giovedì 7 maggio 2026

Essere preti secondo Don Mazzolari

Il vero prete muore per gli altri, accetta tutto, meno il male. Il dolore non è un male. Dobbiamo avere la disponibilità a "rimanere". Cristo si è lasciato inchiodare per non fuggire, per non staccarsi dalle sorti del mondo! Nessuno può scacciarlo o strapparlo dal mondo: nemmeno la persecuzione. 

Se durante le nostre giornate non troviamo il modo di levare al cielo gli occhi ed il cuore, non possiamo vivere la vita sacerdotale! ...La nostra forza viene dal cielo: è giusto, quindi, volgersi spesso al cielo, per respirare un po' aria di cielo...

Solo una cosa deve esserci estranea: il male. 

Quando vado con i preti torno sempre meno prete. 

La gioia del sacerdozio è la gioia di una giovinezza che si rinnova ogni giorno.

Tutte le volte che tratteniamo il dono divino, siamo dei ladri e dei profanatori. 

La santità sacerdotale è in funzione degli altri. 

In questo tempo in cui gli uomini si sostituiscono a Dio, quale gioia il poter dire: io sono sacerdote dell'unico vero Dio! 

Prima di portare al popolo il messaggio di Cristo, dobbiamo portare a Cristo i desideri, i bisogni del popolo. Sentire nelle nostre anime il sospiro, le sofferenze, i desideri, e anche le rivolte del nostro popolo. Pur "non essendo del mondo, siamo nel mondo"! 

É uno dei più gravi torti del prete, quello di chiudere gli occhi e il cuore. In un libro di un polacco ho letto che, un giorno, un prete chiedeva a un contadino se conoscesse il Vangelo; e quello, per risposta, disse: "E tu conosci il dolore?". La possibilità di far conoscere il Vangelo è in rapporto alla capacità di conoscere il dolore ... Una delle cose che tornano meno a nostro onore è l'assenza del sacerdote in certi momenti e in certi luoghi in cui solo chi è presente è in diritto di dire parola. Il prete deve essere il presente, il sensibile! Chi ama ha gli occhi aperti! Occorre tenere gli occhi aperti sulla vita e sulle difficoltà della propria gente, sulla maniera di pensare della propria gente ... "Rimanere": è una disposizione a cui il sacerdote non può rifiutarsi; rimanere nella vita, nella realtà del mondo. 

Guai se il prete si dimentica di essere uomo! 

A volte, per colpa nostra, molte anime non vedono il Padre! 

Se il gregge è buono, oh! il merito è del sacerdote! ...Se va male ...ah! la colpa è dei lupi! 

Ci vuole calore, ci vuole anima nel predicare! Il popolo ha bisogno di sapere che il sacerdote vive la verità che predica! 

Perché sono così numerosi i sacerdoti belli? ...O forse i begli uomini trovano che il sacerdozio è un rifugio dalle conseguenze del loro aspetto? ...Ho imparato da un pezzo a non badare alle ragazze malate d'amore. Ogni prete sotto i cinquanta diviene il bersaglio di qualcuna di loro, e un prete sotto i trentacinque è di solito il bersaglio di tutte ...

Chi capisce il Vangelo trova la risposta a tutte le difficoltà. Il metodo per fare il buon prete è di seguire il Vangelo. 

In noi nascerà un sentimento di gioia per la sicurezza di mettere la nostra vita nelle mani di Colui che non la perde. Non si perde niente! È così poco soddisfacente il mondo! ...Sappiamo comprendere la bellezza della vita sacerdotale! Dio ci ripagherà in misura sovrabbondante: non vuole gente insoddisfatta! Non c'è gioia maggiore di quella di dare!

Ricordiamoci che nel mondo l'assente ha sempre torto e non ha influenza. Ai nostri tempi, la cosa più avvertita è l'assenza del sacerdote. Le nostre chiese non devono divenire una muraglia tra le attività sacerdotali e il mondo. 

