Visualizzazione post con etichetta Aborto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aborto. Mostra tutti i post

sabato 28 febbraio 2026

Io no

C'è qualcuno che fa di tutto

Per renderti la vita impossibile.

C'è qualcuno che fa di tutto

Per rendere questo mondo invivibile.

...

Io no, io no, io no, io no!


C'è qualcuno che dentro a uno stadio

si sta ammazzando per un dialetto.

E c'è qualcuno che da quarant'anni

continua a dire che è tutto perfetto.


C'è qualcuno che va alla messa

e si fa anche la comunione

e poi se vede un marocchino per strada

vorrebbe dargliele con un bastone.


Ma a questo punto hanno trovato

un muro, un muro duro molto, molto duro.

A questo punto hanno trovato un muro

un muro duro, molto, molto duro

siamo noi, siamo noi, siamo noi, siamo noi!

...

E c'è qualcuno che in una pillola

cerca quello che non riesce a trovare

allora pensa di poter comprare

ciò che la vita gli può regalare.

Io no, io no, io no, io no!


Ci sono bimbi che non han futuro

perché magari qualcuno ha deciso.

Ci sono bimbi che non nasceranno

e se ne vanno dritti in Paradiso.

Perché da noi non c'è posto per loro

o solamente non erano attesi.

Ci sono bimbi che non nasceranno

Perché gli uomini si sono arresi.

...

Ma a questo punto hanno trovato un muro

un muro duro, molto, molto duro.

A questo punto hanno trovato un muro

un muro duro, molto, molto duro.

Siamo noi, siamo noi

siamo noi, siamo noi, siamo noi, siamo noi!

...

Oh ragazzi, so che è strano parlare 

di questa cosa mentre se balla,

ma anche quando sei in pista per ballare 

non bisogna mai smetti di pensare.

Che sono tanti le cose da cambierà e che bisogna cominciare

Siamo noi, siamo noi, siamo noi!

Vorrei vedere i fratelli africani

aver rispetto per quelli italiani.

Vorrei vedere i fratelli italiani

aver rispetto per quelli africani.

...per quelli americani.

...per quelli africani.

E quelli americani 

per quelli italiani.

Quelli milanesi per quelli palermitani, napoletani

Roma, Palermo, Napoli, Torino

Get down!


Siamo noi, siamo noi, get down!

C'è qualcuno che fa di tutto

Per renderti la vita impossibile

C'è qualcuno che fa di tutto

Per render questo mondo invivibile!

A questo punto hanno trovato un muro

Un muro duro, molto, molto duro

A questo punto hanno trovato un muro

Un muro duro, molto, molto duro

Siamo noi, siamo noi

...

Siamo noi, siamo noi

Con i piedi, con le mani

Con i piedi, con le mani

Con i piedi, con le mani

Con i piedi, con le mani

Get down!


Jovanotti




venerdì 25 ottobre 2024

Quando l'amore è esigente


Oslo, Svezia: l’11 dicembre del 1979, viene consegnato a Madre Teresa di Calcutta il premio Nobel per la Pace. Il premio viene assegnato alla fondatrice delle Suore Missionarie della Carità “per il lavoro compiuto per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace”.  
 
