sabato 1 agosto 2026

Non omnis moriar

Non omnis moriar multaque pars mei
vitabit Libitinam usque ego postera
crescam laude recens...

Ho innalzato un monumento più duraturo del bronzo
e più alto della regale maestà delle piramidi, 
che né la pioggia che corrode, né il vento impetuoso
potrà abbattere né l’interminabile corso degli anni e la fuga del tempo.

Non morirò del tutto, anzi una gran parte di me
eviterà la morte; per sempre

io crescerò rinnovato dalla lode dei posteri
finché il pontefice salirà in Campidoglio
con la processione silenziosa delle vergini.

Si dirà che io, dove strepita scrosciante l’Ofanto
e dove Dauno povero d’acque regnò su popoli agresti
da umili origini fatto potente, per primo
ho portato a ritmi italiani la poesia eolica.

Assumiti questo traguardo
conquistato per tuo merito e con l’alloro di Delfi,
Melpomene, di buon grado cingimi i capelli.

Odi III 30

Orazio

venerdì 31 luglio 2026

Il mistero della morte

I tragici avvenimenti di questi tempi di stragi, causate dalle guerre e dal terrorismo, rischiano di banalizzare la morte. Tuttavia essa incute angoscia e paura. Perciò si fa ogni sforzo per non pensare ad essa, per dimenticarla e renderla invisibile. Ma la morte ha un senso? La risposta è che, se la morte biologica è naturale, spiritualmente è una violenza fatta allo spirito umano. Perché, allora, la morte? In realtà, essa è un enigma o, meglio, è un mistero che soltanto la fede cristiana svela pienamente. Questa, infatti, dice che nel piano divino della creazione dell’essere umano non c’era la morte, ma essa è entrata nel mondo attraverso il peccato. Dice, inoltre, che Dio ha salvato l’uomo dal peccato e dalla morte, mediante la morte e la risurrezione del suo Figlio Gesù, il Dio fatto uomo.

La civiltà cattolica, Quaderno 3705, Anno 2004, Volume IV, pag. 209 

Aforismi Defunti

# Comunione dei santi  # Morte

Beati coloro […] che si sono addormentati nell'amore! Perché anche noi vivremo certamente. (Bibbia, Siracide 48,1-4.9-11)

Alla morte di un uomo si rivelano le sue opere. (Bibbia, Siracide 11, 27)

Poi udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: Beati d'ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono». (Bibbia, Apocalisse 14, 13)

Tutto è vostro: ...il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio. (Bibbia, 1Cor 3,23)

Una lacrima per i defunti evapora; un fiore sulla tomba appassisce; una preghiera, invece, arriva sino al cuore dell'Altissimo. (Sant'Agostino di Ippona)

I morti non sono degli assenti, sono degli invisibili. Tengono i loro occhi pieni di luce fissi nei nostri pieni di lacrime. (Sant'Agostino di Ippona)

Non ti chiedo, Signore, perché ce lo hai tolto. Ti ringrazio per il tempo che ce lo hai lasciato. (Sant'Agostino di Ippona)

Coloro che amiamo e che abbiamo perduto, non sono più dov'erano, ma sono ovunque noi siamo. (Sant'Agostino di Ippona)

Beatus qui amat te et amicum in te et inimicum propter te. Solus enim nullum carum amittit cui omnes in illo cari sunt, qui non amittitur.
Beato chi ama te e l'amico in te e il nemico per te. Non perde nessuna persona cara solo colui al quale sono tutti cari nell'unico che non si può perdere, te. (Sant'Agostino di Ippona, Confessioni, 4, 9, 14)
Non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo amarli in colui che non si può perdere.

