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mercoledì 9 ottobre 2024

A che punto è la notte?


A che punto è la notte?

- ho chiesto alle ombre

che osavano violare il cupo silenzio.

A che punto è la notte?

- ho gridato alle stelle

e a una falce di luna.

Sperando nel vento

ho implorato:

A che punto è la notte?

Ma nulla ha tradito

il velluto di quiete.

Invece che vagare

per sentieri scoscesi

una preghiera è salita dal cuore:

Ave Maria,

il Signore è con te.

Con te è venuto il Figlio di Dio

e ha acceso il mio giorno.


Giovanni della Croce (1540 - 1591), al secolo Juan de Yepes Álvarez, santo, presbitero e poeta spagnolo, cofondatore dell'Ordine dei Carmelitani scalzi

domenica 21 aprile 2024

I due asinelli


Alla grotta di Betlemme arrivarono, arrancando, anche due asinelli. Erano stanchi e macilenti. Le loro groppe erano spelacchiate, piagate dai pesanti sacchi che il mugnaio loro padrone, caricava quotidianamente e dai colpi di bastone che non risparmiava. Avevano sentito i pastori parlare del Re dei Re venuto dal Cielo ed erano accorsi anche loro. Seguirono quella stella e davanti alla grotta, rimasero a contemplare il Bambino. Lo adorarono, pregarono come tutti e misero ai Suoi piedi, come dono, l’unica cosa che avevano: la loro vita. E i loro dolori, le loro pene... All’uscita, li attendeva lo spietato mugnaio e i due asinelli ripartirono a testa bassa, con il pesante basto sulla groppa. “Non serve a niente”, disse uno, “ho pregato il Messia che mi togliesse il peso e non lo ha fatto”. “Io invece”, ribatté l’altro, che trotterellava con un certo vigore, “gli ho chiesto di darmi la forza di portarlo!”.

E se qualcuno ti dice: “La vita è dura”, chiedigli: “In confronto a che cosa?”.

Bruno Ferrero, prete salesiano, scrittore italiano

martedì 23 gennaio 2024

A voi che non trovate pace

A voi, per i quali il fardello più pesante che dovete trascinare siete voi stessi. 

A voi, che non sapete accettarvi e vi crogiolate nelle fantasie di un vivere diverso.

A voi, che fareste pazzie per tornare indietro nel tempo e dare un’altra piega all’esistenza.

A voi, che ripercorrete il passato per riesaminare mille volte gli snodi fatali delle scelte che oggi rifiutate.

A voi, che avete il corpo qui, ma l’anima ce l’avete altrove.

A voi, che avete imparato tutte le astuzie del «bluff» perché sapete che anche gli altri si sono accorti della vostra perenne scontentezza, ma non volete farla pesare su nessuno e la mascherate con un sorriso quando, invece, dentro vi sentite morire.

A voi, che trovate sempre da brontolare su tutto e non ve ne va mai a genio una, e non c’è bicchiere d’acqua limpida che non abbia il suo fondiglio di detriti.

A tutti voi voglio ripetere: non abbiate paura…. perché la vostra inquietudine interiore… non sarà più sete di «cose altre», ma bisogno di quel «totalmente Altro» che, solo, può estinguere ogni ansia di felicità.

Vi auguro che stasera, prima di andare a dormire, abbiate la forza di ripetere con gioia le parole di Agostino, vostro caposcuola: «Signore, tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te».


Don Tonino Bello (1935 - 1993), vescovo italiano

giovedì 28 settembre 2023

Diventa un lago!


