mercoledì 27 ottobre 2021

Vivere lontano da casa

 Vivere lontano da casa non è per tutti

Devi avere un cuore grande, grande a sufficienza per far da valigia a tutto ciò che lasci: gioie e dolori, amici e amori.

Questo bagaglio cardiaco che batte anche quando tocchi un suolo che non ti appartiene o quando sei steso su un materasso che non ha la tua forma e un cuscino scomodo, e guardi il soffitto chiedendoti dove stai andando.

Amici che non sono i tuoi, una città che non è tua.

Devi avere un cuore grande, così grande da far spazio a cose nuove. 

Un cuore che a volte temi che altri si siano scordati, perché il presente ha preso il sopravvento nelle loro vite.

Un cuore grande, ma non troppo forte. Allora è lì che si ferma un attimo. Va in arresto, ti confonde e non sa più chi sei.

Così ti stendi sul materasso che ora ha subito un po' il tuo peso, e il cuscino è più molle da una parte e ti chiedi chi stai diventando più che dove stai andando.

Perché quando parti, più che muoverti verso una destinazione, vai verso un destino: il tuo.

domenica 24 ottobre 2021

Antica benedizione irlandese

Possa la strada alzarsi per venirti incontro.

Possa il vento soffiare sempre alle tue spalle.

Possa il sole splendere caldo sul tuo viso

e la pioggia cadere leggera sui tuoi campi.

E, finchè non ci incontreremo di nuovo, 

possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano!


Antica benedizione irlandese



martedì 5 ottobre 2021

Il nostro fratello di Assisi


Se analizziamo i primi passi dei grandi santi scopriremo sempre un passaggio previo: un risveglio. L’uomo arriva a convincersi che tutta la realtà è effimera e transitoria e che non esiste nulla che possegga validità assoluta, tranne Dio.
Ogni adesione a Dio, se è piena, nasconde una ricerca inconscia di trascendenza e di eternità. In ogni passo decisivo verso l’infinito palpita un desiderio di liberazione dall’oppressione del limite e, in questo modo, la conversione si trasforma in una suprema liberazione dall’angoscia.
L’uomo nel risveglio diventa saggio: sa che è pazzia assolutizzare ciò che è relativo e relativizzare l’assoluto.
Sa che siamo per natura cercatori di orizzonti eterni e che le realtà umane possono solo offrire prospettive anguste che opprimono le nostre ansie di trascendenza.
Solo Dio vale la pena perché solo Lui offre reali possibilità di canalizzazione degli impulsi ancestrali e profondi del cuore umano.

Nei castelli fondati sopra il denaro, il potere, la gloria, non può entrare Dio. Nella vita, quando tutto va liscio, l’uomo tende a fare di se stesso il centro. Questa è una grande disgrazia perché allora entra in lui la paura di perdere tutto, vive angosciato e si sente infelice. Per l’uomo uscire dalla stabilità significa salvarsi.
La conversione è quasi sempre un cammino di ricerca nella quale l’uomo va sperimentando alternativamente “la dolcezza di Dio” ed il fascino delle creature, fino a quando progressivamente queste si decantano e si afferma e conferma la “presenza”.
Nella conquista della libertà ci sono oscillazioni. Non sempre lo spirito può mantenere lo stesso livello d’animo. Quando non si appoggia su Dio, istintivamente, l’uomo si inchina verso se stesso, e in questo caso, appare il verme della insicurezza.
Possedendo Dio ottenne tutto, però per possedere Dio dovette spogliarsi di tutto.
La vera predica di Francesco erano la sua persona e la sua vita. C’erano calore e convinzione nelle sue parole perché parlava solo di ciò che aveva sperimentato. 

L’apostolato per Francesco era: il perdono delle offese, la gioia nelle tribolazioni, pregare per i persecutori, aver pazienza nei maltrattamenti, ricambiare il male con il bene, non  turbarsi per le calunnie, non maledire chi ci maledice.

