Un giovane sacerdote confidò un giorno a San Filippo Neri:
“Qui a Roma è facile a molte persone fare fortuna. Spero anch’io di avere buona sorte, e di ottenere, prima o poi, uno zucchetto da Monsignore”
“Ve lo auguro di tutto cuore - rispose il santo - , ma poi, giunto a quel punto, quali sarebbero le vostre aspirazioni?”
“Vi dirò in confidenza che, dopo lo zucchetto di monsignore, spero di ottenere l’anello di Vescovo”.
“Benissimo, e poi che cosa intendete fare?”
“Sapete come va il mondo: una volta Vescovo, non dispero di ricevere il rosso cappello cardinalizio”.
“E poi, via!…”
“Sapete bene che è tra i Cardinali che viene scelto il nuovo papa e la fortuna, a volte, fa certi scherzi!”
“E poi?”
“E poi! Ma sapete che mi fate ridere con questo: ‘E poi?’
“Vi sembra cosa da nulla essere Sommo Pontefice, capo di tutta la cristianità?
“Allora sarebbe il momento di godersi finalmente la vita e rallegrarsi del destino glorioso che ci è stato riservato.”
“E poi?”
“E poi basta. Che cosa volete di più?”
“Ve lo dirò io.”
Fece il santo curvandosi all’orecchio del prete ambizioso.
E così facendo disse tre volte, con voce tagliente:
“E poi morire! ...e poi morire! ...e poi morire!”
San Filippo Neri
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