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giovedì 26 dicembre 2024

Capodanno

Filastrocca di Capodanno

Filastrocca di Capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:

voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;

voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;

voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;

che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.

Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

Filastrocche in cielo e in terra, Ed. Einaudi


Anno nuovo


“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:

l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.

“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,

dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto

e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:

per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.

Gianni Rodari (1920 – 1980), scrittore e pedagogista italiano


martedì 30 gennaio 2024

Pace - Gianni Rodari

Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.


Dopo la pioggia 

Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.

É bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta
questa sì che sarebbe festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.


Filastrocca corta e matta

Filastrocca corta e matta:
il porto vuole sposare la porta;
la viola studia il violino;
il mulo dice: “Mio figlio è il mulino”;
la mela dice: “Mio nonno è il melone”;
il matto vuole essere un mattone.

E il più matto della terra
sapete che vuole?
Fare la guerra!


Filastrocca in tutte le lingue

Filastrocca dimmi «sì»,
in francese dimmi «oui»,
in tedesco dimmi «ja»,
ed in russo dimmi «da».

Ogni uccello ha la sua canzone,
ha la sua lingua ogni nazione.

Ma le voci del lavoro
fan dappertutto lo stesso coro:
senti la falce e il rastrello,
il piccone ed il martello,
dal mattino fino alla sera,
di qua e di là dalla frontiera,
in tutte le lingue della terra
cantano insieme «Pace non guerra».

(pubblicata con lo pseudonimo di Lino Picco)


Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti?


21 Marzo

La prima rondine
venne iersera
a dirmi: "È prossima
la Primavera!
Ridon le primule
nel prato, gialle,
e ho visto, credimi,
già tre farfalle".

Accarezzandola
così le ho detto:
"Sì è tempo, rondine,
vola sul tetto!"

Ma perché agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un’altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.

La Pace, o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera.


Gianni Rodari (1920 – 1980), scrittore e pedagogista italiano

giovedì 8 dicembre 2022

Lo zampognaro

Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”
.

Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati,
più uno, per buon peso”
.

Se comandasse il pastore
dal presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
“Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”
.

Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

Gianni Rodari (1920 – 1980), scrittore e pedagogista italiano


sabato 24 ottobre 2020

Cos'è la felicità

Vorrei sapere in cosa consiste la felicità e se si può essere felici tutta la vita

Per essere sicuro di non sbagliare a rispondere, sono andato a cercare in un grosso vocabolario la parola «felicità» ed ho trovato che significa «essere pienamente contenti, per sempre o per un lungo tempo».
Ma come si fa ad essere «pienamente contenti», con tutte le cose brutte che ci sono al mondo, e con tutti gli errori che facciamo anche noi, ogni giorno dell’anno? Ho chiuso il vocabolario e l’ho rimesso in libreria, con molto rispetto perché è un vecchio libro e costa caro, ma ben deciso a non dargli retta. 
La felicità deve essere per forza qualche altra cosa, una cosa che non ci costringa ad essere sempre allegri e soddisfatti (e un po’ stupidi) come una gallina che si è riempita il gozzo. Forse la felicità sta nel fare le cose che possono arricchire la vita di tutti gli uomini; nell’essere in armonia con coloro che vogliono e fanno le cose giuste e necessarie. E allora la felicità non è semplice e facile come una canzonetta: è una lotta. Non la si impara dai libri, ma dalla vita, e non tutti vi riescono: quelli che non si stancano mai di cercare e di lottare e di fare, vi riescono, e credo possano essere felici per tutta la vita.

Il libro dei perché*

Gianni Rodari (1920 – 1980), scrittore e pedagogista italiano


*)  Insieme a "La posta dei perché", "Il libro dei perché" era una rubrica per bambini curata da Gianni Rodari su «L’Unità» dal 1955 al 1958.

Il treno degli emigranti


Onofrio Bramante, Emigranti (1976)

Non è grossa, non è pesante
la valigia dell’emigrante…

C’è un po’ di terra del mio villaggio
per non restare solo in viaggio…
Un vestito, un pane, un frutto,
e questo è tutto.

Ma il cuore no, non l’ho portato:
nella valigia non c’è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuol venire.

Lui resta, fedele come un cane,
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù…
ma il treno corre: non si vede più.

“Il treno delle filastrocche” (1952)

Gianni Rodari (1920 – 1980), scrittore e pedagogista italiano

domenica 18 ottobre 2009

L'anno nuovo

Indovinami, indovino 
tu che leggi nel destino: 
l'anno nuovo come sarà? 
Bello, brutto o metà e metà? 

"Trovo stampato nei miei libroni 
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto, 
un carnevale e un ferragosto, 
e il giorno dopo del lunedì 
sarà sempre un martedì. 

Di più per ora scritto non trovo 
nel destino dell'anno nuovo: 
per il resto anche quest'anno 
sarà come gli uomini lo faranno". 

 Gianni Rodari (1920 – 1980), scrittore e pedagogista italiano