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sabato 8 giugno 2024

Il libro è tutto fuorché una merce

È sciocco pensare che si debbano leggere tutti i libri che si comprano, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che bisogna usare tutte le posate o i bicchieri o i cacciavite o le punte del trapano che si sono comprate, prima di comprarne di nuove. Nella vita ci sono cose di cui occorre avere sempre una scorta abbondante, anche se ne useremo solo una minima parte. Se, per esempio, consideriamo i libri come medicine, si capisce che in casa è bene averne molti invece che pochi: quando ci si vuole sentire meglio, allora si va verso "l’armadietto delle medicine" e si sceglie un libro. Non uno a caso, ma il libro giusto per quel momento. Ecco perché occorre averne sempre una nutrita scelta! Chi compra un solo libro, legge solo quello e poi se ne sbarazza, semplicemente applica ai libri la mentalità consumista, ovvero li considera un prodotto di consumo, una merce. Chi ama i libri sa che il libro è tutto fuorché una merce.

Umberto Eco (1932 - 2016), semiologo, filosofo, storico e scrittore italiano

venerdì 16 febbraio 2024

La famiglia aperta: la visione della Chiesa primitiva

Ogni giorno di più la famiglia è chiamata ad essere comunità di vita e di amore. E perché ciò si realizzi non può mancare l'apertura alla società, di cui essa è principio e fondamento. Questa vocazione della famiglia al sociale, il contributo che solo essa può dare nella concretezza dell'ospitalità, della solidarietà dell'accoglienza, è già presente nella dottrina della Chiesa dei primi secoli.

Famiglia e società secondo i Padri della Chiesa, Ed. Città Nuova, 1989

Giuseppe Nardin, presbitero italiano

Il Ministero ordinato

Da quando la Lettera agli Ebrei ha illustrato la fine del sacerdozio antico grazie all’apparizione dell’unico sommo sacerdote, Cristo, la riflessione teologica non ha ancora trovato una comprensione del tutto soddisfacente del ministero ordinato. Anche le acquisizioni più recenti, che pretendono di rifarsi alla tradizione neotestamentaria, fluttuano tra due visioni fondamentali: l’una, più cristologica, vede nel ministero ordinato la riproposizione del ministero di Cristo di fronte alla Chiesa; l’altra, più ecclesiologica, vi vede invece l’attuazione più alta della ministerialità della Chiesa tutta. Le due visioni possono legittimamente richiamarsi sia agli scritti normativi delle origini cristiane sia agli interventi del Magistero cattolico sia alla tradizione teologica. Né l’una né l’altra riescono tuttavia a delineare in forma compiuta l’origine, il senso e la funzione del ministero ordinato. Stante questa situazione, il trattato sul Ministero ordinato propone un’indagine storico-fenomenologica. Partendo dai problemi che l’attuale congiuntura ecclesiale e teologica pongono, si interroga la storia per cogliere le costanti di una comprensione e per mostrare che l’alternativa richiamata tra visione cristologica e visione ecclesiologica non ha ragion d’essere; come pure non trova giustificazione il rifiuto della dimensione sacerdotale del ministero. Se questa è stata dominante per molti secoli, fino ad apparire l’unica, grazie al Vaticano II essa è stata integrata, proprio grazie al riferimento cristologico in una concezione che, senza escluderla, la arricchisce e ne mostra pure la valenza spirituale.

Nuovo corso di teologia sistematica. Il Ministero ordinato, Brescia, Ed. Queriniana, 2002

Erio Castellucci, presbitero e docente di teologia italiano

Aforismi Eucaristia

Questo è il pane venuto dal cielo... Chi mangia questo pane vivrà per sempre. (Giovanni 6,58)

Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò l'ultimo giorno. (Giovanni 6,54)

Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane. (San Paolo, 1 Corinzi 10,16-17)

Molti i grani, una l'ostia / Grana multa, hostia una. (anonimo)

Vivi in modo da meritare di comunicarti ogni giorno. (Sant'Agostino)

La base della vita felice di un ragazzo è la comunione. (San Giovanni Bosco) 

