mercoledì 5 agosto 2026

Le guerre le perdono tutti!


Erminio Bonafè (George Wilson): "La guerra è una parentesi bestiale e solo quando è finita ci si accorge della sua inutilità!"

Primo Arcovazzi (Ugo Tognazzi): "Se si perde!... ma se si vince?"  

Erminio Bonafè: "Le guerre le perdono tutti!" 

Dal film: Il federale (1961), regia di Luciano Salce

martedì 4 agosto 2026

Argo

Briton Riviere, Ulysses and Argus (1885)

...un cane, che giaceva lì nei pressi, alzò la testa e le orecchie:
era Argo
, il cane del valoroso Ulisse, che un tempo
l’eroe allevò e nutrì ma senza goderne, poiché dovette
partire per la sacra Ilio. Un tempo i giovani lo portavano
a caccia di capre selvatiche, di cervi e di lepri; ma ora,                                                            
senza il padrone, egli giaceva abbandonato in disparte
in un mucchio di sterco di muli e di buoi,
che si ammucchiava sino a quando i servi di Ulisse
non lo portavano via per concimare i campi.
Qui il cane Argo giaceva, tutto pieno di zecche.                                                                        
Quando l’animale sentì che Ulisse era vicino,
mosse la coda e abbassò entrambe le orecchie,
ma non riuscì ad accostarsi al padrone.
Ulisse distolse lo sguardo e si asciugò una lacrima
di nascosto da Eumeo e poi gli domandò:                                                                                  
“Eumeo, questo cane che giace nel letame fa impressione:
a me sembra bellissimo ma non so dire bene
se oltre che bello era altrettanto veloce a correre
o se era invece come quei cani da mensa
dei signori, che i padroni allevano per vanità”
.                                                                         
E tu, porcaro Eumeo, così gli rispondesti:
“Questo è il cane di un uomo che è morto lontano.
Se nel corpo e nelle azioni fosse com’era
quando Ulisse lo lasciò veleggiando per Troia,
ti stupiresti nel vederne la velocità e la forza.                                                                             
Nel folto della foresta profonda non gli sfuggiva
nessuna preda, era esperto nel fiutare le tracce.
Ora la sventura lo ha colto: il padrone è morto lontano,
le donne disattente non si prendono più cura di lui.
Quando i padroni non comandano più,                                                                                     
i servi non hanno più voglia di lavorare.
Zeus, il signore del tuono, toglie all’uomo
metà della sua virtù, quando lo rende schiavo”
.
Così disse ed entrò nella bella dimora;
andò verso la sala, tra i nobili pretendenti.                                                                                
E la morte oscura scese su Argo, che aveva
potuto rivedere Ulisse, dopo venti anni.

Omero, Odissea XVII, 290 -325

lunedì 3 agosto 2026

Tra il ponte e l'acqua la grazia della conversione

Un giorno, una donna desolata per il suicidio del marito che si era gettato da un ponte riuscì a avvicinare San Giovanni Maria Vianney. Il Santo Curato d’Ars le disse che il marito era salvo e si trovava in Purgatorio, spiegando che nel breve istante tra il salto dal parapetto del ponte e l’impatto con l’acqua aveva avuto il tempo di fare un atto di contrizione e di pentirsi.

Quindi: la breve distanza tra il ponte e l’acqua è sufficiente per la grazia della conversione e quella distanza ci proibisce di giudicare!


...e poi morire

 Un giovane sacerdote confidò un giorno a San Filippo Neri:

“Qui a Roma è facile a molte persone fare fortuna. Spero anch’io di avere buona sorte, e di ottenere, prima o poi, uno zucchetto da Monsignore”

“Ve lo auguro di tutto cuore - rispose il santo - , ma poi, giunto a quel punto, quali sarebbero le vostre aspirazioni?”

“Vi dirò in confidenza che, dopo lo zucchetto di monsignore, spero di ottenere l’anello di Vescovo”.

“Benissimo, e poi che cosa intendete fare?”

“Sapete come va il mondo: una volta Vescovo, non dispero di ricevere il rosso cappello cardinalizio”.

“E poi, via!…”

“Sapete bene che è tra i Cardinali che viene scelto il nuovo papa e la fortuna, a volte, fa certi scherzi!”

“E poi?”

“E poi! Ma sapete che mi fate ridere con questo: ‘E poi?’

“Vi sembra cosa da nulla essere Sommo Pontefice, capo di tutta la cristianità?

“Allora sarebbe il momento di godersi finalmente la vita e rallegrarsi del destino glorioso che ci è stato riservato.”

“E poi?”

“E poi basta. Che cosa volete di più?”

“Ve lo dirò io.”

Fece il santo curvandosi all’orecchio del prete ambizioso.

E così facendo disse tre volte, con voce tagliente:

“E poi morire! ...e poi morire! ...e poi morire!”

San Filippo Neri

Preghiere per il Natale

Signore Gesù, nella corsa ai prepara vi per il Natale, può sfuggirci il motivo della festa: la tua venuta in mezzo a noi!

Come il poeta che si ferma assorto e me e in rima i suoi versi, anche noi siamo chiama a sostare di fronte alla mangiatoia e cogliere la speranza che nasce dall’annuncio della tua nascita.

Aiutaci Signore a vivere il Natale con lo stupore negli occhi e la gratitudine nel cuore per questo grande dono. Amen

Preghiera per la mia famiglia

La mia famiglia non è santa come la tua, Signore.

Ha i suoi difetti, le sue pause, le sue discussioni, le sue ripicche.

Ha tanti passi da fare per crescere a immagine della tua.

Eppure io la amo, mi piace, ne faccio parte con fierezza.

Per questo ti chiedo di benedirla, senza negare i suoi errori e le sue paure,

affinché il tuo pensiero positivo le metta le ali.

Abbiamo bisogno della tua verità per vivere la quotidianità

con sapienza, ottimismo e speranza.

Abbiamo bisogno della tua pace

per trovare le strade migliori di concordia e tolleranza.

Abbiamo bisogno del tuo amore per farci carico gli uni degli altri,

per sperimentare creatività, sicurezza, fiducia.

Abbiamo bisogno di ricordare le tue parole

per trovare risposte, senso e sapore della vita.

Abbiamo bisogno di sognare con te per raggiungere le mete che

hai immaginato per la nostra felicità. Amen

Offerta della Giornata a Maria

O Maria Madre del Verbo incarnato e Madre nostra dolcissima,

siamo qui ai tuoi Piedi mentre sorge un nuovo giorno,

un altro grande dono del Signore.

Deponiamo nelle tue mani e nel tuo cuore tutto il nostro essere.

Noi saremo tuoi nella volontà, nel pensiero, nel cuore, nel corpo.

Tu forma in noi con materna bontà in questo giorno una vita nuova, la vita del tuo Gesù.

Previeni e accompagna o Regina del Cielo,

anche le nostre più piccole azioni con la tua ispirazione materna

affinché ogni cosa sia pura e accetta al momento del Sacrificio santo e immacolato.

Rendici santi o Madre buona;

santi come Gesù ci ha comandato,

come il tuo cuore ci chiede e ardentemente desidera. Amen


Santa Caterina Labouré (1806 – 1876), religiosa francese della Compagnia delle Figlie della Carità