Poiché ci troviamo qui riuniti insieme penso che sarebbe bello per ringraziare Dio per il Premio Nobel per la Pace che pregassimo con una preghiera di San Francesco d'Assisi che mi sorprende sempre molto.
Noi diciamo questa preghiera ogni giorno dopo la Santa Comunione, perché è molto adatta a ciascuno di noi, e penso sempre che quattro, cinquecento anni fa quando San Francesco d'Assisi compose questa preghiera dovevano avere le stesse difficoltà che abbiamo oggi, visto che compose una preghiera così adatta anche a noi.
Penso che alcuni di voi ce l'abbiano già, dunque pregheremo insieme.
Ringraziamo Dio per l'opportunità che abbiamo tutti insieme oggi, per questo dono di pace che ci ricorda che siamo stati creati per vivere quella pace, e Gesù si fece uomo per portare questa buona notizia ai poveri.
Egli essendo Dio è diventato uomo in tutto eccetto che nel peccato, e ha proclamato molto chiaramente di essere venuto per portare questa buona notizia.
La notizia era pace a tutti gli uomini di buona volontà e questo è qualcosa che tutti vogliamo, la pace del cuore, e Dio ha amato il mondo tanto da dare suo Figlio – è stato un dono – è come dire che a Dio ha fatto male dare, perché ha amato tanto il mondo da dare suo Figlio, e lo dette alla Vergine Maria, e Lei allora che cosa fece?
Appena arrivò nella sua vita, fu subito ansiosa di darne la buona notizia, e appena entrò nella casa di sua cugina, il bambino – il bambino non ancora nato – il bambino nel grembo di Elisabetta, sussultò di gioia.
Era un piccolo bambino non ancora nato, fu il primo messaggero di pace.
Riconobbe il Principe della Pace, riconobbe che Cristo era venuto a portare una buona notizia per me e per te.
E se non fosse abbastanza – se non fosse abbastanza diventare uomo – Egli morì sulla Croce per mostrare quell'amore più grande, e morì per voi e per me e per quel lebbroso e per quell'uomo che muore di fame e per quella persona nuda nelle strade non solo di Calcutta ma dell'Africa, e New York, e Londra, e Oslo – e insistette che ci amassimo gli uni gli altri come Lui ci ha amato.
Lo abbiamo letto molto chiaramente nel Vangelo: "Amatevi come io vi ho amato, come io vi amo, come il Padre ha amato me così io amo voi", e tanto più forte il Padre lo ha amato, tanto da donarcelo, e quanto ci amiamo noi, noi pure dobbiamo donarci gli uni agli altri finché non fa male.
Non è abbastanza per noi dire: "Amo Dio, ma non amo il mio prossimo".
San Giovanni dice che sei un bugiardo se dici di amare Dio e non il prossimo.
Come puoi amare Dio che non vedi se non ami il prossimo che vedi, che tocchi, con cui vivi?
Così è molto importante per noi capire che l'amore, per essere vero, deve fare male.
Ha fatto male a Gesù amarci, gli ha fatto male.
E per essere sicuro che ricordassimo il suo grande amore si fece pane della vita per soddisfare la nostra fame del suo amore.
La nostra fame di Dio, perché siamo stati creati per questo amore.
Siamo stati creati a sua immagine.
Siamo stati creati per amare ed essere amati, ed Egli si è fatto uomo per permettere a noi di amare come Lui ci ha amato.
Egli è l'affamato, il nudo, il senza casa, l'ammalato, il carcerato, l'uomo solo, l'uomo rifiutato e dice: "L'avete fatto a me".
Affamato del nostro amore, e questa è la fame dei nostri poveri.
Questa è la fame che voi e io dobbiamo trovare, potrebbe stare nella nostra stessa casa.
Non dimentico mai l'opportunità che ebbi di visitare una casa dove tenevano tutti questi anziani genitori di figli e figlie che li avevano semplicemente messi in un istituto e forse dimenticati.
Sono andata là, ho visto che in quella casa avevano tutto, cose bellissime, ma tutti guardavano verso la porta.
E non ne ho visto uno con il sorriso in faccia.
Mi sono rivolta alla Sorella e le ho domandato: come mai?