Quando mi sarò a te unito con tutto il mio essere, più non vi sarà per me né dolore, né travaglio, e viva sarà la mia vita tutta piena di te. (Sant’Agostino di Ippona, Confessioni, X, 28)

La morte non è cattiva, se non siamo diventati noi stessi cattivi. La morte è la grazia, il più grande dono di grazia che Dio concede alle persone che credono in lui. La morte è mansueta, la morte è dolce e gentile... (Dietrich Bonhoeffer)

Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore. (San Giovanni della Croce)

Io non muoio, entro nella vita. (Santa Teresa di Lisieux)

Ricordatevi che i morti non solo umanamente si onorano, ma cristianamente si suffragano, beneficando i vivi. (P. Giovanni Semeria)

Il più grande dolore che tu sentirai per i tuoi poveri morti sarà sempre il pensiero di non averli amati abbastanza. (Guido da Borsara)

Non bisogna seppellire i morti due volte: sotto i fiori e dentro i cuori. Ma farli risorgere al nostro fianco, intorno alle cose che hanno amato e amiamo. E al magico richiamo dei nomi, delle date e dei ricordi, saranno vivi con noi, in noi e per noi. Non piangerli con inutili lacrime, ma rievocarli con opere di bene. Non rischiararli con le lampade votive, ma illuminarli con l'amore. Bisogna seppellire i corpi sotterra, ma esaltare le anime nella luce. (Nino Salvaneschi)

I morti aiutano i vivi a portare la vita. (Renzo Pezzani)

É mia abitudine, appresa in famiglia, il pio ricordo dei morti: essi mi hanno fatto sempre buona compagnia. (Giovanni XXIII)

A questo mondo tutto finisce, ma non finisce mai senza dare inizio ad una cosa più bella. (S. Gregorio di Nissa)

Il nostro dolore è immenso, ma noi siamo cristiani, noi possiamo anche sentire e trovare un sollievo nella morte. ...Non piangete sui nostri posti vuoti. Le famiglie cristiane non si scompongono mai: la lontananza accresce nel desiderio del ritorno l'amore, e la morte lo consacra in un vincolo eterno. Non piangete, e se mai non potete trattenere questo umano sollievo, fate che le vostre lacrime non siano senza speranza. Siamo cristiani! (Primo Mazzolari)

Se qualsiasi immaginazione vien meno di fronte alla morte, la Chiesa invece, istruita dalla Rivelazione divina, afferma che l'uomo è stato creato da Dio per un fine di felicità oltre i confini della miseria terrena. (Gaudium et spes, 18)

A questo mondo tutto finisce ma, non finisce mai, senza dare inizio ad una cosa più bella. (S. Gregorio di Nissa)

No, noi non moriamo! Cambiamo semplicemente casa. Questa è la speranza che arride per mezzo della fede e dell'amore a noi cristiani; una speranza che è certezza. Non si tratta d'altro che di un arrivederci. Dio non agisce come un cacciatore in attesa della più piccola negligenza della preda per colpirla. Dio è come un giardiniere che cura i fiori, li irriga, li protegge; li coglie soltanto quando sono più belli e rigogliosi. Dio prende con se le anime quando sono mature.

Distaccandoci dai nostri cari cominciamo a morire. (Giuseppe Giusti)

Fa' che la mia anima si innalzi dove il vivere è calma, e senza morte. (Giuseppe Ungaretti)

La morte non è una luce che si spegne. É mettere fuori la lampada perché è arrivata l'alba. (Rabindranath Tagore)

Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte. (San Vincenzo De' Paoli)

La distanza tra il Cielo e la terra non potrà mai separare i cuori che Dio ha unito. (San Francesco di Sales)

È un grande dolore averlo perduto, ma ti ringraziamo, o Dio, di averlo avuto, anzi di averlo ancora, perché chi torna al Signore non esce di casa. (San Girolamo)



lunedì 20 luglio 2026

Ti dicono non piangere

 Ti dicono non piangere.

Ti dicono che è solo un cane, non una persona.

Ti dicono che passerà.

Ti dicono che gli animali non sanno che devono morire.

Ti dicono che l'importante è non farli soffrire.

Ti dicono che puoi averne un altro.

Ti dicono che succederà.

Ti dicono che ci sono dolori più insopportabili.

Ma non sanno quante volte hai guardato il tuo cane negli occhi.

Non sanno quante volte sei stato tu e il tuo cane a guardare nell'oscurità.

Non sanno quante volte è stato il tuo cane l'unico che è stato al tuo fianco.

Non sanno che l'unico che non ti ha giudicato è il tuo cane.

Non sanno quanta paura hai avuto la notte in cui ti hanno svegliato i suoi lamenti.

Non sanno quante volte ha dormito il tuo cane vicino a te.