Quando Francesco ebbe la crisi sentiva che il cumulo dei suoi peccati era maggiore della misericordia di Dio. Non avrebbe dovuto fissare l’attenzione sulla sua vita dissipata, sui suoi peccati passati, ma nell'inesauribile pietà di Dio. Non guardare se stessi ma guardare l’Altro. Bisogna uscire, cioè dimenticarsi di se stessi e ricordarsi dell’Altro. Il Signore ci dice: “perché ti preoccupi, perché c’è bisogno di soffrire tanto?  Credi in me, spera in me. Fa il salto, vieni verso di me. A te manca solamente di metterti nelle mie mani. Il resto lo farò io”.

Nella sua notte oscura dello spirito, Francesco si domandava: dove si trova la volontà di Dio? Dio dove si trova? Dio si può trovare, sì o no?

L’oscurità è completa. Non si vede nulla o non c’è nulla?

Francesco pensava: “Il Signore mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo vangelo. E se non fosse stato il Signore? Se fosse stata la mia voce? Avendo fallito sui campi di battaglia e nella società, non potrei essermi appoggiato ad una chimera, ad una proiezione di me stesso obbedendo alle leggi della compensazione?”.

“Accettami così come sono”.

Chiara a Francesco [quando Francesco era in crisi per stabilire la “regola” dell’ordine]: “Se guardi Dio ciò che tanto ti preoccupa ti sembrerà insignificante. Liberati da te stesso e fa’il salto mortale: Dio c’è e basta!”

A Natale diceva: “Figli miei, un bambino è una creatura indifesa e quindi inoffensiva. Vive nel cuore profondo della gratuità. Ha bisogno di ricevere tutto. Non guadagna e non gli si deve nulla. Riceve ogni cosa gratuitamente. Viene anche amato gratuitamente. Così siamo noi nelle mani di Dio. Che gioia. Dio è nostra “madre”.

“La vita è lotta e nella lotta nasce il conflitto. Non si deve aver paura perché ciò è inevitabile. Ciò che importa è riconciliarsi. È il primo obbligo di ogni giorno.

“Durante tutta la mia vita non ho fatto altro che amare”.

Il nostro fratello di Assisi. Storia di una esperienza di Dio, 2012

Ignacio Larrañaga (1928-2013), scrittore e presbitero francescano spagnolo 

domenica 5 settembre 2021

La solitudine dell'individuo in una società atomizzata


Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più. 

Il livellamento delle condizioni dei sudditi è sempre stato una delle principali preoccupazioni dei despoti e dei tiranni fin dai tempi più antichi; ma un simile livellamento non è sufficiente per il regime totalitario, perché lascia più o meno intatti certi legami non politici, come i vincoli familiari e gli interessi culturali comuni. Se tale regime vuole sul serio raggiungere il suo scopo, deve far sì che «finisca una volta per tutte la neutralità del gioco degli scacchi», vale a dire l'esistenza autonoma di qualsiasi attività.

L'atomizzazione della società sovietica venne ottenuta con l'abile uso di ripetute epurazioni, che invariabilmente precedevano l'effettiva liquidazione di un gruppo. Per distruggere tutti i legami sociali e familiari, le epurazioni venivano condotte in modo da minacciare della stessa sorte l'accusato e tutta la sua cerchia, dai semplici conoscenti agli amici e ai parenti più stretti. La conseguenza dell'ingegnoso criterio della «colpa per associazione» era che, appena un uomo veniva accusato, i suoi vecchi amici si trasformavano di colpo nei suoi nemici più accaniti […]. In ultima analisi, fu con l'impiego radicale di questi metodi polizieschi che il regime staliniano riuscì a instaurare una società atomizzata quale non si era mai vista prima, e a creare intorno a ciascun individuo un'imponente solitudine quale neppure una catastrofe da sola avrebbe potuto causare.

Le origini del totalitarismo (1948)

Hannah Arendt (1906 - 1975), politologa, filosofa e storica tedesca naturalizzata statunitense

mercoledì 25 agosto 2021

Dove sei felicità?


Dove sei felicità?
Sono qui.
Nella tazza di caffè che stai bevendo stamattina.
Nel sorriso ieri notte di quel passante.
Nel tramonto che muore nel mare.
Nell'aria fresca delle sei.
Nelle coperte calde in cui ti addormenti.
Nella voce del tuo amore.
Nel goal di quel bambino.
Nell'abbraccio dei tuoi genitori.
Nel viaggio dell'ultimo minuto.
Sono qui.
Nelle cose semplici.
Nelle cose complesse non cercarmi.
È tempo perso.
Sono qui.
Mentre guardi e sorridi
all'immensità di ogni giorno.

lunedì 23 agosto 2021

Baciami sulla guancia e tienimi la mano


Non chiedermi di ricordare,
non cercare di farmi capire.
Lasciami riposare, fammi capire che sei con me,
baciami sulla guancia e tienimi la mano.

