giovedì 16 aprile 2026

Il primo giorno di una nuova creazione

All'alba del terzo giorno, gli amici di Cristo, arrivati sul posto, videro la tomba vuota e la pietra rotolata di lato. In vari modi realizzarono la nuova meraviglia; Ma anche allora non si resero conto che il mondo era morto durante la notte. Ciò che videro fu il primo giorno di una nuova creazione, un nuovo Paradiso e una nuova Terra.

E con l'espressione di un giardiniere, Dio camminò di nuovo nel giardino, nella brezza, non nel pomeriggio, ma nelle prime ore del mattino.

L'uomo eterno (1925)

G.K. Chesterton

Riflessioni per ogni giorno dell'anno

Sarà vero che con i soldi si fa tutto... ma io non ci credo.
Sarà vero che una bella moglie fa felice un uomo... ma io non ci credo.
Sarà vero che una casa di lusso rende splendida la vita... ma io non ci credo.
Sarà vero che il benessere è una meta raggiungibile... ma io non ci credo. 
Sarà vero che la scuola rende l'uomo sapiente... ma io non ci credo.
Sarà vero che la droga ti regala il paradiso... ma io non ci credo.
Sarà vero che qualcuno è capace di fare giustizia... ma io non ci credo.

Allora...

Io credo che non di solo pane vive l'uomo, lo credo che l'uomo non ha bisogno di droga e di illusione ma di verità e di amore, 
io credo che senza pace dell'anima anche la più splendida casa può essere una prigione, 
io credo che una donna, se è solo bella e non buona, può essere un veleno «dolce», e nulla più, 
io credo che l'uomo è mio fratello e che deve essere amato ma non «adorato»,
io credo che una scuola e una scienza, senza umiltà, producono solo divisione ed invidia, 
io credo che il vero benessere deve essere prima nell'anima e poi nelle tasche, 
io credo che l'ingiustizia è inevitabile se uno non vede le cose come Dio ci ha insegnato a vederle.

Giovanni Papini


É morendo che si risorge

Signore, 
ti hanno messo nel sepolcro
e hanno rotolato la pietra.

Si sono illusi di averti finito
e invece Tu
stai già respirando
per risorgere.

Signore,
anche per noi 
il sepolcro sia come il grembo
e come il solco della terra.

Quando ci sembra 
di essere troppo stanchi
facci accorgere
che stiamo camminando spediti.

Quando ci sembra 
di non aver concluso niente
facci scoprire
che forse stiamo prendendo tutto.

Quando ci sembra
di aver perduto tutto
facci trovare con le mani piene.

Quando crediamo
di essere col cuore a terra,
fa che ci ritroviamo
a cantare di gioia.

Perché è dando che si riceve.
Perché è morendo che si risorge.

giovedì 9 aprile 2026

Ricchi e poveri

Nel mondo i ricchi hanno ogni vantaggio e sono ai primi posti; nel regno di Gesù Cristo la preminenza appartiene ai poveri, che sono i primogeniti della Chiesa e i suoi veri figli. Nel mondo i poveri sono sottomessi ai ricchi, e non sembrano nati che per servirli; al contrario nella santa Chiesa i ricchi non vi sono ammessi che a condizione di servire i poveri. Nel mondo le grazie e i privilegi sono per i potenti e i ricchi; i poveri non vi hanno parte che a mezzo del loro appoggio, mentre nella volontà di Gesù Cristo, le grazie e le benedizioni sono per i poveri e i ricchi non hanno privilegi che per mezzo di loro.
Giacché i poveri sono gli ultimi nel mondo, sono i primi nella Chiesa.

L'eminente dignità dei poveri nella Chiesa, Roma, Ed. Liturgiche e missionarie, 1943, p. 17

Jacques Bénigne Bossuet (1627 - 1704), scrittore e vescovo francese

La legge universale

La legge universale è di amare il prossimo come noi stessi, ma quest'affermazione sarebbe una burla se non racchiudesse un significato più profondo: dare la precedenza a chi ha meno di noi.

Non è vero che amiamo il prossimo come noi stessi se non abbiamo un'attenzione e una premura tutta particolare per chi è meno felice di noi. L'amore non è autentico se non comincia col cercare la giustizia.

Vi parla l'abbé Pierre, Milano, Ed. Istituto Propaganda Libraria, 1956, p. 25-26

Henri Antoine Grouès


Ciò che ci rende insensibili

Ciò che ci rende insensibili ai mali degli altri è di essere pieni di noi stessi, affascinati dai piaceri, inebriati dal successo di quanto si sperava. Tutto va bene... basta così... sono a mio agio... sono soddisfatto... Si amerà sempre se stessi e non si amerà altro che se stessi fino a quando non si ha avrà amato qualcuno di più che se stessi e questo qualcuno non può essere che Dio. Chi dunque vuol diventare capace di amare sinceramente, deve tenere presente che è necessario un oggetto superiore che ci attiri fuori di noi. Non basta; è necessaria anche una forza interiore che ci spinga fuori di noi, che scuotendo fin dalla radice l'amor proprio, ci strappi quasi a noi stessi. Se riusciremo ad amare Dio più di noi stessi, potremo diventare capaci di amare il prossimo come noi stessi.

Il divino e l’umano nel mondo

Jacques Bénigne Bossuet (1627 - 1704), scrittore e vescovo francese



Amore, lo spazio vitale di cui ha bisogno la società

Anche se, per ipotesi impossibile, una società riuscisse a votare tutte le leggi della giustizia, capaci di rispondere a tutti i diritti umani dei suoi membri e a soddisfare tutti i loro bisogni, si dovrebbe però dichiarare impotente a superare i dislivelli delle povertà morali e spirituali, ai quali la stessa agiatezza economica reca talvolta più pena che sollievo.

Fate dunque ed operate tutta la giustizia possibile; ne avete il sacrosanto dovere; ma non illudetevi: resteranno ancora tante forme di povertà. Che cosa ci vuole dunque? L'amore. Ecco lo spazio vitale di cui ha bisogno la società.

AA. VV., Ordine nuovo, Amare, Verona, Ed. Casa Buoni Fanciulli, 1946, p. 132-134