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lunedì 21 ottobre 2024

Ave Maria


«Padre nostro che sei nei cieli…»
. Tre o quattro parole, ma beato chi si addormenta sotto la protezione di queste tre o quattro parole. Sono le parole che precedono ogni preghiera, come le mani giunte precedono il volto di un orante. Il Padre Nostro è il padre delle preghiere. 

L’Ave Maria è come un’umile donna. Il regno del Padre Nostro è il regno della speranza: dacci oggi il nostro pane. Ma il regno dell’Ave Maria è un regno più intimo, più segreto, più nascosto.
Le preghiere a Maria sono preghiere di riserva. 

Nel meccanismo della salvezza l’Ave Maria è l’ultimo aiuto. In tutta la liturgia non vi è altra preghiera che possa essere detta veramente dal più miserabile peccatore come l’Ave Maria. Con l’Ave Maria nessuno può dirsi perduto. Signore, al giudizio universale non ci sarà bisogno di memoriali o di certificati, ma nessuno potrà cancellare la traccia di un Pater o di un’Ave.

Charles Peguy (1873 - 1914), scrittore e poeta francese

sabato 25 marzo 2017

Preghiera a colei che intercede


Ma viene un giorno, viene un’ora.
Viene un momento (…) in cui bisogna fare decisamente
quel che è necessario fare.

Allora bisogna prendere il coraggio a due mani
e rivolgersi direttamente a colei che è al di sopra di tutto.
Essere coraggiosi. Per una volta.

Rivolgersi coraggiosamente a colei che è infinitamente bella.
Perché è infinitamente buona.

A colei che intercede.
La sola che possa parlare con l’autorità di una madre.
Rivolgersi coraggiosamente a colei che è infinitamente pura.
Perché lei è anche infinitamente dolce.

Perché è infinitamente dolce.
colei che è infinitamente nobile,
perché è anche infinitamente cortese.
Infinitamente accogliente.
(…)
A colei che è infinitamente ricca
Perché lei è anche infinitamente povera.
A  colei che è infinitamente alta.
Perché lei è anche infinitamente condiscendente.

A colei che è infinitamente grande.
Perché è anche infinitamente piccola.
Infinitamente umile.
Una giovane madre.

A colei che è infinitamente giovane.
Perché è anche infinitamente madre.
A colei che è infinitamente ritta.
Perché è anche infinitamente protesa.
A colei che è infinitamente gioiosa.
Perché è anche infinitamente dolorosa.
Settanta e sette volte settanta dolorosa.

A colei che è infinitamente commovente.
Perché è anche infinitamente commossa.
A colei che è tutta grandezza e fede perché è anche carità.
A colei che è tutta fede e carità perché è anche speranza.

Il portico del mistero della seconda virtù
Charles Peguy (1873 - 1914), scrittore e poeta francese


martedì 21 luglio 2009

La fontana della speranza

Ci si chiede: ma com'è possibile
che questa fontana, speranza, scorra eternamente,
eternamente giovane, fresca, viva ...
Dio dice:
"Brava gente, ciò non è poi così difficile...
Se fosse con acqua pura
che essa avrebbe voluto fare fonti pure,
non ne avrebbe mai trovato abbastanza
in tutta la creazione.
Ma è proprio con le acque cattive
che essa fa le sue fonti di acqua pura.
Ed e' per questo che non le manca mai.
Ma è anche per questo che è la Speranza.
Ed è il più bel segreto
che esista nel giardino del mondo!

Charles Peguy (1873 - 1914), scrittore e poeta francese