Sono confuso ben oltre la tua concezione,
sono triste e sofferente e perso.
Tutto quello che so è che ho bisogno di te,
stammi vicino se puoi.

Non perdere la pazienza con me,
non imprecare, non rimproverarmi, non mi sgridare.
Non riesco a dirti perché mi comporto così,
non posso essere diverso, anche se ci provo.

Ricorda solo che ho bisogno di te,
che la parte migliore di me se n'è andata.
Ti prego di non evitare di starmi vicino,
amami finché la mia vita se ne va.

(Versi scritti su un biglietto lasciato vicino al letto di un paziente malato di Alzheimer)

domenica 15 agosto 2021

Aforismi animali


Considera un animaletto, il più piccolo e minuto che vuoi. Se osservi la disposizione delle sue membra e l’animazione di vita con cui si muove, [vedrai] come tenga lontana da sé la morte, ami la vita, cerchi i piaceri, eviti i fastidi… Chi ha dato alla zanzara il pungiglione con cui succhia il sangue? […] Ti spaventa il piccolo, loda Chi è grande. (Sant’Agostino [354-430], Esposizioni sui Salmi) 

Tutte le creature glorificano Dio semplicemente vivendo secondo la loro propria natura. (Sant’Agostino [354-430]) 

Alcune creature sono piccole, altre grandi, alcune feroci, altre mansuete; tutte insieme lodano il Creatore con la loro stessa esistenza. (Sant'Agostino [354-430])

Dio ha posto gli animali sotto la custodia dell'uomo, non sotto la sua tirannia. Dominare significa custodire, non distruggere. (Sant'Agostino [354-430])

Ogni creatura, interrogata, risponde: "Non mi sono fatta da me, è Dio che mi ha fatta". (Sant'Agostino [354-430])

Si impara molto di più dall’osservazione delle creature irrazionali che dagli argomenti degli esseri razionali. Ha più valore la testimonianza data dalla natura che la prova presentata dalla dottrina. (Sant’Ambrogio di Milano [340-397])

Quanto è ammirevole la natura degli animali, dove la Provvidenza di Dio risplende senza parola. (Sant’Ambrogio di Milano [340-397])

Se gli animali sanno amarsi tra loro, quanto più l'uomo deve amare i suoi simili e prendersi cura delle creature a lui affidate. (Sant’Ambrogio di Milano [340-397])

La pietà verso gli animali è talmente legata alla bontà del carattere da consentire di affermare fiduciosamente che l'uomo crudele con gli animali non può essere buono. Questa compassione proviene dalla medesima fonte donde viene la pietà verso gli uomini. (Arthur Schopenhauer, Il fondamento della morale, III, 19, 7)

Si ha pietà di un peccatore, di un malfattore, ma non di un innocente e fedele animale che spesso procura il pane al suo padrone e non riceve che misero foraggio. «Aver pietà»! Non già pietà, ma giustizia si deve all'animale! (Arthur Schopenhauer, L'arte di insultare)

O Dio, aiutaci ad amare tutte le cose viventi, i nostri piccoli fratelli cui Tu hai dato questa Terra come casa assieme a noi. Possa l'uomo rendersi conto che essi non vivono soltanto per lui, ma per se stessi e per Te, ed amino la dolcezza della vita quanto noi e Ti servano meglio di quanto facciamo noi. (San Basilio magno [330-379], Esamerone / Omelie sulla creazione)

Le bestie hanno una sola e medesima anima, il cui carattere comune è l’assenza di ragione. Ma ogni animale si distingue per qualità particolari: il bue è posato, l’asino pigro, il cavallo passionale, il lupo indomabile, la volpe fraudolenta, il cervo timido, la formica industriosa, il cane grato e fedele nelle sue amicizie. (San Basilio magno, Esamerone / Omelie sulla creazione)