Non sanno quanto sei cambiato da quando il cane è diventato parte della tua vita.

Non sanno quante volte lo hai abbracciato quando era malato.

Non sanno quante volte hai finto di non vedere quando i suoi capelli diventavano sempre più bianchi.

Non sanno quante volte hai parlato al tuo cane, l'unico che ti ascolta davvero.

Non sanno quanto sei stato bello per il tuo cane.

Non sanno che è stato solo il tuo cane a sapere che stavi soffrendo.

Non sanno quali sentimenti ti ha fatto provare il tuo cane.

Non sanno cosa si prova a vedere il tuo cane anziano che si sforza a venire a salutarti.

Non sanno che quando le cose andavano male, l'unico che non se ne è andato è il tuo cane.

Non sanno che il tuo cane si fida di te, in ogni istante della sua vita, anche all'ultimo.

Non sanno quanto il tuo cane ti ha amato, e quel poco che gli bastava per essere felice, perché a lui bastavi tu.

Non sanno che piangere per un cane è una delle cose più nobili, significative, vere e pulite che puoi fare.

Non sanno dell'ultima volta che lo hai spostato con difficoltà... facendo attenzione a non fargli del male.

Non sanno cosa hai sentito quando gli hai accarezzato la faccia negli ultimi momenti della sua vita... 


E. Grandi

sabato 18 luglio 2026

Si cerca per la Chiesa un uomo...

Si cerca per la Chiesa
un prete capace di rinascere
nello Spirito ogni giorno.

Si cerca per la Chiesa un uomo
senza paura del domani
senza paura dell'oggi
senza complessi del passato.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che non abbia paura di cambiare
che non cambi per cambiare
che non parli per parlare.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di vivere insieme agli altri
di lavorare insieme
di piangere insieme
di ridere insieme
di amare insieme
di sognare insieme.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di perdere senza sentirsi distrutto
di mettere in dubbio senza perdere la fede
di portare la pace dove c'è inquietudine
e inquietudine dove c'è pace.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che sappia usare le mani per benedire
e indicare la strada da seguire.

Si cerca per la Chiesa un uomo
senza molti mezzi,
ma con molto da fare,
un uomo che nelle crisi
non cerchi altro lavoro,
ma come meglio lavorare.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che trovi la sua libertà
nel vivere e nel servire
e non nel fare quello che vuole.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che abbia nostalgia di Dio,
che abbia nostalgia della Chiesa,
nostalgia della gente,
nostalgia della povertà di Gesù,
nostalgia dell'obbedienza di Gesù.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che non confonda la preghiera
con le parole dette d'abitudine,
la spiritualità col sentimentalismo,
la chiamata con l'interesse,
il servizio con la sistemazione.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di morire per lei,
ma ancora più capace di vivere per la Chiesa;
un uomo capace di diventare ministro di Cristo,
profeta di Dio, un uomo che parli con la sua vita.
Si cerca per la Chiesa un uomo.

Don Primo Mazzolari

Ti sto offrendo solo la verità

Morpheus: Capisco perfettamente ciò che intendi. Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c'è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra, nel mondo. Non sai bene di che si tratta ma l'avverti. È un chiodo fisso nel cervello. Da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando.

Neo: Di Matrix.

Morpheus: Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos'è? Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.

Neo: Quale verità?

Morpheus: Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è.

Morpheus: È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più. Seguimi.

[...]

Neo: Questo non è reale...?

Morpheus: Che vuol dire "reale"? Dammi una definizione di "reale". Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello. Questo è il mondo che tu conosci. Il mondo com'era alla fine del XX secolo. E che ora esiste solo in quanto parte di una neuro-simulazione interattiva che noi chiamiamo Matrix. Sei vissuto in un mondo fittizio, Neo. Questo è il mondo che esiste oggi. 

[Tutt'attorno si materializza la desertica superficie di quel che è rimasto del pianeta Terra] 

Benvenuto nella tua desertica nuova realtà. Abbiamo pochi bit, brandelli d'informazione. Ma quello che sappiamo per certo è che un bel giorno, all'inizio del XXI secolo, l'umanità intera si ritrovò unita all'insegna dei festeggiamenti. Grande fu la meraviglia per la nostra magnificenza mentre davamo alla luce I.A.

