetto. Era la verità di Paolino: ciò che si vedeva nel ritratto era solo la scorza, la parte che si stava consumando. L’“uomo nuovo”, quello che nasce in Cristo, non si può dipingere. È un cantiere aperto, un’opera che nessun artista può fissare su tavola.

L’amico rimase colpito. Non dal ritratto, ma da quella frase che sembrava venire da un altro mondo. Capì che Paolino non era semplicemente cambiato: era stato trasformato.  

Quel piccolo episodio, passato di mano in mano nelle lettere dei Padri, divenne un esempio luminoso di umiltà cristiana. Paolino non aveva rifiutato il ritratto: aveva trasformato la richiesta in un’occasione per dire ciò che contava davvero.  Il volto che vale la pena mostrare non è quello dipinto, ma quello che Dio sta scolpendo dentro di noi.

giovedì 6 febbraio 2025

Le montagne

I santi
sono le montagne
illuminate sin dal mattino. 
La loro morte avviene alla sera nello splendore. 
A loro è sufficiente essere per costringere l'uomo a guardarli. 

Là i fiumi hanno la loro sorgente. 
Dopo aver ricevuta la pioggia dal cielo, 
la ripartiscono a ciascuno. 
Come gli abeti danno l'assalto alle cime,
così le anime conquistate dai santi. 

I santi hanno raggiunto la vetta percorrendo un sentiero.
Conoscono questo sentiero stretto e duro.
Ma, dalla cima,
seguono con lo sguardo così tutti gli altri sentieri.
Possono, senza costringere alcuno a passare per lo stesso sentiero,
condurlo alla stessa cima.

Louis Joseph Lebret (1897-1966), presbitero domenicano, economista, sociologo e filosofo francese


lunedì 3 febbraio 2025

Aneddoti della vita di San Serapione

San Serapione il Sindonita è stato un monaco cristiano egiziano vissuto nel IV secolo ad Alessandria d'Egitto e successivamente a Roma. È chiamato "il Sindonita" poiché era solito vestirsi unicamente con un lenzuolo di lino spinato, chiamata  appunto "sindone". Viene venerato come santo dalla Chiesa ortodossa, copta e cattolica. Serapione viaggiò per tutta la zona del Mediterraneo, digiunando, predicando e donandosi agli altri fino alla morte. Per il bene delle anime era felice di non possedere nulla, neanche la propria libertà. 

Si narra che Serapione, camminando per le strade di Alessandria, avesse notato un uomo che, nonostante le basse temperature, mendicava nudo per la strada. Colpito dall'idea che, nel caso in cui questi fosse morto di freddo, sarebbe apparso come un omicida al cospetto del Signore decise di donargli la propria veste, rimanendo in tal modo nudo. Un suo discepolo, incontrandolo per strada, gli chiese allora chi gli avesse tolto l'abito. A tale domanda il santo indicò il Vangelo che portava con sé esclamando "è questo che mi ha svestito". Poco dopo, mentre si aggirava nudo per le vie di Alessandria vide due guardie che stavano per incarcerare un uomo per debiti. Avendo con sé solo il proprio Vangelo Serapione lo vendette e consegnò il ricavato al povero perché saldasse il proprio creditore. Di ritorno alla sua cella un suo discepolo, vedendolo in quello stato, gli chiese dove fosse finito il suo Vangelo. a quella domanda il santo rispose: "il Vangelo mi ripeteva in continuazione: Vendi tutto quello che possiedi e dallo ai poveri (Mt 19, 21). Ho ubbidito per ottenere la grazia divina" (1).

Si racconta che un filosofo greco, per testare la moralità di Serapione, gli avesse donato una moneta d'oro e l'avesse poi seguito per osservare l'uso che ne avrebbe fatto. Il santo, ricevuto il dono, diede la moneta a un mercante in cambio di una fetta di pane, non avendo nessun riguardo al valore della stessa.

Leggenda vuole che Serapione si fosse venduto come schiavo per ben tre volte: una volta per riscattare un giovane fatto prigioniero, un'altra per aiutare una vedova che soffriva la fame e la restante per convertire al cristianesimo un attore greco. In quest'ultimo caso ebbe un così grande successo che l'attore decise di farsi battezzare insieme a tutta la famiglia, donò la libertà al Santo e lo implorò di rimanere nella sua casa in qualità di guida spirituale, offrendogli anche uno stipendio senza tuttavia riuscire ad impedire che questi se ne andasse.