Che cos'è il pane consacrato? Corpo di Cristo.
E che cosa diventano coloro che si comunicano? Corpo di Cristo.
Non molti corpi: un Corpo solo, quello di Cristo. (San Giovanni Crisostomo)

L'Eucaristia è il seme della speranza che fiorisce nell'eternità: in quel pane spezzato, Cristo ci dona non solo la sua presenza, ma la promessa della risurrezione. Chi si nutre di lui non vive più nella paura della morte, perché il Corpo ricevuto è già germe di vita immortale. La Messa è l'anticipo del banchetto celeste, dove ogni lacrima sarà asciugata. (San Giovanni Crisostomo)

L'Eucaristia è il sacramento della risurrezione: in essa Cristo, vincitore della morte, ci dona la vita eterna e ci prepara a risorgere con Lui. (Giovanni Paolo II)

L'eucaristia è il pane che dà l'immortalità. (Sant'Ireneo di Lione (130 d.C.)

Come il pane, che viene dalla terra, ricevuta l'invocazione di Dio, non è più pane comune, ma Eucaristia, composta di due realtà, una terrena e una celeste; così anche i nostri corpi, ricevendo l'Eucaristia, non sono più corruttibili, avendo la speranza della risurrezione. (Sant'Ireneo di Lione (130 d.C.) - Contro le eresie, IV, 18, 5)

Troppo spesso nelle chiese oggi tutto lo spazio è occupato dagli uomini, mentre a Dio viene lasciato solo un angolino. (Jean Dutour)

Quando avrai Dio nel cuore, possederai l'Ospite che non ti darà più riposo. (Paul Claudel) 

L'Eucaristia è il sacramento dell'amore; essa significa amore, essa produce amore. (San Tommaso d'Aquino)







giovedì 15 febbraio 2024

Diventare cristiani: Battesimo e Confermazione

Il rinnovamento teologico del Novecento ha determinato la ‘riscoperta’ del concetto di iniziazione cristiana, dimenticato per lunghi secoli. In questo modo i primi tre sacramenti – battesimo, confermazione ed eucaristia – sono usciti dall’isolamento in cui certa teologia li aveva confinati, per tornare ad essere concepiti come le tre tappe sacramentali dell’unico processo del ‘diventare cristiani’. Insieme, questi sacramenti, introducono l’essere umano nel mistero pasquale di Cristo morto e risorto, trasformandolo interiormente con l’effusione dello Spirito santo e aggregandolo al suo corpo ecclesiale, in attesa del compimento escatologico. Se il battesimo rappresenta il ‘sacramento-radice’, sul quale si innesta ogni altra grazia sacramentale elargita da Dio per mezzo della chiesa, la confermazione non è che la perfectio del battesimo in vista dell’eucaristia. I primi due sacramenti, pertanto, andando a costituire un’unità inscindibile, attraverso il carattere sacramentale configurano indelebilmente il credente a Cristo e alla chiesa, suo corpo. Il testo offre una trattazione sistematica del battesimo e della confermazione tenendo costantemente presenti questi orizzonti complessivi, nella consapevolezza che i sacramenti ‘della chiesa’ non esistono se non in quanto celebrati ‘dalla chiesa’. Non può perciò darsi una dottrina sacramentaria avulsa dalla liturgia, dai suoi linguaggi e dai suoi segni: è quella che i padri della chiesa chiamavano con felice espressione ‘mistagogia’, cioè ‘introduzione ai misteri’.

Nuovo corso di teologia sistematica. Il battesimo e la confermazione, Brescia, Ed. Queriniana, 2016