Se la leonessa ama i suoi cuccioli, se la lupa combatte per difendere i suoi piccoli, che dirà l’uomo che è infedele al precetto e viola la natura stessa? (San Basilio magno [330-379], Esamerone / Omelie sulla creazione)

Impara dalla formica, o pigro. Osserva l'ape, contempla la sua saggezza. La Scrittura non ci manda forse a scuola dagli animali muti? (San Basilio magno  [330-379])

Dio non ha creato nulla di inutile. Anche il più piccolo animale porta l'impronta della Sapienza divina. (San Basilio magno  [330-379])

Il cane è grato, il leone è nobile, la tortora ama il suo compagno con fedeltà. Dovremmo vergognarci noi, che dagli animali non impariamo le virtù. (San Basilio magno  [330-379])

Dio provvede il nutrimento anche al corvo gracchiante. Come potremmo pensare che Egli dimentichi gli animali che ha creato? (San Clemente Alessandrino [150-215])

È molto meglio essere felici che avere i corpi come tombe di animali. Pertanto, l’apostolo Matteo mangiava semi, noci e verdure, senza carne. (San Clemente Alessandrino [150-215])

I santi sono estremamente amorevoli e miti verso gli uomini e anche verso le bestie… Dobbiamo certamente mostrare loro grande bontà e mitezza per molte ragioni, ma soprattutto perché essi hanno la nostra stessa origine. (San Giovanni Crisostomo [349-407])

I santi sono pronti a versare il proprio sangue non solo per gli uomini, ma anche per gli animali domestici e selvatici. I santi hanno compassione per l'intera creazione. (San Giovanni Crisostomo [349-407])

Il Signore estende la sua benignità anche agli animali e alle bestie selvatiche… Il patto di Dio è per tutte le creature egualmente, eterno e coestensivo alla durata del mondo. (San Giovanni Crisostomo [349-407])

La pietà verso gli animali è strettamente legata alla bontà verso gli uomini. Chi è crudele con le bestie non potrà essere buono con l'uomo. (San Giovanni Crisostomo [349-407])

Non affliggere gli animali: essi pure sentono, soffrono e sono stati affidati alla nostra misericordia. (San Giovanni Crisostomo [349-407])

Noi ammiriamo il Creatore non solo come artefice del cielo e della terra, del sole e dell’oceano… ma anche dei piccoli esseri: formiche, zanzare, mosche… Così la mente data a Cristo è egualmente sollecita nelle cose piccole come nelle grandi. (San Girolamo [347 - 420])

Il tavolo dei cristiani deve essere privo di spargimenti di sangue. Gli animali furono creati per riempire la terra, non per essere mangiati. (San Girolamo [347 - 420])

Non è una richiesta di pietà, ma di giustizia. […] Occorre coltivare un ampio senso di universale giustizia (non di pietà) verso tutti gli esseri viventi. (Henry Stephens Salt)

Essendo, dunque, gli atti degli animali analoghi a quelli umani e derivando dagli stessi princìpi, in tanto noi abbiamo dei doveri verso di essi in quanto, osservando questi, noi promuoviamo quelli verso l'umanità. Chi perciò facesse uccidere il proprio cane, non essendo questo più in grado di guadagnarsi il pane, non agirebbe affatto contro i doveri riguardanti i cani, i quali sono sprovvisti di giudizio, ma lederebbe nella loro intrinseca natura quella socievolezza e umanità, che occorre rispettare nella pratica dei doveri verso il genere umano. Per non distruggerla, l'uomo deve mostrare bontà di cuore già verso gli animali, perché chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini. Si può conoscere il cuore d'un uomo già dal modo in cui egli tratta le bestie. (Immanuel Kant, Lezioni di etica)

Ama tutta la creazione divina, nel suo insieme e in ogni granello di sabbia. Ama ogni fogliolina, ogni raggio di sole! Ama gli animali, ama le piante, ama ogni cosa! […] Ama le bestie: Dio ha dato loro il principio del pensiero e la gioia pacifica. Non tormentatele, non turbatele, non togliete loro la gioia, non opponetevi all’intento di Dio. (Isacco di Ninive [VII secolo]) 

