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giovedì 22 ottobre 2026

Se potessi ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto

Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ci ho pensato un po’ su e... potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno ed ascoltato di più. 

Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta. 

Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso. 

Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza. 

Non avrei mai preteso in un giorno di estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega. 

Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L’avrei consumata io a forza di accenderla.

Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d’erba sui vestiti. 

Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita. 

Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito. 

Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro, quasi che, mancando io dall’ufficio, il mondo si sarebbe fermato. 

Invece di non vedere l’ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo. 

A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: “Su, su, basta. Va a lavarti che la cena è pronta”.

Avrei detto più spesso: “Ti voglio bene”... ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto... lo guarderei fino a vederlo veramente... lo vivrei... e non lo restituirei mai più.


Erma Louise Bombeck (1927 – 1996), scrittrice americana


sabato 4 gennaio 2025

Signore, non ho tempo...

Sono uscito, Signore: 

fuori tutti andavano, venivano,

camminavano, correvano. 

Correvano le bici, le macchine, 

i camion, la strada, la città, tutti...

“Arrivederci, scusi... non ho tempo!” 

“Termino questa lettera perché non ho tempo!”

“Avrei voluto aiutarti... ma non ho tempo!”

Non posso accettare perché non ho tempo!

Non posso riflettere, leggere, non ho tempo!

Vorrei pregare, ma non ho tempo!

Tu comprendi Signore, vero? ...non abbiamo tempo! 

Il bambino gioca: non ha tempo subito ...più tardi! 

Lo scolaro deve fare i compiti: non ha tempo ...più tardi! 

Lo studente ha un sacco di lavoro: non ha tempo ...più tardi! 

Il giovane ha gli allenamenti da fare: non ha tempo ...più tardi! 

Lo sposo novello ha la casa da arredare: non ha tempo ...più tardi!

Il padre di famiglia ha i bambini: non ha tempo ...più tardi! 

I nonni hanno i nipotini: non hanno tempo ...più tardi! 

Sono malati! Hanno le loro cure: ...non hanno tempo ...più tardi!

Sono moribondi, non hanno ...troppo tardi ...non hanno più tempo!

Signore, tu che sei fuori del tempo 

sorridi nel vederci lottare col tempo. 

Tu sai quello che fai e non ti sbagli quando distribuisci il tempo agli uomini. 

Stasera ti chiedo di fare coscienziosamente nel tempo che tu mi dai, 

quello che Tu vuoi che io faccia!


Meo Bessone (1948 - 2020), presbitero cattolico italiano


venerdì 16 febbraio 2024

Tu non sei

Tu non sei i tuoi anni,
né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.

Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici.

Sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,

sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa.

Sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.

Sei fatta di così tanta bellezza,
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.


Not

You are not your age,
nor the size of clothes you wear,
You are not a weight,
or the color of your hair.

You are not your name,
or the dimples in your cheeks.
You are all the books you read,
and all the words you speak.

You are your croaky morning voice,
and the smiles you try to hide.
You’re the sweetness in your laughter,
and every tear you’ve cried.

You’re the songs you sing so loudly
when you know you’re all alone.
You’re the places that you’ve been to,
and the one that you call home.

You’re the things that you believe in,
and the people whom you love.
You’re the photos in your bedroom,
and the future you dream of.

You’re made of so much beauty,
but it seems that you forgot
When you decided that you were defined
by all the things you’re not.

Erin Hanson, poetessa australiana

sabato 3 settembre 2022

Adesso non ho tempo


Adesso non ho tempo, 
devo andare in bicicletta. 
Tanto Dio aspetta. 

Lavoro giorno e notte, 
mi devo riposare.
Dio può aspettare. 

Io devo andare a scuola, 
ho tanto da studiare. 
Poi c’è la palestra, 
ci devo proprio andare.
Dio può aspettare. 

Godiamoci la vita, 
ancora non c’è fretta.
Tanto Dio aspetta. 

Il tempo di fumare 
un’altra sigaretta. 
Tanto Dio aspetta. 

Ma il tempo se ne va 
e di noi non ha pietà.
Presto il conto chiederà 
della nostra libertà.