Un maestro ormai anziano, si era stancato delle ripetute lamentele del suo apprendista. Un mattino, lo mandò a prendere del sale. Quando l’apprendista ritornò, il maestro gli disse di aggiungerne un pugno in un bicchiere di acqua e di berlo.
“Che sapore ha?” chiese il maestro. 
“Amaro! Salatissimo!” rispose l’apprendista.
Il maestro rise sommessamente. Chiese poi al giovane di seguirlo. I due camminarono in silenzio per diversi minuti, finché arrivarono alle sponde di un grande lago fra le montagne.
“Riversa la stessa quantità di sale nelle acque del lago” disse allora il maestro. Il discepolo fece come chiedeva l’anziano.
“E ora bevi dell’acqua dal lago”. Il giovane congiunse le mani e bevve lentamente. Mentre qualche goccia ancora cadeva dal suo mento, il maestro gli chiese: “Che sapore ha?”
“Fresco” disse l’apprendista. 
“Senti il sapore del sale?”
“Mmm...no” disse il giovane.
A questo punto il maestro si sedette al fianco del serioso giovane e cominciò a spiegare parlando dolcemente. “Ascolta: il dolore nella tua vita è puro sale. Niente di meno e niente di più. La quantità di dolore nella vita di ognuno è dato e non si può evitare. Tuttavia quanta amarezza proviamo, dipende dal contenitore in cui riversiamo il nostro dolore. Per cui, quando provi pena, l’unica soluzione è ampliare il tuo senso delle cose.
Smettila di essere un bicchiere. Diventa un lago!"

mercoledì 11 gennaio 2023

Il falco che non sapeva volare

Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al Maestro di Falconeria perché li addestrasse.
Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.
"E l'altro?" chiese il re.
"Mi dispiace, sire, ma l'altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell'albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli cibo". 

Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco.
Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno potè schiodare il falco dal suo ramo.
Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull'albero, giorno e notte.
Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema.
Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.
"Portatemi l'autore di questo miracolo", ordinò.
Poco dopo gli presentarono un giovane contadino.
"Tu hai fatto volare il falco? Come hai fatto? Sei un mago, per caso?" gli chiese il re.
Intimidito e felice, il giovane spiegò:"Non è stato difficile, maestà. Io ho semplicemente tagliato il ramo. Il falco si è reso conto di avere le ali ed ha incominciato a volare".

Talvolta, Dio permette a qualcuno di tagliare il ramo delle nostre false sicurezze a cui siamo tenacemente attaccati, affinché ci rendiamo conto di avere le "ali" per volare alto e fare della nostra vita un capolavoro.

Ma noi abbiamo le ali

Bruno Ferrero, prete salesiano, scrittore italiano

domenica 25 luglio 2021

Sorridi


Sorridi anche se il tuo cuore soffre,
Sorridi anche se si sta rompendo:
quando ci sono nuvole nel cielo,
te la caverai,
se sorridi durante 
la tua paura e il tuo dolore.

Sorridi e forse domani
scoprirai che la vita 
vale ancora la pena di essere vissuta
solo se...

Illumina il tuo viso di gioia,
nascondi ogni traccia di tristezza.
Anche se una lacrima sta per arrivare
è quello il momento 
in cui devi continuare a provare a sorridere!

Sorridi, a che serve piangere?
Scoprirai che la vita 
vale ancora la pena di essere vissuta
solo se...
...sorridi!


Charlie Chaplin (1889 – 1977) attore, comico, regista, compositore e produttore cinematografico britannico

Nat King Cole, nel 1956, e Judy Garland, nel 1964, ci hanno lasciato le prime interpretazioni della famosa canzone "Smile" con la melodia utilizzata da Charlie Chaplin nel film "Tempi moderni" (1936) e il testo rielaborato da John Turner e Geoffrey Parsons. 

Smile, though your heart is aching
Smile, even though it's breaking
When there are clouds, in the sky, you'll get by
If you smile, through your fear and sorrow
Smile, and there'll be tomorrow
You'll see the sun come shining through,

If you'll...

Light up your face with gladness
Hide every trace of sadness
Although a tear, may be ever so near,
That's the time, you must keep on trying
Smile, what's the use of crying?
You'll find that life is still worthwhile,

If you'll just...

Light up your face with gladness
Hide every trace of sadness
Although a tear, may be ever so near,
That's the time, you must keep on trying.

Smile, what's the use of crying?
You'll find that life is still worthwhile,
If you'll just...
Smile