Nell'Antichità classica è un concetto tragico già presente in Erodoto nel mito di Cleobi e Bitone e ripresentato da Menandro nella sua commedia Il doppio ingannatore. Non era inteso come una maledizione, ma come un dono compassionevole: morire giovani risparmiava all'essere umano le sofferenze, le malattie, la decadenza della vecchiaia e il dolore inevitabile della vita.
Chi muore giovane è caro agli dei. (Menandro [342 a.C. – 291 a.C. ca.] da un frammento della sua commedia Dis Exapaton (Il doppio ingannatore)
Quem di diligunt, adolescens moritur. (Plauto, Bacchides)
(Bibbia, Libro della Sapienza, 2, 7-15 [50 a.C. circa])
Enea, appena disceso nel regno dell'oltretomba, è colpito dalle voci e dai pianti dei bambini morti...
di infanti, anime piangenti, sul far della soglia:
un nero giorno li strappò, privi della dolce vita
e rapiti dalla poppa li sommerse con morte acerba.
(Virgilio, Eneide VI, 426-429 [29 - 19 a.C.])
Abba Antonio, scrutando l’abisso dei giudizi di Dio, chiese: «Signore, come mai alcuni muoiono giovani, altri vecchissimi? E perché alcuni sono poveri e altri ricchi? E come mai degli ingiusti sono ricchi e dei giusti sono in miseria?». E giunse a lui una voce che disse: «Antonio, bada a te stesso. Questi giudizi spettano a Dio e non guadagni nulla a saperli». (Sant'Atanasio di Alessandria, Vita di Antonio)
Pria che l'etade inanimata e vile / il vivo amor ti spenga... (Giacomo Leopardi, A un vincitore nel pallone)
Whom the gods love die young. (Lord Byron, Don Giovanni)
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,
nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,
sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.
(Giosuè Carducci, Pianto antico)
collina tosca, e ti sta il padre a canto;
non hai tra l'erbe del sepolcro udita
pur ora una gentil voce di pianto?
tua porta batte: ei che nel grande e santo
nome te rinnovava, anch'ei la vita
fugge, o fratel, che a te fu amara tanto.
e arriso pur di vision leggiadre
l'ombra l'avvolse, ed a le fredde e sole
vostre rive lo spinse. Oh, giù ne l'adre
sedi accoglilo tu, chè al dolce sole
ei volge il capo ed a chiamar la madre.
(Giosuè Carducci, Funere mersit acerbo)
Gandalf: «La morte di Théodred non è dipesa dalla tua volontà.»
Théoden: «Un genitore non dovrebbe mai seppellire il proprio figlio.»
Théoden: «Cosa deve fare l'uomo contro il male sconsiderato?»