“Caino chi è?” (Edizioni Paoline, 1987)

Marcello Marocchi, cantautore e compositore italiano


mercoledì 2 ottobre 2019

Il nostro tesoro è la felicità


Discorso pronunciato da José “Pepe" Mujica, Presidente dell’Uruguay, alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, il 21 giugno 2012.

“Ringrazio gli organismi e le autorità provenienti da tutte le latitudini. Molte grazie anche al popolo brasiliano e alla sua Presidente, Dilma Rousseff. Ringrazio la buona fede che, sicuramente, hanno manifestato tutti gli oratori che mi hanno preceduto.

Come governanti, siamo l’espressione dell’intima volontà di avallare tutti gli accordi che questa nostra, povera, umanità possa sottoscrivere. Tuttavia, permettiamo a noi stessi di farci qualche domanda a voce alta.

Per tutto il pomeriggio si è parlato di sviluppo sostenibile, di togliere le immense masse dalla povertà. Ma cosa aleggia nelle nostre menti? Forse l’attuale modello di sviluppo e di consumo delle società ricche? Mi faccio questa domanda: che succederebbe a questo pianeta se gli indiani possedessero la stessa proporzione di automobili per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno ci rimarrebbe da respirare?

Sarò più chiaro: il mondo ha oggi gli elementi naturali per fare in modo che sette o otto milioni di persone possano avere lo stesso livello di consumo e di spreco che hanno le più opulente società occidentali? Sarà mai possibile? O dovremo forse, un giorno o l’altro, cambiare tipo di discussione?

Perché abbiamo creato un civiltà, quella in cui viviamo, figlia del mercato, figlia della concorrenza e che ha generato un progresso materiale portentoso ed esplosivo. Ma ciò che è nato come economia di mercato, è diventato società di mercato. E ci ha offerto questa globalizzazione, che significa doversi occupare per tutto il pianeta.

Stiamo governando la globalizzazione o è la globalizzazione a governarci? È possibile parlare di solidarietà e di unione in un’economia basata su una concorrenza spietata? Fino a dove arriva la nostra fratellanza?

Quello che dico non vuol negare l’importanza di questo evento. Al contrario: la sfida che abbiamo davanti è di una magnitudo di carattere colossale e la grande crisi non è ecologica, è politica. Oggi l’uomo non governa le forze che ha scatenato, ma sono quelle forze che governano l’uomo e la nostra vita.

Perché non siamo venuti al mondo per svilupparci soltanto, così, in termini generali, ma veniamo alla vita per cercare di essere felici. Perché la vita è corta e se ne va. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare! Però se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare di più, allora la società del consumo ne è il motore.

Perché in definitiva, se il consumo si paralizza o si blocca, si rallenta l’economia, e se si rallenta l’economia appare il fantasma della stagnazione per ognuno di noi. Ma è proprio l’iperconsumo che sta aggredendo il pianeta, e quel iperconsumo genera cose che durano poco, perché bisogna vendere molto.

E allora una lampadina elettrica non può durare più di 1000 ore accesa, però esistono lampadine che possono durare 100mila–200mila ore accese! Però non si possono produrre perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e sostenere una civiltà dell’usa e getta, e così ci troviamo in un circolo vizioso.

Questi sono problemi di carattere politico che ci stanno indicando che è ora di iniziare a lottare per un’altra cultura. Non si tratta di voler ritornare all’uomo delle caverne, né di erigere un monumento al passato, e tuttavia non possiamo continuare ad essere indefinitamente governati dal mercato, ma dobbiamo governare noi il mercato.

Per questo dico che il problema è di carattere politico. Gli antichi pensatori – Epicuro, Seneca, gli Aymara – dicevano: “Povero non è colui che possiede poco; povero è, in realtà, colui che ha infinitamente bisogno di molte cose, colui che desidera, desidera, desidera, ancora e ancora”. Questa è una chiave di lettura di carattere culturale.

Voglio dunque salutare lo sforzo, gli accordi che si stringono e, come Presidente, accompagnerò tutto questo. E li appoggerò, come governante. So che alcune delle cose che sto dicendo “stridono”, ma dobbiamo renderci conto che la crisi dell’acqua e dell’aggressione all’ambiente non sono una causa. La causa è il modello di civiltà che abbiamo costruito e ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere.