Com'è che persone che hanno tutto qui, perché guardano tutti verso la porta, perché non sorridono?
Sono così abituata a vedere il sorriso nella nostra gente, anche i morenti sorridono, e lei disse: questo accade quasi tutti i giorni, aspettano, sperano che un figlio o una figlia venga a trovarli.
Sono feriti perché sono dimenticati – e vedete, è qui che viene l'amore.
Come la povertà arriva proprio a casa nostra, dove trascuriamo di amarci.
Forse nella nostra famiglia abbiamo qualcuno che si sente solo, che si sente malato, che è preoccupato, e questi sono giorni difficili per tutti.
Ci siamo, ci siamo per accoglierli, c'è la madre ad accogliere il figlio?
Sono stata sorpresa di vedere in occidente tanti ragazzi e ragazze darsi alle droghe, e ho cercato di capire perché, perché succede questo, e la risposta è: perché non hanno nessuno nella loro famiglia che li accolga.
Padre e madre sono così occupati da non averne il tempo.
I genitori giovani sono in qualche ufficio e il figlio va in strada e rimane coinvolto in qualcosa.
Stiamo parlando di pace.
Queste sono cose che distruggono la pace, ma io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l'aborto, perché è una guerra diretta, un'uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa.
E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: "Anche se una madre dimenticasse il suo bambino, io non ti dimenticherò.
Ti ho inciso sul palmo della mano".
Siamo incisi nel palmo della sua mano, così vicini a Lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio.
E quello che mi colpisce di più è l'inizio di questa frase, che "Persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare, io non ti dimenticherò".
E oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l'aborto.
E noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti.
Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto.
I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro?
Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre.
E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi.
Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla.
Per questo faccio appello in India, faccio appello ovunque.
Restituiteci i bambini, quest'anno è l'anno dei bambini.
Che abbiamo fatto per i bambini?
All'inizio dell'anno ho detto, ovunque abbia parlato ho detto: Quest'anno facciamo che ogni singolo bambino, nato o non nato, sia desiderato".
E oggi è la fine dell'anno, abbiamo reso ogni bambino desiderato?
Vi darò qualcosa di impressionante.
Stiamo combattendo l'aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia: Per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi".
Così ad ogni ora del giorno e della notte c'è sempre qualcuno, abbiamo parecchie ragazze madri.
Dite loro di venire: "Noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino, e troveremo una casa per il bambino".
E abbiamo un'enorme domanda da parte di famiglie senza bambini, per noi questa è una grazia di Dio.
Stiamo anche facendo un'altra cosa molto bella.
Stiamo insegnando ai nostri mendicanti, ai nostri lebbrosi, agli abitanti degli slum, alla nostra gente sulla strada, i metodi naturali di pianificazione familiare.
E solo in Calcutta in sei anni, nella sola Calcutta, abbiamo avuto 61.273 bambini in meno da famiglie che li avrebbero avuti, ma perché praticano questo metodo naturale di astinenza, di auto-controllo, con amore reciproco.
Insegniamo loro il metodo della temperatura che è molto bello, molto semplice, e la nostra povera gente capisce.
E sapete che cosa mi hanno detto?
"La nostra famiglia è sana, la nostra famiglia è unita, e possiamo avere un bambino ogni volta che vogliamo".
Così chiaro, quelle persone nelle strade, quei mendicanti, e io penso che se la nostra gente può farlo tanto più potete voi e tutti gli altri che potete conoscere i metodi e i mezzi senza distruggere la vita che Dio ha creato in noi.