Serapione si preoccupava talmente delle necessità altrui che, quando un altro monaco che possedeva molti libri gli chiese una parola di saggezza, rispose: “Cosa devo dirti? Hai preso la sussistenza di vedove e orfani per metterla sui tuoi scaffali”.

Serapione capiva però che i beni materiali potevano essere usati anche per fare il bene. Una volta andò in un bordello e chiese una prostituta per la serata. Spiegandole che doveva finire di pregare prima di poter stare con lei, Serapione iniziò a pregare ad alta voce con il suo breviario, implorando il Signore di convertire quella donna. Mentre pregava, lo Spirito iniziò a muoversi nel cuore di lei. Alla fine della preghiera si era completamente convertita e alla fine divenne una donna di profonda preghiera e virtù (2).


(1) Lucio Coco e Alex Sivag, Le sante stolte della Chiesa russa, Roma, Città nuova editrice, 2006
(2) Dal sito www.aleteia.org




sabato 16 novembre 2024

Chi è il Santo?

Santo sei tu quando aiuti un amico in difficoltà.

Santo sei tu quando sei felice se un amico è felice.

Santo sei tu quando sei fedele ai tuoi impegni.

Santo sei tu quando sai gioire per le cose belle che la vita di dona.

Santo sei tu quando rispondi con l'amore all'amore dei tuoi genitori, che ti amano più della loro stessa vita.

Santo sei tu quando sai essere te stesso e sai tirar fuori il meglio di te.

Santo sei tu quando non ti arrendi, anche se la vita non è sempre facile.

Santo sei tu quando sbagli, perché gli errori ci insegnano a non ripeterli e a diventare persone migliori.

Santo sei tu quando guardi al futuro con fiducia, perché la vita è bella e vale la pena di essere vissuta!

I santi "che stanno sul calendario" e che ricordiamo il 1° Novembre sono state persone come noi, con gli stessi pregi e gli stessi difetti, ma hanno scelto di vivere secondo il Vangelo, Cercando di realizzare nella propria vita la volontà del Padre, prendendo Gesù come modello e lasciandosi guidare dallo Spirito.

martedì 12 novembre 2024

Aforismi - Comunione dei Santi

La comunione dei Santi. Questo popolo celeste i cui atti e gesti rimangono quale tramite per arrivare fino ad essi. (Aldo Palazzeschi)

La Chiesa è «comunione dei santi»: questa espressione designa primariamente le «cose sante» (sancta), e innanzi tutto l'Eucaristia con la quale «viene rappresentata e prodotta l'unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo». (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 30)

Questo termine designa anche la comunione delle «persone sante» (sancti) nel Cristo che è «morto per tutti», in modo che quanto ognuno fa o soffre in e per Cristo porta frutto per tutti. (Catechismo della Chiesa Cattolica, 960 - 961)

Con le parole: la comunione dei Santi, il nono articolo del Credo ci insegna che nella Chiesa, per l'intima unione che esiste tra tutti i suoi membri, sono comuni i beni spirituali, così interni come esterni, che le appartengono. (Catechismo di Pio X)

I membri di questa comunione si chiamano Santi perché tutti sono chiamati alla santità e furono santificati per mezzo del Battesimo, e molti di essi sono già pervenuti alla perfetta santità. (Catechismo di Pio X)

La comunione dei Santi si estende anche al cielo e al purgatorio, perché la carità unisce le tre Chiese: trionfante, purgante e militante; e i Santi pregano Iddio per noi e per le anime del purgatorio, e noi diamo onore e gloria ai Santi e possiamo sollevare le anime del purgatorio, applicando in loro suffragio Messe, elemosine, indulgenze e altre opere buone. (Catechismo di Pio X)

La comunione dei Santi comincia da Gesù, egli ne fa parte, ne è il capo. Tutte le preghiere, tutte le sofferenze messe insieme, tutte le fatiche, tutti i meriti, tutte le virtù messe insieme, sia di Gesù che di tutti gli altri santi messi insieme, tutte le santità messe insieme lavorano e pregano per tutto il mondo, per tutta la cristianità. (Charles Péguy)