La gente difficilmente conosce il prete, se non per alcuni aspetti secondari, che nascono dalla sua immagine umana, mescolati ai dati della fede, spesso deformati da altre immagini.

Noi siamo, secondo una bella frase francese: "des faiseurs d'éternité!": facitori di vita, facitori di eternità! 

Che contrasto, quando la nostra vita spegne la vita delle anime! Preti che sono soffocatori di vita! Invece di accendere l'eternità, spegniamo la vita... 

Primo Mazzolari


Domande che portano al cuore

Invece di cercare soddisfazioni superficiali e di recitare una parte davanti agli altri, la cosa migliore è lasciar emergere domande che contano: chi sono veramente, che cosa cerco, che senso voglio che abbiano la mia vita, le mie scelte o le mie azioni, perché e per quale scopo sono in questo mondo, come valuterò la mia esistenza quando arriverà alla fine, che significato vorrei che avesse tutto ciò che vivo, chi voglio essere davanti agli altri, chi sono davanti a Dio. Queste domande mi portano al mio cuore.

Dilexit nos, 8

Papa Francesco



Aforismi Prete

I sacerdoti sono i ministri della pazienza di Cristo. (Bruce Marshall) 

Perché tanti attacchi violenti al sacerdote? Perché egli è il cuore della Chiesa. Ucciso il pastore, si disperdono le pecore. (Ernest Hello) 

Il sacerdote dev'essere un Uomo di Dio, un Uomo degli Uomini, un Uomo della Chiesa. (Gaston Courtois)

Il più gran dono che Dio possa fare a una famiglia è un figlio sacerdote. (San Giovanni Bosco)

Quando un giovane si fa sacerdote, Gesù prende il suo posto nella famiglia. (San Giovanni Bosco)

Lasciate per vent'anni una parrocchia senza prete, e vi si adoreranno le bestie. (San Jean-Baptiste Vianney)

Non ci sono miserie umane che non possiamo nascondere nel cuore di un sacerdote. (J. Aizin)

I sacerdoti devono essere disposti a tutto: a soffrire, a operare, a incarnarsi.

Un prete irrequieto non è per niente attraente. (Roland Breitenbach)

Sacerdote: un uomo che assume la cura della nostra vita spirituale per migliorare le condizioni della sua vita temporale. (Ambrose Bierce)

Ho orrore dei sacerdoti e dei prelati che parlano una lingua impenetrabile, ma sono sicuri di sé e, giovani o vecchi, resistono. (Eugene Ionesco)

Il compito dei sacerdoti non è di insegnare una propria sapienza, bensì di insegnare la Parola di Dio e di invitare tutti insistentemente alla conversione e alla santità. (Presbyterorum ordinis, 4)

Dalla formazione dei sacerdoti dipende sommamente la istituzione e formazione spirituale dei fedeli e dei religiosi. (Unitatis redintegratio, 10)

I difetti dei preti sono due: primo, quello di essere preti e quindi di non servire a niente. Secondo, quello di aver bisogno di mangiare anche quando servono a qualcosa. (Giovanni Guareschi)

Il vecchio Vescovo levò gli occhi al cielo. "Gesù," sospirò "portatemi via alla sveltina da questa terra o costui mi spingerà alla perdizione. Egli approfitta di me perché sono vecchio e debole mentre lui è ancor giovane e forte come un elefante. Ma tu figliolo, perché invece di fare il prete non hai fatto l'elefante?"
"Monsignore, gli elefanti sono animali intelligenti mentre io ..."
"Vade retro! Tu mi diffami il clero, qui davanti a me!" (Giovanni Guareschi)

O ignoranza nemica dei sacerdoti ! Quanto sei nociva ad essi, quanto indecorosa! Il sacerdote ha nelle sue mani delle anime ... è suo compito pascere il popolo che gli è stato affidato con la sua dottrina e con il suo esempio ... Quali intoppi porta a tutto ciò l'ignoranza! A quale severo giudizio sarà sottoposto il sacerdote senza erudizione, incapace di adempiere a qualcuno dei suoi uffici pastorali! Credetemi: nessuno mai è sufficientemente sapiente per portare degnamente il peso del suo ministero! Se questo è vero per chiunque abbia la necessità di sapere per sé ed anche in modo eccellente che dovremo dire di coloro che devono essere sapienti per sé e per gli altri? (S. Carlo Borromeo)

Meno il presbitero è intelligente, più il laico gli sembra stupido.