Pasquale Bua, presbitero e docente di teologia italiano

Penitenza e unzione dei malati

Tra i sacramenti celebrati dalla chiesa, la penitenza e l'unzione dei malati si trovano oggi in ombra nella vita delle comunità cristiane e nella coscienza di numerosi credenti. Entrambi i sacramenti sembrano infatti soffrire di una crisi di plausibilità come mezzi offerti ai fedeli dalla comunità ecclesiale per affrontare passaggi critici della vita cristiana, quali sono l'esperienza del peccato e l'esperienza della malattia. Partendo da un'indagine del mutamento del contesto pastorale contemporaneo, attraverso l'analisi delle testimonianze bibliche, dello sviluppo dei riti, della riflessione teologica e dell'insegnamento dogmatico, lo studio intende chiarire il significato dei due sacramenti considerati come punti significativi in cui la rivelazione cristiana del destino umano si incontra con la missione affidata alla chiesa nell'economia della salvezza. In particolare, la penitenza costituisce la forma della conversione del battezzato che, dopo aver ricevuto in dono la santità battesimale, cade nel peccato: a lui la comunità ecclesiale indica la via per rinnovare l'alleanza con Dio, recuperando in pienezza la sua appartenenza alla chiesa. Per il cristiano che sperimenta la malattia come passaggio che provoca a un giudizio sul valore della vita vissuta e prospetta all'orizzonte la morte come inevitabile conclusione della vicenda umana, nel segno della vicinanza orante della chiesa l'unzione dei malati offre la possibilità di rinnovare l'affidamento credente a Dio.

Nuovo corso di teologia sistematica. Penitenza e unzione dei malati, Brescia, Ed. Queriniana, 2012

Angelo Maffeis, presbitero e docente di teologia italiano

Matrimonio: l'esperienza umana che all’origine Dio ha posto come fondamento e come paradigma di ogni relazione

Ogni esperienza umana, se letta e vissuta nella relazione con Dio, svela la sua identità più profonda per il fatto che appare come espressione di un ‘disegno’ del Creatore. L’esperienza universale del rapporto tra donna e uomo, che nell’arco dei secoli ha assunto forme e significati diversi, alla luce della Rivelazione si manifesta come attuazione di una volontà benefica del medesimo Creatore tesa a procurare pienezza di vita agli esseri umani. L’istituto del matrimonio, la cui valenza simbolica emerge alla coscienza con alterne vicende nella storia delle culture, non è pertanto estraneo all’azione salvifica di Dio. Per questo nella tradizione cristiana si è giunti a considerarlo sacramento. In verità, il percorso che ha portato a tale visione non è stato lineare, anche per la variazione della concezione della sessualità in dipendenza da una lettura globale dell’esistenza umana. La comprensione sacramentale dell’istituto matrimoniale, per la cui salvaguardia ha dato un contributo notevole la normazione giuridica, ha poi permesso di rivalutare la medesima sessualità, riscattandola dalle concezioni mitologiche antiche e moderne, mediante la sua collocazione nel destino stabilito dal Creatore per gli esseri umani e la redenzione del rapporto tra uomo e donna dalla immediatezza dell’impulso. La sacramentalità del matrimonio, lungi dal ‘sacralizzare’ la relazione umana più completa, la rende trasparenza dell’alleanza tra Dio e l’umanità e la connota con le caratteristiche proprie di questa medesima alleanza.

Nuovo corso di teologia sistematica. Il matrimonio, Brescia, Ed. Queriniana, 2021

Maurizio Aliotta, presbitero e docente di teologia italiano


lunedì 28 novembre 2022

Correre e leggere


Le chiavi della vita sono correre e leggere. Perché correre? Quando stai correndo, c'è una piccola persona che ti parla e dice: "Oh, sono stanco. Il mio polmone sta per scoppiare. Sono così ammaccato. Non c'è modo che io possa continuare!". Vuoi smettere. Se impari a sconfiggere quella persona mentre corri, scoprirai come non mollare quando le cose si fanno difficili nella tua vita. 

La seconda chiave per la vita è leggere. La ragione per cui leggere è così importante è che ci sono stati milioni e miliardi di persone che sono vissute prima di tutti noi. Non ci sono nuovi problemi che potresti avere con i tuoi genitori, con la scuola, con un bullo. Non c'è problema nuovo che qualcuno non abbia già avuto e non ne abbia scritto in un libro.

Will Smith, attore, produttore cinematografico statunitense


domenica 1 settembre 2013

Aforismi Libri


Prestai un libro a un amico per un'ora,
Amico e libro aspetto ancora.

