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lunedì 2 marzo 2009

Nel dolore spero

Signore, ho l'anima piena di amarezza
e rischio di essere sopraffatto dallo sconforto.
Dammi la forza di accettare questa sofferenza
che mi fa partecipe della tua passione e del tuo dolore.
E se in un istante di debolezza
mi dovesse sfuggire un gesto di rivolta,
protestando la mia innocenza,
ricordami, o Signore, che tu stesso,
pur essendo infinitamente buono,
sei stato crocifisso.
Rinnova in me il coraggio di affrontare
quanto mi riserva la legge misteriosa del dolore,
che giorno dopo giorno
va restaurando nel mondo
la forza di vivere e sperare.
P. Giacomo Perico, Gesuita (1911 - 2000)

domenica 1 marzo 2009

Se mi ami non piangere!

Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli al confronto.
Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso, alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!
Resta con noi, Signore, (2001) Ed. San Paolo
Giacomo Perico, presbitero gesuita (1911 - 2000)

Signore, ho bisogno di amarti

Signore, devo riconoscere che non sei ancora nella mia vita,
come lo sono gli amici più cari.
Eppure tu mi hai amato prima ancora che io entrassi nel tempo.
Talvolta, mi capita di chiamarti con istintiva sincerità;
ma lo è quasi sempre nei momenti più duri,
quando mi sento travolto dai fatti.
Poi, via via, la tua figura sfuma tra le cose e quasi sparisce.
Ciò che più mi sorprende
è l'indifferenza che a tratti mi assale nei tuoi confronti:
e allora mi diventa difficile pregare,
mi sanno di eccessiva durezza perfino le tue leggi di vita.
Signore, ho bisogno di amarti di più.
Metti dentro di me l'idea che la mia vita è nelle tue mani,
e che tu l'amministri in ogni istante con squisite attenzioni di affetto.
Metti in cima ai miei pensieri la certezza
che sei tu la "ragione prima" del mio esistere.
Signore, ho bisogno di amarti anche perché sono peccatore;
la tua divina fantasia di soccorso supera di gran lunga la mia fragilità.
Ripetimi la parabola della pecora smarrita:
la porterò con me come se fosse la mia piccola povera storia.
Sono felice che tu stesso me l'abbia raccontata.

P. Giacomo Perico, Gesuita (1911 - 2000)