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domenica 1 novembre 2026

A che serve studiare il greco?

A cosa serve studiare il greco a scuola? 

A niente. 

Non ci ordini il caffè ad Atene. 

Non lo metti sul CV per fare il social media manager. 

Serve a un'altra cosa più pericolosa. 

Serve a capire che dietro una parola c'è un mondo. 

Che crisi non significa disastro, ma scelta, momento in cui si decide. 

Che scuola non era un edificio, ma scholé, tempo libero per pensare. 

Che nostalgia è il dolore del ritorno. 

Serve a non farti fregare. 

Quando sai da dove vengono le parole, capisci quando vengono usate a sproposito. Democrazia, demagogia, etica, logica, politica le usiamo tutti i giorni. Il greco ti dice cosa significano davvero.

E serve come palestra. 

Tradurre dal greco è smontare un orologio con cento ingranaggi senza perdere un pezzo. 

Ti allena alla pazienza, al ragionamento, a stare nel dubbio che è esattamente quello che ci serve oggi, nell'epoca delle risposte pronte di 10 secondi. 

Il greco antico serve perché qualcuno, 2500 anni fa si è già chiesto tutto quello che ci stiamo chiedendo noi. Chi siamo, cosa è giusto, cos'è la felicità, perché soffriamo. Ha scritto tragedie, non post motivazionali. 

Non studiamo il greco perché è morto. Lo studiamo perché noi, senza quelle domande, non saremmo mai nati. 

Studiare il greco non ti servirà a fare più soldi, ti servirà a capire per cosa vale la pena spenderli.


lunedì 8 dicembre 2025

L'Occidente che non ama più se stesso

C'è qui un odio di sé dell'Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l'Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L'Europa, per sopravvivere, ha bisogno di una nuova - certamente critica e umile - accettazione di se stessa, se essa vuole davvero sopravvivere. La multiculturalità, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie. Ma la multiculturalità non può sussistere senza costanti in comune, senza punti di orientamento a partire dai valori propri. Essa sicuramente non può sussistere senza rispetto di ciò che è sacro.

Lectio magistralis sulle radici spirituali dell’Europa: "Il relativismo, il Cristianesimo e l'Occidente" presso la Pontificia Università Lateranense, Roma, 13 maggio 2004

Joseph Ratzinger


sabato 30 novembre 2024

Aforismi Cultura

Complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche e scientifiche, delle manifestazioni spirituali e religiose che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico. (Enciclopedia Treccani)


Una nazione non è un aggregato di individui anonimi, standardizzati e intercambiabili con qualsiasi altro popolo di qualsiasi altra nazione. Una nazione ha un'identità etnica e culturale, che è sua proprietà e che ha il diritto (e anche il dovere) di proteggere e mantenere. (Abbé Grégoire Celier)

Per la prima volta nella storia umana, i popoli sono oggi persuasi che realmente i benefici della civiltà possono e debbono estendersi a tutti. (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, 9)

La civiltà, nel senso reale del termine, non consiste nella moltiplicazione, ma nella volontà di deliberata restrizione dei bisogni. Questa soltanto porta la felicità e il vero appagamento, e accresce l’idoneità a servire. (Gandhi)

Ogni grande periodo di civiltà è dominato da una determinata concezione che l'uomo si fa dell'uomo. (Jacques Maritain)

Umorismo e sapere sono le due grandi speranze della nostra cultura. (Konrad Lorenz)

La civiltà si raggiunge o con la cultura o con la corruzione. (Oscar Wilde)

I comodi sono la sola cosa che può darci la nostra civiltà. (Oscar Wilde)

Se si vuol stabilire il livello culturale di una società o di una persona, basta vedere come si comportano nei confronti degli anziani. (Zenta Maurina)