Appartengo ad un piccolo paese molto ben dotato di risorse naturali per vivere. Nel mio paese vivono poco più di 3 milioni di persone e ci sono 13 milioni di vacche, delle migliori al mondo. E 10 milioni di capre stupende. Il mio paese è esportatore di cibo, latticini, carne. È un territorio pianeggiante con quasi il 90% del territorio fertile.

I miei compagni lavoratori hanno lottato molto per le otto ore di lavoro e adesso stanno per ottenerne sei! Però chi ha le sei ore, si trova un altro lavoro, e quindi lavora più di prima. E perché? Perché deve pagare una serie di rate: per la moto, l’automobile. E così paga e paga rate finché si ritrova essere vecchio e reumatico, come me, a cui se ne è andata la vita.

Allora viene da chiedersi: è questo il destino della vita umana? Queste cose che dico sono molto elementari. Lo sviluppo non può andare contro la felicità, ma deve essere a favore della felicità umana, dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, delle cure ai figli, dell’avere amici, dell’avere il necessario. Proprio così, perché il tesoro più importante che abbiamo è la felicità. Quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente naturale si chiama “felicità umana”. Grazie.”

*  *  *

La mia idea di felicità è soprattutto anticonsumistica. Hanno voluto convincerci che le cose non durano e ci spingono a cambiare ogni cosa il prima possibile. Sembra che siamo nati solo per consumare e, se non possiamo più farlo, soffriamo la povertà. Abbiamo un senso di frustrazione, ci auto-marginalizziamo.
Abbiamo sacrificato i vecchi Dei immateriali e ora stiamo occupando il tempio del Dio-Mercato. Lui organizza la nostra economia, la nostra politica, le nostre abitudini e ci fornisce mutui e carte di credito che ci danno un’apparente felicità. Ma nella vita è più importante il tempo che possiamo dedicare a ciò che ci piace, ai nostri affetti e alla nostra libertà. E non quello in cui siamo costretti a guadagnare sempre di più per consumare sempre di più. Non faccio nessuna apologia della povertà, ma soltanto della sobrietà. 
Credo che l'uomo impari molto di più dalle avversità, purché non lo distruggano, che dalla prosperità. Impari con ciò che vivi, non con ciò su cui contano. Impari di più dal dolore e non dai trionfi. Non sono il Presidente più povero. Il più povero è colui che ha bisogno di tanto per vivere.

José Mujica, Presidente dell'Uruguay (2010 - 2015)

domenica 16 giugno 2019

Tu non sei i tuoi anni


Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

Erin Hanson, scrittrice statunitense

martedì 5 febbraio 2019

Poesia della felicità


Per stimare il valore di un anno,
chiedi a uno studente che non ha superato gli esami finali.

Per stimare il valore di un mese,
chiedi a una madre che ha partorito con un mese di anticipo.

Per stimare il valore di una settimana,
chiedi al redattore di un settimanale.

Per stimare il valore di un'ora,
chiedi agli innamorati che aspettano di vedersi.

Per stimare il valore di un minuto,
chiedi a qualcuno che ha perso il treno, il bus o l'aereo.

Per stimare il valore di un secondo,
chiedi a qualcuno che è sopravvisuto ad un incidente.

Per stimare il valore di un millesimo di secondo,
chiedi a qualcuno che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d´argento.

Il tempo non aspetta nessuno.

Vivi con gioia ogni momento che ti resta,
perché esso è prezioso.

Dividilo con una persona particolare ed esso avrà più valore.

La felicità ci è donata: dona agli altri ciò che hai ricevuto.

Donala a chiunque senza distinzioni, senza sperare che contraccambino.

Qualcosa di buona nascerà in te: aumenterà la gioia perchè l'hai condivisa.


domenica 11 novembre 2018

Le tre ultime volontà di Alessandro Magno


Alessandro Magno (356 - 323 a.C.)*, in punto di morte, convocò i suoi fidati generali per dettare loro le sue ultime volontà.