I poveri sono grandi persone.
Possono insegnarci molte cose belle.
L'altro giorno uno di loro è venuto a ringraziare e ha detto: "Voi che avete fatto voto di castità siete le persone migliori per insegnarci la pianificazione familiare".
Perché non è altro che auto-controllo per amore reciproco.
E penso che abbiano detto una frase molto bella.
E queste sono persone che magari non hanno niente da mangiare, magari non hanno dove vivere, ma sono grandi persone.
I poveri sono persone meravigliose.
Una sera siamo uscite e abbiamo raccolto quattro persone per la strada.
Una di loro era in condizioni terribili e ho detto alle Sorelle: "Prendetevi cura degli altri tre, io mi occupo di questa che sembrava stare peggio".
Ho fatto per lei tutto quello che il mio amore poteva fare.
L'ho messa a letto, e c'era un tale meraviglioso sorriso sulla sua faccia.
Ha preso la mia mano e ha detto solo una parola: "Grazie", ed è morta.
Non ho potuto non esaminare la mia coscienza di fronte a lei, e mi sono chiesta cosa avrei detto al suo posto.
E la mia risposta è stata molto semplice.
Avrei provato ad attirare un po' di attenzione su di me, avrei detto che ho fame, che sto morendo, che ho freddo, dolore, o altro, ma lei mi ha dato molto di più.
Mi ha dato il suo amore riconoscente.
Ed è morta con il sorriso sul volto.
Come quell'uomo che abbiamo raccolto dal canale, mezzo mangiato dai vermi, e l'abbiamo portato a casa.
"Ho vissuto come un animale per strada, ma sto per morire come un Angelo, amato e curato".
Ed è stato così meraviglioso vedere la grandezza di quell'uomo che poteva parlare così, poteva morire senza accusare nessuno, senza maledire nessuno, senza fare paragoni.
Come un Angelo.
Questa è la grandezza della nostra gente.
Ed è per questo che noi crediamo che Gesù disse: "Ero affamato, ero nudo, ero senza casa, ero rifiutato, non amato, non curato, e l'avete fatto a me".
Credo che noi non siamo veri operatori sociali.
Forse svolgiamo un lavoro sociale agli occhi della gente, ma in realtà siamo contemplative nel cuore del mondo.
Perché tocchiamo il Corpo di Cristo ventiquattro ore al giorno.
Abbiamo ventiquattro ore di questa presenza, e così voi e io.
Anche voi provate a portare questa presenza di Dio nella vostra famiglia, perché la famiglia che prega insieme sta insieme.
E io penso che noi nella nostra famiglia non abbiamo bisogno di bombe e armi, di distruggere per portare pace.
Semplicemente stiamo insieme, amiamoci reciprocamente, portiamo quella pace, quella gioia, quella forza della presenza di ciascuno in casa.
E potremo superare tutto il male che c'è nel mondo.
C'è tanta sofferenza, tanto odio, tanta miseria, e noi con la nostra preghiera, con il nostro sacrificio iniziamo da casa.
L'amore comincia a casa, e non è quanto facciamo, ma quanto amore mettiamo in quello che facciamo.
Sta a Dio Onnipotente.
Quanto facciamo non ha importanza, perché Lui è infinito, ma quanto amore mettiamo in quello che facciamo.
Quanto facciamo a Lui nella persona che stiamo servendo.
Qualche tempo fa a Calcutta avemmo grande difficoltà ad ottenere dello zucchero, e non so come i bambini lo seppero, e un bambino di quattro anni, un bambino Hindu, andò a casa e disse ai suoi genitori: "Non mangerò zucchero per tre giorni, darò il mio zucchero a Madre Teresa per i suoi bambini".
Dopo tre giorni suo padre e sua madre lo portarono alla nostra casa.
Non li avevo mai incontrati prima, e questo piccolo riusciva a malapena pronunciare il mio nome, me sapeva esattamente che cosa era venuto a fare.
Sapeva che voleva condividere il suo amore.
E questo è perché ho ricevuto tanto amore da voi tutti.
Dal momento che sono arrivata qui sono stata semplicemente circondata da amore, da vero amore comprensivo.