La gente accanto a me ha imparato a stimare un prete che parla umilmente della sua fede.

Pare che, secondo i princìpi universalmente accettati e la convenienza sociale, sia necessario a un prete o ad un curato credere soltanto un poco per non essere un ipocrita, e non sentirsi sicuro del fatto suo per non riuscire intollerante. Il vicario generale può sorridere su qualche discorso antireligioso, il vescovo ridere del tutto, e il cardinale aggiungervi il suo frizzo. (Nicholas de Chamfort)

Che gran cosa essere sacerdote! Se il sacerdote stesso lo capisse, ne morirebbe! (S. Giovanni Maria Vianney)

Il pastore sia accorto nel tacere e tempestivo nel parlare, per non dire ciò che è doveroso tacere e non passare sotto silenzio ciò che deve essere svelato. Un discorso imprudente trascina nell'errore, così un silenzio inopportuno lascia in una condizione falsa coloro che potevano evitarla... Il rimprovero è una chiave. Apre infatti la coscienza a vedere la colpa, che spesso è ignorata anche da quello che l'ha commessa... Chiunque accede al sacerdozio, si assume l'incarico di araldo, e avanza gridando prima dell'arrivo del giudice, che lo seguirà con aspetto terribile. Ma se il sacerdote non sa compiere il ministero della predicazione, egli, araldo muto qual è, come farà sentire la sua voce? (S. Gregorio Magno)

Il pastore di anime dialoghi con Dio senza dimenticare gli uomini, e dialoghi con gli uomini senza dimenticare Dio. (S. Gregorio Magno)

Certi preti, valgon bene una messa...

Credo che la vita del sacerdote non sia comprensibile senza l'amore. Il primo dovere di un sacerdote che voglia essere fedele al compito che Dio gli ha assegnato è quello di amare la gente che avvicina.

E' molto più facile raddrizzare le zampe ad un bassotto che predicare ai preti o privare le monache della confessione. (Roland Breitenbach)

Un tale, attratto dalla carriera del sacerdozio, esclamava: "Dovessi morir dannato, bisogna che mi faccia prete". (Nicholas de Chamfort)

Per me, e per tutti i miei compagni, che, senza alcun nostro merito, siamo stati scelti all'alto privilegio di servir Cristo in voi; io vi chiedo umilmente perdono se non abbiamo degnamente adempiuto un sì gran ministero. Se la pigrizia, se l'indocilità della carne ci ha resi meno attenti alle vostre necessità, men pronti alle vostre chiamate; se una ingiusta impazienza, se un colpevole tedio ci ha fatti qualche volta comparirvi davanti con un volto annoiato e severo; se qualche volta il miserabile pensiero che voi aveste bisogno di noi, ci ha portati a non trattarvi con quell'umiltà, che si conveniva, se la nostra fragilità ci ha fatti trascorrere a qualche azione che vi sia stata di scandalo; perdonateci! Così Dio rimetta a voi ogni vostro debito, e vi benedica. (Alessandro Manzoni)

Prete: gentiluomo che sostiene di conoscere la giusta direzione per raggiungere il paradiso e pretende di estorcerci un pedaggio per quel tratto di strada. (Ambrose Bierce)

I sacerdoti sono troppo di parte per parlarci di Dio ...

Mi fido del sacerdote solo se conosco prima l'uomo ...