Che cos'è un cuore misericordioso? È un cuore che arde di amore per tutta la creazione, per gli uomini, per gli uccelli, per le bestie, per i demoni, per ogni creatura. [...] Chi ha un tale cuore non può vedere o tollerare una qualsiasi sofferenza di una creatura. Per questo prega con lacrime anche per gli animali, per i nemici della verità e per coloro che gli fanno del male. (Isacco di Ninive [VII secolo]) 

Un uomo umile non è mai spietato con nessuna creatura. (Isacco di Ninive [VII secolo]) 

L'uomo segue dei modelli di comportamento acquisiti verso gli animali e troppo raramente si domanda cosa provoca con questo. Se pensiamo all'atteggiamento che l'uomo ha verso il mondo animale, potremmo quasi dire che costui non è un essere umano. Pensiamo a tutti i mattatoi o agli allevamenti intensivi di bestiame e pollame con condizioni di vita invivibili per gli animali e pensiamo alle condizioni di trasporto nei camion, tante volte senz'acqua e senza niente; questo è un comportamento estremamente crudele verso gli animali. Non che la gente sia cattiva, è solo che non ci pensa. Quando il prodotto finito è servito in tavola, non si pongono domande sul contenuto, sulla provenienza e le fasi precedenti della produzione. (Janez Drnovšek - politico sloveno [1950 – 2008]) 

La crudeltà verso gli animali equivale per l'uomo a non amare Dio. (John Henry Newman)

Anche gli animali hanno un loro modo di sorridere e di mostrare affetto. Il bene principale nell'uomo è la religione che ci insegna a riconoscere questo. (Lattanzio [250-325])

Se avete uomini che escluderanno una qualsiasi delle creature di Dio dal rifugio della compassione e della pietà, avrete uomini che trattano nello stesso modo i simili. Non ferire o umiliare i nostri fratelli è il nostro primo dovere verso di loro, ma non è sufficiente fermarsi lì. Abbiamo una missione più alta: essere loro di servizio dovunque ne abbiano necessità. (Marie Matthews, Floriterapia australiana per i nostri animali, Sonia Sferzi ed., Tecniche Nuove, Milano, 2009, p. 30 – passo attribuito a San Francesco d’Assisi) 

La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell’umanità, l’esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercè: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell’uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri. (Milan Kundera)

Saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines / La crudeltà nei confronti degli animali è un allenamento alla crudeltà verso gli uomini. (Publio Ovidio Nasone) 

L'uomo si distingue dall'animale in virtù della compassione verso l'animale stesso. (Richard Wagner, Lettera aperta, 1879)

Pregano anche gli angeli, prega ogni creatura. Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l'aria di grida nel modo che a loro è proprio. Anche gli uccelli quando si destano, si levano verso il cielo, e al posto delle mani aprono le ali in forma di croce e cinguettano qualcosa che può sembrare una preghiera. (Tertulliano, La preghiera cap. 28-29; CCL 1, 273-274)

La caccia è una forma secondaria di malattia mentale umana. (Theodor Heuss, Presidente della Repubblica Federale di Germania dal 1949 al 1959)

Se un uomo mostra una pietosa compassione verso gli animali, ancor più sarà disposto a comportarsi con pietà verso i propri simili. (Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae I-II, q. 102, art. 6 ad. 8)

La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra. Presto vedremo i figli del loro amore. Ogni seme, ogni animale si è svegliato. Anche noi siamo stati generati da questa grande forza. Per questo crediamo che anche gli altri uomini e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra! (Toro Seduto / Tȟatȟaŋka Iyotȟaŋka - 1831 – 1890)

Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima. (Victor Hugo)

Gli animali non corrono il rischio di andare all'inferno, ci sono già... (Victor Hugo citato da Alexandrine Civard-Racinais, Dizionario Inorridito della Sofferenza Animale)

Le sofferenze degli animali ci sembrano dei mali perché, essendo anche noi animali, pensiamo che saremmo molto da compiangere se a noi si facesse altrettanto. Sentiremmo la stessa pietà per una pianta o per una pietra se sapessimo che, quando viene tagliata, essa soffre, ma la compiangeremmo molto meno di un animale, perché la pianta e la pietra ci somigliano meno. (Voltaire, Il faut prendre parti, ou le principe d'action)