Si percepiva come se ciascuno in India, ciascuno in Africa fosse qualcuno molto speciale per voi.
E mi sono sentita proprio a casa dicevo alla Sorella oggi.
Mi sento in Convento con le Sorelle come se fossi a Calcutta con le mie Sorelle.
Così completamente a casa qui, proprio qui.
E così sono qui a parlarvi.
Voglio che voi troviate il povero qui, innanzitutto proprio a casa vostra.
E cominciate ad amare qui.
Siate questa buona notizia per la vostra gente.
E informatevi sul vostro vicino di casa.
Sapete chi sono?
Ho avuto un'esperienza veramente straordinaria con una famiglia Hindu che aveva otto bambini.
Un signore venne alla nostra casa e disse: "Madre Teresa, c'è una famiglia con otto bambini, non mangiano da tanto tempo. Faccia qualcosa".
Così ho preso del riso e sono andata immediatamente.
E ho visto i bambini, i loro occhi luccicanti per la fame.
on so se abbiate mai visto la fame.
Ma io l'ho vista molto spesso
E lei prese il riso, lo divise, e uscì.
Quando fu tornata le chiesi: "Dove sei andata, che hai fatto?"
Lei mi dette una risposta molto semplice: "Anche loro hanno fame".
Quel che mi colpì di più fu che lei sapeva chi sono loro, una famiglia musulmana.
Lei lo sapeva.
Non portai più del riso quella sera perché volevo che godessero la gioia della condivisione.
Ma c'erano quei bambini, che irradiavano gioia, condividendo la gioia con la loro madre perché lei aveva amore da dare.
E vedete è qui che comincia l'amore: a casa …
Sono molto grata per quello che ho ricevuto.
È stata un'esperienza enorme e torno in India, tornerò la prossima settimana, il 15 spero, e potrò portare il vostro amore.
E so bene che non avete dato del vostro superfluo, ma avete dato fino a farvi male.
Oggi i piccoli bambini hanno, ero così sorpresa, c'è così tanta gioia per i bambini che hanno fame.
Che i bambini come loro avranno bisogno di amore e cura e tenerezza, come ne hanno tanto dai loro genitori.
Così ringraziamo Dio che abbiamo avuto questa opportunità di conoscerci, e questa conoscenza reciproca ci ha portati così vicini.
E potremo aiutare non solo i bambini indiani e africani ma potremo aiutare i bambini del mondo intero, perché come sapete le nostre Sorelle stanno in tutto il mondo.
E con questo premio che ho ricevuto come premio di pace, proverò a fare una casa per molti che non hanno una casa.
Perché credo che l'amore cominci a casa, e se possiamo creare una casa per i poveri, penso che sempre più amore si diffonderà.
E potremo mediante questo amore comprensivo portare pace, essere la buona notizia per i poveri.
I poveri della nostra famiglia per primi, nel nostro paese e nel mondo.
Per poter fare questo, le nostre Sorelle, le nostre vite devono essere intessute di preghiera.
Devono essere intessute di Cristo per poter capire, essere capaci di condividere.
Perché oggi c'è così tanto dolore.
Sento che la Passione di Cristo viene rivissuta ovunque di nuovo.
Siamo noi là a condividere questa Passione, a condividere questo dolore della gente.
In tutto il mondo, non solo nei paesi poveri, ma ho trovato la povertà dell'occidente tanto più difficile da eliminare.
Quando prendo una persona dalla strada, affamata, le do un piatto di riso, un pezzo di pane, l'ho soddisfatta.
Ho rimosso quella fame.
Ma una persona che è zittita, che si sente indesiderata, non amata, spaventata, la persona che è stata gettata fuori dalla società, quella povertà è così dolorosa e diffusa, e la trovo molto difficile.
Le nostre Sorelle stanno lavorando per questo tipo di persone nell'occidente.
Allora dovete pregare per noi affinché siamo capaci di essere questa buona notizia, ma non possiamo farlo senza di voi, lo dovete fare qui nel vostro paese.
Dovete arrivare a conoscere i poveri, magari la gente qui ha beni materiali, tutto, ma penso che se noi tutti cerchiamo nelle nostre case, quanto troviamo difficile a volte sia sorriderci reciprocamente, e che il sorriso è l'inizio dell'amore.