Non vi è opera più sublime di quella che fanno i sacerdoti, né vi può essere lavoro più utile. Guai se il sacerdote cattolico cedesse il suo posto! Guai se la sua voce, che si leva così spesso a gettare l'allarme, si tacesse. Il mondo in meno di vent'anni ripiomberebbe nella barbarie. (Victor Hugo)

Preghiamo per i sacerdoti! Ogni giorno ci si accorge quanto siano rari gli amici di Gesù. Mi sembra che sia questo ciò che lo ferisce più profondamente: l'ingratitudine, soprattutto il vedere anime a lui consacrate dare ad altri quel cuore che gli appartiene in maniera assoluta. (S. Teresa di Lisieux)

Sento la vocazione del sacerdote. Con quale amore, Gesù, ti porterei nelle mie mani quando, alla mia voce, discenderesti dal cielo! Con quale amore ti darei alle anime! Ma, pur desiderando di essere sacerdote, ammiro e invidio umiltà di san Francesco di Assisi e sento la vocazione d'imitarlo, rifiutando la dignità sublime del sacerdozio. (S. Teresa di Lisieux)

Dio si è rivelato all'uomo per mezzo del Cristo, il Cristo continua a rivelarsi all'uomo per mezzo del sacerdote. Il sacerdote, dopo Cristo, è dunque una rivelazione visibile e sensibile di Dio attraverso i secoli: è una misericordiosa estensione del grande mistero dell'Incarnazione. (Madre Luisa Margherita Claret de La Touche)

Gesù Cristo coi miracoli ottenne l'ammirazione; crocifisso ottenne la conversione... Il sacerdote con le opere straordinarie ottiene l'ammirazione, invece quando è posto sulla croce delle amarezze e delle umiliazioni, ottiene le conversioni. (Beato Giuseppe Baldo)


mercoledì 29 aprile 2026

Decalogo dell’amore

1.   Amare tutti

Piccoli e grandi, uomini e donne, amici e nemici, di tutte le razze e religioni, come ha fatto Gesù che è morto per tutti. Siamo tutti figli dello stesso Padre e perciò tutti fratelli.


2.     Amare ciascuno personalmente

Gesù parlava alle folle, certo, ma conosceva ciascuno e lo chiamava per nome.  Accettare ognuno così com'è.


3.     Amare come se stessi

É la regola d'oro: "Fa agli altri ciò che vuoi sia fatto a te" e "Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te".


4.     Amare per primi

Non aspettare che te lo chiedano, ma fa tu il primo passo, come Gesù che non ha aspettato che diventassimo buoni per dare la vita per noi; e come Maria che "partì in fretta" senza farsi pregare per andare ad aiutare la cugina Elisabetta.


5.     Amare è farsi "uno" con l’altro

cioè ascoltare, fare il vuoto dentro di sé per capire i sentimenti dell'altro e farsi carico dei suoi problemi; insomma condividere gioie e dolori.

 

6.     Amare è servire

cioè amare a fatti non a parole, consumarsi le mani facendo servizi concreti, come Gesù che lava i piedi agli apostoli.


7.     Amare è perdonare

...quante volte? "Settanta volte sette" ha detto Gesù, cioè sempre. "Se non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro celeste perdonerà a voi". "Chi è senza peccato scagli per primo la pietra". "Il giudizio sarà senza misericordia per chi non ha avuto misericordia". "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno".


8.     Amare è chiedere scusa

"Se presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che un tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con tuo fratello, poi torna ad offrire il tuo dono". "Non tramonti il sole sopra la vostra ira".


9.     Amare è vedere Gesù nell’altro

"Avevo fame, avevo sete, ero nudo, malato, senza casa, senza mezzi, senza lavoro, incompreso, ignorato, immigrato, drogato".

"L'hai fatto a me", dirà Gesù quel giorno.


10.      Amare è sacrificio di sé  

Amare non è sempre facile, non sempre è gratificante, non sempre l'amore è capito e ricambiato. L'amore vero non è un bel sentimento: è dono di sé, è responsabilità verso l'altro, è fedeltà agli impegni, è mantenere la parola anche se costa, è non mollare quando sei stanco e sfiduciato, è ricominciare sempre anche quando sembra inutile continuare ad amare.


