A cosa serve studiare il greco a scuola?
A niente.
Non ci ordini il caffè ad Atene.
Non lo metti sul CV per fare il social media manager.
Serve a un'altra cosa più pericolosa.
Serve a capire che dietro una parola c'è un mondo.
Che crisi non significa disastro, ma scelta, momento in cui si decide.
Che scuola non era un edificio, ma scholé, tempo libero per pensare.
Che nostalgia è il dolore del ritorno.
Serve a non farti fregare.
Quando sai da dove vengono le parole, capisci quando vengono usate a sproposito. Democrazia, demagogia, etica, logica, politica le usiamo tutti i giorni. Il greco ti dice cosa significano davvero.
E serve come palestra.
Tradurre dal greco è smontare un orologio con cento ingranaggi senza perdere un pezzo.
Ti allena alla pazienza, al ragionamento, a stare nel dubbio che è esattamente quello che ci serve oggi, nell'epoca delle risposte pronte di 10 secondi.
Il greco antico serve perché qualcuno, 2500 anni fa si è già chiesto tutto quello che ci stiamo chiedendo noi. Chi siamo, cosa è giusto, cos'è la felicità, perché soffriamo. Ha scritto tragedie, non post motivazionali.
Non studiamo il greco perché è morto. Lo studiamo perché noi, senza quelle domande, non saremmo mai nati.
Studiare il greco non ti servirà a fare più soldi, ti servirà a capire per cosa vale la pena spenderli.