E così incontriamoci sempre con un sorriso, perché il sorriso è l'inizio dell'amore, e quando cominciamo ad amarci è naturale voler fare qualcosa.
Così pregate per le nostre Sorelle e per me e per i nostri Fratelli, e per i nostri Collaboratori che sono sparsi nel mondo.
Essi possono rimanere fedeli al dono di Dio, amarlo e servirlo nei poveri insieme con voi.
Quello che abbiamo fatto non avremmo potuto farlo se voi non lo aveste condiviso con le vostre preghiere, i vostri doni, questo continuo dare.
Ma non voglio che mi diate del vostro superfluo, voglio che mi diate finché vi fa male.
L'altro giorno ho ricevuto 15 dollari da un uomo che è stato sdraiato per venti anni, e l'unica parte che poteva muovere è la mano destra.
E l'unica cosa di cui gode è fumare.
E mi ha detto: non fumo per una settimana, e ti mando questi soldi.
Deve essere stato un sacrificio terribile per lui, ma guardate quanto è bello, come ha condiviso, e con quei soldi ho comprato del pane e l'ho dato a quelli che sono affamati con gioia da tutte e due le parti, lui stava dando e i poveri stavano ricevendo.
Questo è un dono di Dio per noi poter condividere il nostro amore con gli altri.
E fate come se fosse per Gesù.
Amiamoci gli uni gli altri come Egli ci ha amato.
Amiamo Lui con amore indiviso.
E la gioia di amare Lui e amarci gli uni gli altri, diamo ora, che Natale è così vicino.
Conserviamo la gioia di amare Gesù nei nostri cuori.
E condividiamo questa gioia con tutti quelli con cui veniamo in contatto.
E questa gioia radiosa è vera, perché non abbiamo motivo di non essere felici perché non abbiamo Cristo con noi.
Cristo nei nostri cuori, Cristo nel povero che incontriamo, Cristo nel sorriso che diamo e nel sorriso che riceviamo.
Facciamone un impegno: che nessun bambino sia indesiderato, e anche che ci accogliamo con un sorriso, specialmente quando è difficile sorridere.
Non dimentico mai qualche tempo fa circa quattordici professori vennero dagli Stati Uniti da diverse università.
E vennero a Calcutta nella nostra casa.
Stavano parlando e dicevano di essere stati alla casa per i morenti.
Abbiamo una casa per i morenti a Calcutta, dove abbiamo raccolto più di 36.000 persone solo dalle strade di Calcutta, e di questo grande numero più di 18.000 hanno avuto una bella morte.
Sono semplicemente andati a casa da Dio; e sono venuti nella nostra casa e abbiamo parlato di amore, di compassione, e poi uno di loro mi ha chiesto: "Madre, per favore ci dica qualcosa che possiamo ricordare".
E ho detto loro: "Sorridetevi gli uni gli altri, dedicatevi del tempo nelle vostre famiglie. Sorridetevi".
E un altro mi ha chiesto: "Sei sposata?", e ho detto: "Sì", e trovo a volte molto difficile sorridere a Gesù perché può essere molto esigente a volte.
Questo è qualcosa di vero, ed è là che viene l'amore, quando è esigente, e tuttavia possiamo darlo a Lui con gioia.
Come ho detto oggi, ho detto che se non vado in Cielo per qualcos'altro andrò in Cielo per tutta la pubblicità, perché mi ha purificata e sacrificata e resa veramente pronta ad andare in Cielo.
Penso che questo sia qualcosa, che dobbiamo vivere la nostra vita in modo bello.
Abbiamo Gesù con noi e Lui ci ama.
Se potessimo solo ricordarci che Gesù mi ama, e ho l'opportunità di amare gli altri come Lui ama me, non nelle grandi cose, ma nelle piccole cose con grande amore, allora la Norvegia diventerebbe un nido d'amore.
E quanto bello sarà che da qui sia stato dato un centro per la pace.
Che da qui esca la gioia per la vita dei bambini non nati.
Se diventate una luce bruciante nel mondo della pace, allora veramente il Nobel per la pace è un dono per il popolo norvegese.
Dio vi benedica!
Oslo, l'11 dicembre 1979