"Ho tre precisi desideri da esprimervi - disse - che la mia bara sia trasportata a spalle da nessun altro se non dai medici che non hanno saputo guarirmi;
che i tesori, gli ori e le pietre preziose conquistate ai nemici vengano sparse e disseminate a vantaggio del popolo, lungo la strada che porta alla mia tomba;
che le mie mani siano lasciate penzolare fuori della bara alla chiara vista di tutti".

Uno dei generali, scioccato da queste strane ed inaudite ultime volontà del grande condottiero, chiese ad Alessandro: "Sire, qual è mai il motivo di tutto questo?"

L’imperatore, con la voce ormai bassa e tremula, gli rispose: "Voglio che siano solo i medici a portarmi all'ultima mia dimora, per dimostrare a tutti che non hanno alcun potere di fronte alla malattia e alla morte.
Voglio il suolo pubblico ricoperto dai miei tesori, perché la gente umile ne tragga qualche vantaggio, ma soprattutto per ricordare a tutti che i beni materiali, qui conquistati, qui restano.
Voglio le mie mani penzolanti al vento, perché la gente capisca che a mani vuote veniamo alla vita e a mani vuote andiamo via".
*    *    *
Nella nostra vita ciò che abbiamo di più prezioso è il tempo e il miglior regalo che possiamo fare a qualcuno è, dunque, quello di dedicargli il nostro tempo. 
Possiamo conquistare, possiamo costruire case e palazzi, possiamo dipingere più quadri e scrivere più romanzi, possiamo accumulare più ricchezze, ma non possiamo produrre più tempo.
É per questo che, quando dedichiamo quel po' del nostro tempo a una persona che amiamo, a chi ha bisogno di noi, a comprendere e rispettare gli altri, le creature, l'ambiente, compiamo una grande opera.


*) L'aneddoto è semplicemente attribuito al grande imperatore macedone poichè non ci sono elementi fondati per affermarlo con certezza. 

lunedì 6 febbraio 2017

Carpe diem

Non chiedere,
non è concesso saperlo, Leuconoe,
il destino che a me e a te hanno dato gli dei;
non consultare i calcoli dei Caldei:
quant’è meglio accettare ciò che sarà,
sia che Giove ci abbia assegnato molti inverni,
o per ultimo questo che logora il mare Tirreno contro gli scogli;
sii saggia,
filtra il vino e tronca nel breve spazio le troppo lunghe speranze;
mentre parliamo,
sarà già fuggito il tempo invidioso:
cogli l’attimo e affidati meno che puoi al domani.

Orazio [Quinto Orazio Flacco] (65 a.C. – 8 a.C.), poeta e scrittore romano

Il tempo è

Il tempo è
troppo lento per coloro che aspettano,
troppo rapido per coloro che temono,
troppo lungo per coloro che soffrono,
troppo breve per coloro che gioiscono;
ma per coloro che amano,
il tempo non è.

Henry Van Dyke (1852 – 1933), scrittore e insegnante statunitense

E l’amore guardò il tempo e rise

E l’amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.

Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.

Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.

Luigi Pirandello (1867 – 1936), drammaturgo, scrittore e poeta italiano

Ti auguro tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita!

Dedicato a te, 1987
[ in: "Dir zugedacht", Wunschgedichte, München, Ed. Don Bosco, 2014, 22 ed. ]

Elli Michler (1923 – 2014), poetessa tedesca

[ © Don Bosco Medien GmbH, München | www.ellimichler.de  ]

martedì 22 novembre 2016

Il futuro è aperto e dipende da noi



La storia termina con il presente giorno. Noi possiamo imparare da essa; il futuro, tuttavia, non è mai un prolungamento del passato, e nemmeno una sua estrapolazione. Il futuro non esiste ancora; ed esattamente qui sta la nostra grande responsabilità: che noi possiamo influenzare il futuro, che possiamo fare di tutto per renderlo migliore. A questo scopo dobbiamo far uso di tutto quello che abbiamo imparato dal passato; e una cosa molto importante che dovremmo avere imparato è di essere modesti.