La comunione dei Santi non riguarda solo i fratelli e le sorelle che sono accanto a me in questo momento storico, ma riguarda anche quelli che hanno concluso il pellegrinaggio terreno e hanno varcato la soglia della morte. Anche loro sono in comunione con noi. Pensiamo, cari fratelli e sorelle: in Cristo nessuno può mai veramente separarci da coloro che amiamo perché il legame è un legame esistenziale, un legame forte che è nella nostra stessa natura; cambia solo il modo di essere insieme a ognuno di loro, ma niente e nessuno può rompere questo legame. "Padre, pensiamo a coloro che hanno rinnegato la fede, che sono degli apostati, che sono i persecutori della Chiesa, che hanno rinnegato il loro battesimo: anche questi sono a casa?". Sì, anche questi, anche i bestemmiatori, tutti. Siamo fratelli: questa è la comunione dei Santi. La comunione dei Santi tiene insieme la comunità dei credenti sulla terra e nel Cielo. (Papa Francesco)

La comunione dei santi va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi va al di là e continua nell’altra vita. E’ una unione spirituale che nasce dal Battesimo, non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a che Cristo è risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo, fra noi, e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione. (Papa Francesco) 

Il Papa è forte al di là della propria indole perché, dietro e attorno a sé, c'è qualcosa che si chiama la comunione dei Santi che regge anche l'invasione dei media. (Giovanni Lindo Ferretti)

L'essenza della communio sanctorum cattolica, il poter impegnarsi gli uni per gli altri. (Hans Urs von Balthasar)

La nostra libertà è solidale con l'equilibrio del mondo: questo bisogna capire se non ci si vuol stupire del profondo mistero della reversibilità, che è il nome filosofico del grande dogma della comunione dei santi. Ogni uomo che compie un atto libero proietta la propria personalità all'infinito. Se dà malvolentieri un soldo a un povero, quel soldo trapassa la mano del povero, cade, buca la terra, fende i pianeti, attraversa il firmamento e compromette l'universo. (Léon Bloy)

Noi crediamo alla comunione di tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione e dei beati del cielo; tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l'amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere. (Paolo VI, Credo del popolo di Dio, 30)

Dio crea dal nulla, meraviglioso, dici tu. Sì, ma Egli fa una cosa che è ancora più meravigliosa, crea i santi (la comunione dei Santi) dai peccatori. (Søren Kierkegaard)

Le voci di tutti gli uomini che amano Dio, dei vivi e dei trapassati, di coloro che sono su questa terra o che sono già entrati nel regno della vittoria e del riposo, formano un immenso coro la cui musica si può udire soltanto nel più profondo silenzio. (Thomas Merton)


domenica 10 novembre 2024

Un santo è...

Un santo è un avaro che va riempiendosi di Dio a furia di vuotarsi di sé. 

Un santo è un povero che fa la sua fortuna svaligiando i forzieri di Dio. 

Un santo è un debole che si asserraglia in Dio e in Lui costruisce la sua fortezza. 

Un santo è un imbecille del mondo, stulta mundi, che si istruisce e si laurea con la sapienza di Dio. 

Un santo è un ribelle che lega se stesso con le catene della libertà di Dio. 

Un santo è un miserabile che lava la sua sporcizia nella misericordia di Dio. 

Un santo è un paria della terra che costruisce in Dio la sua casa, la sua città e la sua patria. 

Un santo è un codardo che diventa audace e coraggioso facendosi scudo della potenza di Dio. 

Un santo è un pusillanime che cresce e ingigantisce con la magnificenza di Dio. 

Un santo è un ambizioso di tale statura da soddisfarsi soltanto possedendo razioni sempre più grandi di Dio.

Un santo è un uomo che prende tutto da Dio: un ladro che ruba a Dio anche l'amore con cui può amarlo.

Josemaría Escrivá de Balaguer (1902 – 1975), presbitero spagnolo, fondatore dell'Opus Dei, santo. 

sabato 9 novembre 2024

Aforismi Santi / Santità

Ai santi chiediamo solo grazie e protezione, nessuno chiede di essere aiutato ad imitarli.

Il santo non è colui che non sbaglia mai, ma colui che ricomincia sempre da capo. 