Madre Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu) (1910 - 1997), religiosa albanese, fondatrice della congregazione delle Missionarie della carità, Santa.

mercoledì 23 ottobre 2024

Aforismi Aborto


Mi hai tessuto nel grembo di mia madre...

Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre [...].

Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, ricamato nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi; erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati quando ancora non ne esisteva uno.

(Salmo 139,13.14-16)

Invece di bambino diciamo feto; invece di uccisione diciamo aborto; invece di vivisezione diciamo ricerca; invece di campi di sterminio diciamo cliniche per l'aborto. (Chuck Norris)

In molti casi... l'aborto non libera la donna tanto quanto libera il compagno, che sia suo marito o no, da fastidi e irritazioni, permettendogli di dare libero sfogo ai propri desideri sessuali senza assumersi gli obblighi che ne derivano: è una retrocessione piuttosto che un anticipo per le donne con riguardo agli uomini. (Giovanni Paolo I)

La distruzione dell'embrione nel grembo della madre è una violazione del diritto alla vita che Dio ha conferito a questa vita nascente... e questo non è altro che omicidio. (Dietrich Bonhoeffer)

Non fate la guerra, fate l'amore: con l'aborto libero si ottiene lo stesso numero di morti. (Guido Clericetti)

Abortisti non si nasce ma si diventa, se ti lasciano nascere. (Guido Clericetti)

Io sono contro ogni tipo di aborto. Mi pare che l'aborto sia un assassinio aggravato dal rapporto [fra la madre e il figlio che sceglie di non partorire]. Gliela dico in questi termini. Le piacerebbe conoscere Buenos Aires? Quando torno, la invito sul mio aereo. Che cosa succede mentre noi parliamo sul mio aereo? Io cambio idea e non voglio più che lei venga sul mio aereo. L'aereo è mio e di conseguenza io apro il portellone e le dico: "Si butti di sotto". Come lo chiama tutto ciò? È un assassinio. (Javier Milei, Presidente dell’Argentina)

Oggi il più grande mezzo – il più grande distruttore della pace è l’aborto [...]. Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre e spesso anche dei padri, potremmo aggiungere, specie quando non si assumono le loro responsabilità lasciando sole le donne con la loro terribile decisione. [...] è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché, se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa impedisce a me di uccidere te e a te di uccidere me? (Madre Teresa di Calcutta, Discorso per la consegna del Premio Nobel per la Pace, 1979) 

L’aborto non è un diritto, perché non ci possono essere diritti sulle vite degli altri. (Pier Giorgio Lignani)

Ho notato che tutti coloro che sono a favore dell'aborto sono nati. (Ronald Reagan)

Essere "Pro-Vita" sta diventando un insulto, mentre essere pro-morte suona moderno: ci stiamo suicidando. (Roberto Repole, Arcivescovo di Torino)

So che questa questione è molto controversa. Ma a meno che e finché non si possa dimostrare che un bambino non ancora nato non è un essere umano vivente, possiamo giustificare l'assumere senza prove che non lo sia? Nessuno ha ancora offerto tali prove; anzi, tutte le prove sono contrarie. (Ronald Reagan)

Dottore, mia moglie soffrirà abortendo?
- No, non molto.
- "E il bambino?



domenica 22 ottobre 2023

Ci alzeremo in piedi


Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata.

Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita.

Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata.

Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione

e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio.

Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio viene abbandonata all'egoismo umano.

e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale.

Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche.

e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell'individuo, ma anche per quello della società.

Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l'energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia.

Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine

e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto.


Testo tratto dall'omelia della Santa Messa celebrata Domenica, 7 Ottobre 1979, a Washington, Capitol Mall

Giovanni Paolo II / Karol Jozef Wojtyla (1920 - 2005), papa 

giovedì 29 settembre 2022

Si può fare di più

E se ti dico che anche oggi ho impedito a un bambino di finire nella fogna? 
Non sei contento? Non ti commuovi? Non fai salti di gioia? 
E se ti dico che - come già altre cento donne - anche sua madre mi sarà riconoscente per il resto della vita? 
Continuerai a chiamarmi medievale? A rimproverarmi di essere clericale e maschilista? 
Ma, dimmi, quanto vale per te una vita umana? Non vale almeno quanto la tua? 
E non dovremmo - tutti, tutti, tutti - fare il possibile per tentare di mettere insieme il diritto di autodeterminazione della donna e il diritto di nascere di un innocentissimo bambino? 
Si può fare di più. Basta volerlo. 

Don Maurizio Patriciello, prete italiano