Il futuro è aperto. Esso non è predeterminato. Di conseguenza, nessuno lo può prevedere - eccetto che per caso. Le possibilità che giacciono nel futuro, si tratti di possibilità buone o cattive, sono imprevedibili. Quando dico che "l'ottimismo è dovere", questo non implica soltanto che il futuro è aperto, ma anche che noi tutti lo plasmiamo attraverso quello che facciamo: noi tutti siamo corresponsabili per quello che sarà.

Tutta la vita è risolvere i problemi, Milano, Ed. Rusconi 1996, p. 285 e 297

Il futuro è molto aperto e dipende da noi, da noi tutti.
Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani.
E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori.
Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte.

La lezione di questo secolo, Venezia, Ed. Marsilio, 1992

Karl Popper (1902 – 1994), filosofo e epistemologo austriaco

martedì 27 settembre 2016

Come la sabbia tra le dita


Il tempo scivola via 
come la sabbia tra le dita,
restano granelli di ricordi 
incastrati fra cuore e anima.

Nel suo passare via ne comprendi il senso;
a volte con sollievo, spesso con tormento.
Si intrecciano passato e presente,
i sogni belli con quelli brutti.

Conta i granelli, sono davvero tanti.
Trafiggono il cuore, feriscono l'anima.
Portano sollievo e qualche rimpianto.
Poi ne guardi il cuore, ne senti il profumo.

Volta pagina, 
non è finita.
Tra i ricordi ieri e quelli di domani
vivi il presente.

Silvana Stremiz, poetessa e scrittrice italiana 

Insegnami il tempo

Dio mio,
insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai
e ad impiegarlo bene, senza sciuparne.

Insegnami a prevedere senza tormentarmi,
insegnami a trarre profitto dagli errori passati,
senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.

Insegnami ad immaginare l'avvenire
senza disperarmi che non possa essere
quale io l'immagino.

Insegnami a piangere sulle mie colpe
senza cadere nell'inquietudine.

Insegnami ad agire senza fretta,
e ad affrettarmi senza precipitazione.

Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,
la serenità al fervore, lo zelo alla pace.

Aiutami quando comincio,
perché è  proprio allora che io sono debole.

Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,
e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.

Fa' che io ami il tempo
che tanto assomiglia alla Tua grazia
perché esso porta tutte le opere alla loro fine
e alla loro perfezione
senza che noi abbiamo l'impressione
di parteciparvi in qualche modo.

Jean Guitton (1901 – 1999), filosofo e scrittore francese

martedì 3 giugno 2014

Aforismi Tempo


Ho chiesto al tempo: "qual è la soluzione?"
Mi ha risposto: "lasciami passare!"

L'uomo misura il tempo. Il tempo misura l'uomo.

Bello non è il tempo più lungo ma quello più intenso.

Il tempo risponde alle tue domande, 
oppure fa in modo che non ti interessino più le risposte.

Tempora mutantur et nos mutamur in illi / I tempi cambiano e noi cambiamo con loro. [ Il periodo storico in cui ciascuno vive, ne influenza la formazione e l'evoluzione ]

Che cos'è il tempo? Se non me lo chiedi lo so; ma se invece mi chiedi che cosa sia il tempo, non so rispondere. (Sant'Agostino)

Non aspettate 'l tempo
perocchè 'l tempo non aspetta voi. (Santa Caterina da Siena)

Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria (Non c'è dolore più grande che ricordare il tempo felice quando si è miseri). (Dante, Divina Commedia, Inferno 5, 123)

Nella modalità dell’avere, il tempo diviene il nostro dominatore. Nella modalità dell’essere, il tempo è detronizzato, cessa di essere l’idolo che governa la nostra vita. Nella società industriale, il tempo domina sovrano. (Erich Fromm, Avere o essere?)