La santità è la sola politica valida, capace di sconvolgere le coscienze, la mentalità, e quindi i metodi, i sistemi, le strutture. È la convinzione che non nuovi politicanti, non stampelle vecchie verniciate a nuovo, ma soltanto nuovi santi potranno fare nuovo il mondo.

La santità è sempre fonte di sorpresa: "...era un uomo straordinariamente normale!"

Si può essere santi e pasticcioni, sinceri e sfortunati. Il provvidenzialismo nelle scelte umane non deve avere più peso della giusta valutazione delle cose.

Un santo è tale finché non sa di esserlo.


Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione. (San Paolo, I Tessalonicesi 4,3)

Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. (San Paolo, I Tessalonicesi 4,7-8)


Se loro, i santi, hanno potuto, perché non io? [ Si isti et istae, cur non ego? ] (Sant’Agostino, Confessioni IX, 27).  

I santi, perché tali, hanno tutte le virtù, benché ciascuno si distingua più in una che in un'altra; come Abramo si distingue per la sua gran fede, Mose per la sua mansuetudine e Davide per la sua umiltà. (Sant’Alberto magno) 

Conosco dei santi che mandano sugli altari gli altri. (Alda Merini)

Basta una massima ben meditata per fare un santo. (Sant’Alfonso Maria De’ Liguori)

Se corrispondi alla tua vocazione diventerai santo. (Sant'Annibale Maria Di Francia) 

La musica ha bisogno della cavità del flauto, le lettere della pagina bianca, la luce del vuoto della finestra, e la santità dell'assenza di sé. (Anthony De Mello) 

C'è chi nasce santo, chi la santità se la conquista, chi se la vede imporre dagli altri. Per altri, invece, la santità non è che un rituale. (Anthony De Mello)

In questo mondo caliginoso risplendono i Santi come stelle nel firmamento. (Sant’Antonio da Padova)

Vorrei che si dicessero anche i difetti dei santi e ciò che hanno fatto per correggersi.  Questo servirebbe molto di più che non i loro miracoli e le loro estasi. (Santa Bernadette Soubirous)

È sempre per la nostra salvezza che Dio fa o permette tutto ciò che accade: tutto deve contribuire alla nostra santificazione. (San Charles de Foucauld)

Il santo da una mano al peccatore, è il peccatore da una mano al santo. E dandosi la mano l'un l'altro risaliranno fino a Gesù. Non è un vero cristiano colui che non dà la propria mano. (Charles Péguy)

Non è la vita ritirata, non è il prolungato rimanere con Dio che formano i santi; è invece il sacrificio della propria volontà, anche nelle cose più sante e insieme un'adesione perfetta alla volontà di Dio, che ci viene manifestata dai nostri superiori. (San Claudio de la Colombière)

La santità consiste nel confermare la nostra volontà a quella di Dio. Da questo si può arguire se, al mondo, ci siano o no molti santi, dal momento che quasi tutti gli uomini sono attaccati alla propria volontà. (San Claudio de la Colombière)

Occorre che i laici progrediscano, con animo pronto e lieto, nella santità, cercando di superare le difficoltà con prudenza e pazienza. (Concilio Vaticano II, Apostolicam actuositatem, 4)

Tutti i fedeli d'ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a quella perfezione di santità di cui è perfetto il Padre celeste. (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11)

Il Signore Gesù, Maestro e Modello divino di ogni perfezione, a tutti e ai singoli suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato la santità della vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore. (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 40)

Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità: da questa santità è promosso anche nella società terrena, un tenore di vita più umano. (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 40)

Tutti i fedeli saranno ogni giorno più santificati nelle loro condizioni di vita, nei loro doveri e circostanze, se tutte le prendono con fede dalla mano del Padre celeste. (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 41)

Noi non veneriamo la memoria dei Santi solo per il loro esempio, ma più ancora perché l'unione della Chiesa nello Spirito sia consolidata dall'esercizio della carità fraterna. (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 50)

La Chiesa venera i Santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini. Le feste dei Santi infatti proclamano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare. (Concilio Vaticano II, Sacrosanctum Concilium, 111)

Voglio assolutamente e ho assolutamente bisogno di farmi santo. Se non mi faccio santo non faccio nulla. (San Domenico Savio)

Solo i santi lasciano tracce; gli altri fanno rumore, ma non lasciano nessun segno del loro passaggio. (Edward Poppe)