Ogni volta che si apre un libro si apre una finestra e si spalanca un mondo nuovo. Vedrai il tuo bosco, il tuo mare, il tuo eroe, la tua storia, i tuoi tramonti, le tue emozioni e tutte queste cose sono solo tue. Nessun altro immaginerà come te il bosco, il mare, l’eroe, la storia, il tramonto, le emozioni. Il tuo colore giallo sarà un giallo diverso da quello di un altro lettore. Il rosso fuoco del tramonto non sarà uguale per tutti. Vi saranno sfumature che solo tu vedrai. E se un libro non ti piace? Basta chiudere la finestra. Ecco perché il libro è bello. Perché anche tu sei il libro.

Il mondo è come un libro e chi non viaggia ne conosce una pagina soltanto.  (Sant'Agostino)

Mai imprestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno prestato. (Anatole France)

Perché i libri sono come le persone e cambiano a seconda del momento in cui li incontri. E chi puó dire se son loro a cambiare o se invece sei tu che, nel frattempo, sei diventato un altro. (Bruno Morchio)

Se presso alla biblioteca ci sarà un giardino, nulla ci mancherà [Si hortum in bibliotheca habes, deerit nihil] (Cicerone, IX, 4, a Varrone)


Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima [Ut conclave sine libris ita corpus sine anima] (Cicerone)

Gino mio, l'ingegno umano
Partorì cose stupende
Quando l'uomo ebbe tra mano
Meno libri e più faccende.
(Giuseppe Giusti, epigramma a Gino Capponi)


Di libri basta uno per volta, quando non è d'avanzo. (Alessandro Manzoni, introduzione ai Promessi Sposi)

Timeo hominem unius libri oppure Timeo lectorem unius libri (attribuita a Tommaso d'Aquino)
[ Ho paura di chi legge un solo libro. L'interpretazione è duplice. Da un lato si vuol dire che il lettore di un solo libro, avendo tutto il tempo di sviscerarne e assimilarne perfettamente il contenuto, finisce con il diventare un imbattibile esperto in quell'unica materia. Dall'altro si vuol affermare che la visione unilaterale e parziale del mondo, la pervicace mancanza di apertura mentale, l'isolamento culturale non favoriscono certamente il libero confronto delle idee né la totale comprensione della realtà, che è quasi sempre complessa e multiforme.]


Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne. (Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65)

Non lasciarti prendere dalla sete dei libri se vuoi morire in pace. (Marco Aurelio)

Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca. (Proverbio Arabo)


Claustrum sine armario, quasi castrum sine armamentario / Un monastero senza l’armadio, cioè senza la biblioteca, è simile ad un accampamento militare privo di arsenale. (Proverbio medievale)

Timeo lectorem unius libri / Temo il lettore di un solo libro.  (Tommaso d'Aquino - attribuita) 




Tutti i libri del mondo


Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità,
però in segreto
ti rinviano a te stesso.
Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno,
sole stelle luna.
Perché la luce che cercavi
vive dentro di te.
La saggezza che hai cercato
a lungo in biblioteca
ora brilla in ogni foglio,
perché adesso è tua.

Hermann Hesse (1877 – 1962), scrittore, poeta e pittore tedesco

Un mondo di libri

Possedere una biblioteca è come possedere una stanza con tante finestre quanti sono i libri che sono riposti sugli scaffali. Ogni volta che si apre un libro si apre una finestra e si spalanca un mondo nuovo. Vedrai il tuo bosco, il tuo mare, il tuo eroe, la tua storia, i tuoi tramonti, le tue emozioni e tutte queste cose sono solo tue. Nessun altro immaginerà come te il bosco, il mare, l’eroe, la storia, il tramonto, le emozioni. Il tuo colore giallo sarà un giallo diverso da quello di un altro lettore. Il rosso fuoco del tramonto non sarà uguale per tutti. Vi saranno sfumature che solo tu vedrai. E se un libro non ti piace? Basta chiudere la finestra. Ecco perché il libro è bello. Perché anche tu sei il libro.

Gabriele Prinelli, scrittore italiano