Neo: I.A. "Vuol dire "intelligenza artificiale".

Morpheus: La cui sinistra coscienza produsse una nuova generazione di macchine. Ancora non sappiamo chi colpì per primo, se noi o loro. Sappiamo però che fummo noi ad oscurare il cielo. A quell'epoca loro dipendevano dall'energia solare, e si pensò che forse non sarebbero riuscite a sopravvivere senza una fonte energetica abbondante come il sole. Nel corso della storia il genere umano è dipeso dalle macchine per sopravvivere. Al destino, come sappiamo, non manca il senso dell'ironia. Un corpo umano genera più bioelettricità di una batteria da 120 volt, ed emette oltre sei milioni di calorie. Sfruttando contemporaneamente queste due fonti, le macchine si assicurarono a tempo indefinito tutta l'energia di cui avevano bisogno. Ci sono campi, campi sterminati dove gli esseri umani non nascono: vengono coltivati. A lungo non ci ho voluto credere, poi ho visto quei campi con i miei occhi. Ho visto macchine liquefare i morti affinché nutrissero i vivi per via endovenosa. Dinanzi a quello spettacolo, potendo constatare la loro limpida, raccapricciante precisione, mi è balzata agli occhi l'evidenza della verità. Che cos'è Matrix? È controllo. Matrix è un mondo virtuale elaborato al computer, creato per tenerci sotto controllo, al fine di convertire l'essere umano in questa. [mostra una batteria]

[Neo sanguina dopo una caduta all'interno della simulazione di salto in Struttura]

Neo: Credevo che non fosse reale.

Morpheus: La tua mente lo rende reale.


Dal film Matrix, regia di Andy e Larry Wachowski (1999)


martedì 14 luglio 2026

Io ti conosco gioia, gioia, gioia, lacrime di gioia...

Blaise Pascal il grande genio enciclopedico segnò la sua data d'incontro personale con Dio il lunedì 23 novembre 1654. Non riusciva a dormire per il male che soffriva e per la sua acuta ricerca interiore. Prese il vangelo e il suo occhio cadde sul capitolo 17 di Giovanni a quelle parole: "Ho custodito coloro che mi hai affidati. Padre, il mio desiderio è che coloro che mi hai dato, siano là dove sono io...".

Queste parole sfolgorarono nell'anima di Pascal come un lampo improvviso e come una rivelazione profonda. Egli subito volle porre per iscritto quella sua esperienza che chiamò suo memoriale e se lo portò sempre con sè cucito nell’interno della giacca. Gli fu trovato addosso il giorno della sua morte.  Ecco quelle sue parole: 

Anno di grazia 1654, lunedì 23 novembre, giorno di S. Clemente, papa e martire, e di altri del martirologio. Vigilia di S. Crisogono martire e di altri. Dalle dieci e mezzo di sera, fino a mezzanotte e mezza circa.

Fuoco.

Dio d'Abramo, Dio d'Isacco, Dio di Giacobbe, non dei filosofi e dei sapienti.

Certezza, certezza, sentimento, gioia, pace!

Dio di Gesù Cristo! 

"Deum meum et Deum vestrum". "Il tuo Dio sarà il mio Dio".

Oblio del mondo e di tutto, fuor che di Dio.

Non lo si trova che per le vie insegnate dal vangelo. Grandezza dell'anima umana.

"Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto".

Gioia, gioia, gioia, lacrime di gioia...

Me ne sono separato. 

"Dereliquerunt me fontem aquae vivae". "Mio Dio, mi abbandonerai?".

Che non ne sia mai più separato.

"Questa è la vita eterna che conoscano te solo vero Dio e colui che hai mandato, Gesù Cristo". 

Gesù Cristo! Gesù Cristo!

Me ne sono separato. Io l’ho fuggito, rinnegato, crocifisso.

Che non ne sia mai più separato.

Egli non lo si conserva che per le vie insegnate dal Vangelo. 

Rinuncia totale e dolce. 

Sottomissione totale a Gesù Cristo e al mio direttore. 

Eternamente in gioia, per un giorno di prova sulla terra.

"Non obliviscar sermones tuos". Amen.


Blaise Pascal