Molti bramano la santità del loro stato, ma pochi amano con passione la strada per la quale Dio vuole condurci alla santità. Molti bramano la perfezione, ma si appoggiano troppo su se stessi, troppo poco sul Signore. (Edward Poppe)

Ecco la santità in tre parole: amare la divina volontà. (Edward Poppe)

Santifichiamoci per le anime: poiché siamo tutti membra d'un solo corpo, nella misura in cui possediamo la vita divina, potremo comunicarla e diffonderla nel grande organismo della Chiesa. (Santa Elisabetta della Trinità)

Non bisogna voler diventar santi in quattro giorni, perché la perfezione si acquista con gran fatica, e a poco a poco. (San Filippo Neri)

Tra il libro del Vangelo e i santi c'è tutta la differenza che corre tra la musica scritta e la musica cantata. (San Francesco di Sales)

Un santo triste è un triste santo. (San Francesco di Sales)

Non ci sono due santi uguali… ma i santi sono tutti uguali in una cosa: essi riflettono, in qualche aspetto, la vita di Gesù. (François Xavier Nguyen Van Thuan)

Generalmente la storia si scrive sulla base delle imprese dei truffatori, dei mistificatori, dei demagoghi, dei briganti d'alto bordo. Dovremmo incominciare a fare la storia partendo dalla vita dei Santi. (George Bernard Shaw) 

La Chiesa non ha bisogno di riformatori, ma di santi. (Georges Bernanos)

Dio costruisce in noi l’edificio della santità con la nostra stessa natura. La grazia perfeziona la natura, non la sopprime. (Georges Goyau)

La santità è la testardaggine nel compiere la volontà di Dio sempre, nonostante qualsiasi difficoltà. (Beato Giacomo Alberione)

La santità è mezzo; la gloria di Dio è il fine necessario, assoluto, ultimo. Si entri nelle intenzioni, nei fini, nei pensieri di Dio, sempre, solo, totalmente per la sua gloria. (Beato Giacomo Alberione)

Non tutti i santi hanno cominciato bene, ma tutti hanno finito bene. (San Giovanni Maria Vianney) 

Se non siete un santo, sarete un dannato. Non c'è altra via di mezzo: bisogna essere l'uno o l'altro. (San Giovanni Maria Vianney)

Un santo lascia qualcosa di Dio, ovunque passa. (San Giovanni Maria Vianney)

I santi non sono tutti allo stesso modo; ci sono santi che non avrebbero potuto vivere con altri santi...; non tutti prendono la stessa strada. Però tutti arrivano al medesimo luogo. (San Giovanni Maria Vianney)

I santi sono come tanti piccoli specchi nei quali Gesù Cristo si contempla. (San Giovanni Maria Vianney)

Il segno distintivo degli eletti è l'amore, come il segno dei reprobi è l'odio. Nessun reprobo ama un altro reprobo... I santi amano tutti: amano soprattutto i loro nemici. (San Giovanni Maria Vianney)

Mio Dio, fammi divenir sapiente non altro che per essere santo, un gran santo, un apostolo, un martire. (Giovanni Negri)

Dove passano i Santi, Dio passa insieme con loro. (San Giovanni Paolo ll)

Chi non si propone almeno una volta nella vita di essere santo, è un porco. (Giovanni Papini)

I santi, dovunque passano, lasciano qualcosa di Dio: e Dio che fa sentire la sua presenza. (San Giovanni XXIII)

La santità non significa diventare originali, ma, sulle basi della purezza e della carità, della giustizia e di tutte le virtù, cercare la perfezione nelle cose e nelle circostanze più semplici. (San Giovanni XXIII)

La santità dei santi non è fondata sopra fatti strepitosi, ma sopra coserelle che all'occhio del mondo sembrano inezie. (San Giovanni XXIII)

Non vi è santità senza sacrificio. Pietà si, ma santità no. Santità senza sacrificio è vanità, santità cioè di apparenza, di esteriore, di soddisfazione, di sentimentalismo. (Beato Giuseppe Baldo)

Essere santi non vuol dire non cadere mai nel peccato, ma poter dire: Si, o Signore, sono caduto un milione di volte, ma con la tua grazia mi sono rialzato un milione e una volta. (Helder Camara)