Come Gesù che "avendo amato i suoi, li amò fino alla fine".


domenica 26 aprile 2026

Dammi un cuore nuovo

Ho fuggito la santità,
ho avuto timore,
ho tergiversato, esitato,
proceduto con calcoli meschini,
proprio quando più si imponeva
una piena disponibilità.

Gesù, Signore,
eccomi con le mie viltà
e i miei sciocchi desideri.

Concedimi la tua benevolenza
e il tuo aiuto:
ho veramente bisogno
della tua infinita bontà.

Dimentica il pessimo amico
che sono stato:
vorrei iniziare con te
un’amicizia nuova,
un’amicizia giovane e ardente,
un’amicizia in cui tutto
sia veramente comune,
un’amicizia per la vita e per la morte.

Dammi un cuore nuovo,
un cuore fedele ed umile
come quello di Maria,
entusiasta e fiero
come quello di Paolo.

Pierre Lyonnet (1906-1949), presbitero gesuita e scrittore francese

lunedì 20 aprile 2026

Quell’amore rimarrà sempre con te

Quando muore un animale che abbiamo amato, il mondo non si ferma.

L’orologio continua a ticchettare, le giornate vanno avanti, le responsabilità chiamano. La gente continua a parlare, a ridere, a lavorare. Tutto sembra procedere come sempre.

E quasi nessuno si accorge che, per qualcuno, quel giorno è cambiato tutto.

Perché quando perdi un animale non perdi “solo un animale”.

Perdi una presenza che faceva parte della tua vita ogni giorno.

Perdi quei passi che ti seguivano per casa.

Perdi quello sguardo che ti cercava appena entravi dalla porta.

Perdi quel silenzioso conforto che arrivava senza bisogno di parole.

Perché loro non sono semplicemente animali.

Sono famiglia.

Sono compagnia quotidiana.

Sono rifugio nei giorni difficili.

Sono quell’amore puro e semplice che non chiede nulla in cambio.

Eppure questo tipo di lutto spesso rimane invisibile.

Non ci sono giorni di permesso per il dolore.

Non sempre c’è comprensione.

A volte c’è perfino chi sorride con imbarazzo o dice:

“Era solo un cane.”

“Era solo un gatto.”

Come se l’amore potesse essere misurato.

Come se potesse dipendere dalla specie.

Ma chi ha amato davvero un animale sa la verità.

La loro perdita rompe qualcosa dentro.

Disarma il cuore.

Lascia un vuoto che nessun rumore riesce a riempire.

Fa male allo stesso modo.

Fa male davvero.

Perché quando un animale entra nella tua vita, entra nei tuoi giorni, nei tuoi gesti, nelle tue abitudini. Entra nella tua storia.

E quando se ne va, non se ne va solo un compagno.

Se ne va un pezzo della tua vita.

Il mondo continua a girare, sì.

Ma dentro di te tutto si ferma per un momento.

I silenzi diventano più pesanti.

La casa sembra improvvisamente più grande.

E ogni angolo ricorda qualcosa.

Perché amare qualcuno con quella purezza, con quella fedeltà assoluta… significa anche soffrire profondamente quando arriva il momento di lasciarlo andare.

E se stai attraversando qualcosa di simile, voglio dirti questo:

Il tuo dolore è reale.

Il tuo pianto è reale.

Il tuo tempo per guarire è reale.

Non stai esagerando.

Non sei “troppo sensibile”.

Stai semplicemente salutando una parte della tua storia.

Una parte della tua vita che ti ha dato amore senza condizioni.

E quell’amore, anche se fa male,
rimarrà sempre con te.

1° Maggio


Mi chiamo Paolo, 47 anni e faccio il muratore.

Cioè, faccio…

Diciamo che io sono un muratore.