Nell'Apocalisse l’angelo giura che il tempo non esisterà più. È molto giusto, preciso, esatto. Quando tutto l’uomo raggiungerà la felicità, il tempo non esisterà più, perché non ce ne sarà più bisogno. È un’idea giustissima. Dove lo nasconderanno? Non lo nasconderanno in nessun posto. Il tempo non è un oggetto, è un’idea. Si spegnerà nella mente. (Fëdor Dostoevskij, I demoni)

Il tempo non si ferma ad ammirare la gloria: se ne serve e passa oltre. (François-René de Chateaubriand)

Tempus tantum nostrum est / Il tempo è l’unica cosa che abbiamo. (Lucio Anneo Seneca)

Dum loquimur fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero / Mentre parliamo il tempo è già in fuga, come se provasse invidia di noi. Quindi cogli l’attimo sperando il meno possibile nel domani. (Quinto Orazio Flacco)

Ci dissi lu surci a la nuci: Dammi tempu ca ti perciu! Rispunni la nuci a lu surci: 'chiu tempu passa e 'chiù dura mi fazzu! / Disse il topo alla noce: dammi tempo che prima o poi riuscirò ad aprirti! Rispose la noce al topo: più tempo passa e più dura mi faccio! (Proverbio siciliano) 

Il tempo galoppa, la vita sfugge tra le nostre mani. Ma può sfuggire come sabbia o come semente. (Thomas Merton)

Omnia fert aetas, animum quoque / Il tempo porta via tutto, anche la memoria. (Virgilio, Bucoliche, Egloga IX, 51)

Il tempo


Per scoprire il valore di un anno, chiedi a uno studente che e' stato bocciato all'esame finale.
Per scoprire il valore di un mese, chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
Per scoprire il valore di una settimana, chiedi all'editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un'ora, chiedi agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
Per scoprire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.
Per scoprire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedi ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.
Il tempo non aspetta nessuno.
Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore. Condividilo con una persona speciale e diventerà ancora più importante.

(anonimo)

lunedì 7 gennaio 2013

Ventiquattro ore d’oro



“Ogni giorno ti vengono consegnate ventiquattro ore d’oro;
sono tra le poche cose che,
su questa terra,
ti sono date gratuitamente.
Se anche possedessi montagne di denaro,
non potresti comprare neanche un’ora aggiuntiva.
Che cosa farai con questo tesoro inestimabile?
Rammenta, devi usarle,
poichè ti vengono concesse una sola volta.
E, se le sprechi,
non potrai recuperarle.
L’importanza di una vita felice non può essere esagerata.
Pensa a ogni singolo giorno come a una cosa senza prezzo.
Se ne prendi una serie e li metti tutti in fila,
otterrai un anno;
se raggruppi più anni,
avrai un’intera esistenza,
fatta di amore,
felicità, onestà,
speranze e sogni”.
da: Il bambino che imparò a colorare il buio
N. Sparks e B. Mills

martedì 1 gennaio 2013

Che cos'è il tempo?


Che cos'è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so più. E tuttavia io affermo tranquillamente di sapere che se nulla passasse non ci sarebbe un passato, e se nulla avvenisse non ci sarebbe un avvenire, e se nulla esistesse non ci sarebbe un presente. Ma allora in che senso esistono due di questi tempi, il passato e il futuro, se il passato non è più e il futuro non è ancora? Quanto al presente, se fosse sempre presente e non trascorresse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità. Se dunque il presente, per far parte del tempo, in tanto esiste in quanto trascorre nel passato, in che senso diciamo che esiste anch'esso? Se appunto la sua sola ragion d'essere è che non esisterà: in fondo è vero, come noi affermiamo, che il tempo c'è solo in quanto tende a non essere.
Le Confessioni, libro XI
Agostino di Ippona (354 – 430), vescovo, santo



mercoledì 7 settembre 2011

"Gesù, quassù non succede niente!"


"Gesù - diceva Don Camillo al Cristo dell’altare maggiore - è una malinconia da impazzire: quassù non succede niente!"
"Non capisco,-  rispondeva sorridendo il Cristo crocifisso - ogni mattina il sole nasce e ogni sera tramonta, vedi miliardi di stelle ruotare sul tuo capo ogni notte, l’erba spunta nei prati, il tempo continua il suo giro, Dio è presente e si manifesta a ogni istante e in ogni dove. Mi pare che succedano molte cose, Don Camillo. Mi pare che succedano le cose più importanti!".

Giovannino Guareschi (1908 - 1968), giornalista, umorista e scrittore italiano