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lunedì 30 gennaio 2023

Non iniziò con le camere a gas...

Non iniziò con le camere a gas. 
Non iniziò con i forni crematori. 
Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. 
Non iniziò con i 6 milioni di ebrei che persero la vita. 
E non iniziò nemmeno con gli altri 10 milioni di persone morte, tra polacchi, ucraini, bielorussi, russi, jugoslavi, rom, disabili, dissidenti politici, prigionieri di guerra, testimoni di Geova e omosessuali.

Iniziò con i politici che dividevano le persone tra “noi” e “loro”. 
Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione. 
Iniziò con promesse e propaganda, volte solo all’aumento del consenso. 
Iniziò con le leggi che distinguevano le persone in base alla “razza” e al colore della pelle. 
Iniziò con i bambini espulsi da scuola, perché figli di persone di un’altra religione. 
Iniziò con le persone private dei loro beni, dei loro affetti, delle loro case, della loro dignità. 
Iniziò con la schedatura degli intellettuali. 
Iniziò con la ghettizzazione e con la deportazione. 

Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca, con la convinzione che tutto questo fosse “normale”.

Se questo è un uomo

Primo Levi (1919 – 1987), scrittore, chimico e partigiano italiano

martedì 1 febbraio 2022

L'umanità ai tempi della pandemia



Manzoni non l’aveva vista, la peste, ma aveva studiato documenti su documenti. E allora descrive la follia, la psicosi, le teorie assurde sulla sua origine, sui rimedi. Descrive la scena di uno straniero (un “turista”) a Milano che tocca un muro del duomo e viene linciato dalla folla perché accusato di spargere il morbo. Ma c’è una cosa che Manzoni descrive bene, soprattutto, e che riprende da Boccaccio: il momento di prova, di discrimine, tra umanità e inumanità. Boccaccio sì che l’aveva vista, la peste. Aveva visto amici, persone amate, parenti, anche suo padre morire. 

E Boccaccio ci spiega che l’effetto più terribile della peste era la distruzione del vivere civile. Perché il vicino iniziava a odiare il vicino, il fratello iniziava a odiare il fratello, e persino i figli abbandonavano i genitori. La peste metteva gli uomini l’uno contro l’altro. Lui rispondeva col Decameron, il più grande inno alla vita e alla buona civiltà. 

Manzoni rispondeva con la fede e la cultura, che non evitano i guai ma, diceva, insegnavano come affrontarli. 

In generale, entrambi rispondevano in modo simile: invitando a essere uomini, a restare umani, quando il mondo impazzisce.

Errico Buonanno, giornalista e scrittore italiano 

giovedì 28 marzo 2019

Per questo Io ho avuto pietà di te!

Abu Bakr, il mistico di Bagdad, morì nel 945. Dopo la sua morte apparve in sogno a un amico che gli chiese: "Come ti ha trattato Dio?" Egli rispose: "Mi ha posto al suo cospetto e mi ha chiesto: 
- Abu Bakr, sai perché ti ho perdonato?
Risposi: causa delle mie buone azioni.
Lui disse: No. 
Io dissi: Perché ero sincero nella mia devozione.
Lui disse: No.
Io dissi: Grazie al mio pellegrinaggio e al mio digiunare e alle mie preghiere.
Lui disse: No, non per questo ti ho perdonato.
Io dissi: Grazie ai miei viaggi per acquisire sapere e perché mi sono recato presso i devoti.
Egli disse: No. 
Io dissi: Signore, queste sono le opere che conducono alla salvezza, esse ho posto sopra di tutto e compiendole pensavo che grazie ad esse mi avresti perdonato.
Egli disse: Eppure non ti ho perdonato per tutte queste cose! 
Io dissi: Perché allora, o Signore?
Lui disse: Ricordi quando camminando per le strade di Bagdad trovasti un gattino, che il freddo aveva reso debolissimo e che si muoveva da un muro all'altro per cercare riparo dal freddo e dalla neve e tu, preso da compassione, lo sollevasti e tenesti sotto la pelliccia che portavi, e così facendo lo proteggesti dal tormento del gelo?
Io dissi: Sì, lo ricordo.
Lui disse: Perché avesti pietà di quel gatto, per questo Io ho avuto pietà di te!" 

lunedì 18 dicembre 2017

Non è compito mio

Questa è la storia di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.

C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l'avrebbe fatto.

Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.

Qualcuno si arrabbiò perché era un lavoro di Ognuno.

Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno capì che Ognuno non l'avrebbe fatto.

Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

venerdì 10 dicembre 2010

Caino chi è

Come lo struzzo nascondi la testa
dentro la sabbia.
Nelle tue orecchie ci hai messo il cotone,
fa troppo rumore chi muore di fame.
Strappa la benda che ti copre gli occhi,
alza lo sguardo dai tuoi ginocchi,
apri il tuo cuore e stammi a sentire
scusami, sai, ma te lo voglio dire.

Caino sei tu!

Quando vieni a sapere che ogni giorno nel mondo
centomila bambini sono morti piangendo
per la sete e la fame, se non provi vergogna

Caino sei tu!

Quando scansi il tuo piatto di melone e prosciutto
poi con aria indolente butti via quasi tutto

Caino sei tu!

Quando cambi canale perché il telegiornale
sta dicendo che un ago ha deciso una croce in più...
Certamente non è colpa tua,
io ripeto non è colpa mia.
Si sta troppo bene all'ombra
dell'ipocrisia!

Caino chi è?

Come gli struzzi mettiamo la testa
dentro la sabbia

Caino chi è?

A chi chiede pane, mandiamo un cannone,
è questo lo slogan di ogni nazione.
Strappa la benda che ti copre gli occhi,
l'allodola muore se va contro gli specchi.
Apri il tuo cuore e pensaci su,
se il mondo va male hai colpa pure tu.

Caino chi è?

Quando vieni a sapere che in un posto del mondo
c'è qualcuno che vende un figlio piangendo
e non provi vergogna di stare quaggiù.

Caino sei tu!

Se nessuno reclama di una legge balorda
e la gente ogni giorno diventa più sorda.

Caino chi è?

Questo nostro paese, così dolce e cortese,
che permette di tutto in nome della civiltà,
luci rosse - aborto - eutanasia...
Distraiamoci con fantasia,
si sta troppo bene all'ombra
dell'ipocrisia.

Caino chi è?
Caino chi è?

Marcello Marocchi, compositore italiano

venerdì 5 marzo 2010

Superficialità

La nave è in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani.

Diario

Soren Kierkegaard (1813 - 1855), filosofo e teologo danese

martedì 17 novembre 2009

Un giorno vennero a prendere me

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertholt Brecht (1898 - 1956), drammaturgo, poeta e regista tedesco