I santi sono l'ultima parte della vita di Gesù, che durerà sino alla fine dei secoli. (Jacques Nouet)

La conversione è cosa di un istante. La santificazione è lavoro di tutta la vita. (San Josemaría Escrivá de Balaguer)

Non dire: Quella persona mi secca. Pensa: quella persona mi santifica. (San Josemaría Escrivá de Balaguer)

Un santo è un uomo che va incessantemente all'assalto. (Julien Green)

Al mondo c'è una sola tristezza: quella di non essere santi. E quindi una sola felicità: quella di essere santi. (Léon Bloy) 

Un santo è un'idea visibile, palpabile e sostanziale della perfezione evangelica. (Louis Bourdaloue) 

La santità forse non è altro che il colmo della buona educazione. (Marcel Jouhandeau)

Perché sono al mondo? Per farvi sbocciare la santità. (Mendel di Kotzk)

L'usanza vuole che si lodino i santi morti e si perseguitino i santi vivi. (Neil Howe)

La santità, la vera aristocrazia del cristiano, può essere accessibile a tutti; può essere, per così dire, democratica. (San Paolo VI)

Bisogna tutti, bisogna sempre essere santi. Di santi, soprattutto, il mondo ha bisogno. (San Paolo Vl)

La santità non è soltanto il farsi lapidare o martirizzare o il baciare un lebbroso, ma obbedire prima di tutto ai comandamenti di Dio. (Paul Claudel)

Un santo sarà sempre più utile alla Chiesa di un'armata di Gesuiti. (Pedro Arrupe) 

Le grandi passioni ben regolate hanno fatto i grandi santi. (Pierre Chaignon)

È difficile farsi santi. Difficile ma non impossibile. La strada della perfezione è lunga, come è lunga la vita di ciascuno. La consolazione è il riposo lungo il cammino; ma appena ristorati, bisogna alzarsi solertemente e riprendere la corsa. (San Pio da Pietrelcina)

I Santi non sono quelli che non sbagliano mai, ma quelli nei quali gli sbagli non superano il bene. (Primo Mazzolari)

È una facile illusione il credere di poter fermare l'interesse e l'attenzione degli uomini di oggi, solo col mettere loro davanti le nobili figure dei nostri santi di ieri. ...Perché è bene ricordarlo: tutto quello che non cresce, anche se porta un seme grande, è qualche cosa che gli uomini possono giudicare morta. (Primo Mazzolari)

La santità è la grazia di far le cose più umili sotto il suggello dell’eternità. (Raoul Follereau)

A molti i santi sembrano lontani; ma i santi sono lontani soltanto da chi si è staccato da loro. (Silvano del Monte Athos)

Oggi non è sufficiente essere santo: è necessaria la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anch'essa senza precedenti. (Simone Weil) 

Mio Dio, liberami dalle sciocche devozioni dei santi dalla faccia triste. (Santa Teresa d'Avila)

Dobbiamo diventare santi non perché vogliamo sentirci santi, ma perché Cristo deve poter vivere pienamente la sua vita in noi. (Santa Teresa di Calcutta)

La santità non consiste nel dire delle belle cose, neppure nel pensarle o nel sentirle. Sta tutta nella volontà di soffrire. (Santa Teresa di Lisieux)

I Santi non si fanno a pennello, ma a scalpello. (Beata Teresa Manetti)

È meglio essere ignorato, ma vivere occupandosi della propria santificazione, che operare prodigi trascurando se stessi. (Tommaso da Kempis)

Come è facile farsi santo! Il mezzo principale, quasi unico, è di abituarsi a far in tutto la volontà di Dio. (San Vincenzo De’ Paoli)


Proverbi

A ogni santo la sua candela.

A ogni santo la sua festa. (Ognuno dovrebbe ricevere il giusto riconoscimento per i propri meriti) 

Accendere una candela ai santi e una al diavolo.

Danaro e santità, metà della metà.

Poeti e santi campano tutti quanti.

In chiesa coi santi e in taverna coi ghiottoni.

Non si entra in Paradiso a dispetto dei santi.

Scherza coi fanti e lascia stare i santi. 

Chi vuole i santi se li preghi.

Non c’è santo senza passato, non c’è peccatore senza futuro. (massima persiana)