Perché io da quando ho memoria, ho memoria di calce, di cazzuole e di foratini.

A scuola non m’è mai piaciuto andarci.

Troppo noioso.

Invece quando c’era da andare al cantiere col nonno era festa.

Che a me quella cosa di mettere i mattoni in fila è sempre piaciuta.

Io a 10 anni sapevo già impastare il cemento.

A 13 bevevo già la birra con la gazzosa e a 14 ho tirato su il primo muro tutto da solo.

A 16 il primo contratto vero e a 20 sono entrato in un’impresa edile bella grossa.

Da lavorare c’è sempre.

Magari certi momenti c’è crisi ma tra lo stipendio e i lavoretti alla fine me la cavo sempre.

È un mestiere duro e diventa sempre peggio.

La gente ha fretta ma io non mi faccio fregare.

Il presto è nemico del bene.

I clienti se c’è da aspettare aspettano, che i tempi di consegna tanto sono solo un’opinione.

Al cantiere si cerca di lavorare sicuri.

Ma a volte tutta quella dannata fretta toglie un po’ di prudenza.

Quando ci sono penali da pagare i tempi di consegna diventano un’ opinione decisamente convincente.

Ultimamente cerco di lavorare un po’ meno.

Almeno la domenica cerco di evitare qualche lavoretto.

Mia figlia Giorgia adesso ha 12 anni e voglio stare un pochino di più con lei.

I suoi primi anni di vita me li sono persi.

Sempre in giro per cantieri.

I soldi non bastano mai.

Ma neanche il tempo basta mai.

E io non lo so come ho fatto a buttare via in quel modo stupido tutto quel tempo.

No.

Non il tempo passato a lavorare. Quello ho dovuto.

Parlo del tempo futuro.

Più di 30 anni di esperienza ed è bastato un piede messo male sul ponteggio.

Avevo pure il caschetto ma quando cadi da tre metri non è che te ne fai un granché.

Sono stato proprio un fesso.

Però tutta quella fretta e tutta quella stanchezza.

Provateci voi a stare attenti 12 ore al giorno.

Adesso gli inquirenti indagano, i giornali si indignano e il mio padrone suda freddo.

Ma tanto ormai che indagano a fare.

Io non voglio mica niente.

A me porca miseria servivano solo 10 minuti in più.

Adesso sto qua che aspetto di passare dall'altra parte.

C’è una fila da non credere.

Solo dall'Italia ogni anno arriviamo più di 1.000 come quelli di Garibaldi, ma niente giubbe rosse.

Solo teli bianchi a coprire i nostri corpi freddi.

1.000 persone che la mattina escono per andare a lavoro e poi si ritrovano qui a far la fila per passare dall’altra parte.

E io mai avrei pensato di trovarmi in fila con questi mille.

A me m’hanno messo in camera con un bracciante che non ha visto arrivare il trattore e c’è anche un camionista che ha avuto un colpo di sonno.

Io sto qua e mi dispiace un casino.

Mi sarebbero bastati 10 minuti.

Un minuto per fare gli auguri a tutti i lavoratori.

Oggi è la loro festa e nonostante tutto è la festa anche di noi 1.000.

Un paio di minuti sarebbero stati per nonno.

Volevo dirgli di non sentirsi in colpa.

Io sono stato felice di essere diventato un muratore come mi ha insegnato lui.

Che a me sta cosa di mettere i mattoni in fila è sempre piaciuta.

Un paio di minuti per mia moglie.

Ci sono un sacco di cose che non sono mai riuscito a dirle.

E di certo non sarei riuscito a dirgliele in due minuti.

Ma volevo esser certo che le abbia capite.

Cinque minuti con Giorgia.

L’avrei solo abbracciata.

E le avrei detto di ricordarsi sempre di chiudersi il giubbotto.

Che quella di inverno va in giro col giubbotto aperto e poi s’ammala.

E io da quassù non glielo posso più abbottonare…