martedì 3 novembre 2020

Dio è la certezza che l'amore esiste

David: Dio è la certezza che l'amore esiste come cosa concreta in questo mondo di uomini. Intendi un amore particolare, non è vero?

Minus: Ogni genere d'amore: il più elevato e il più infimo, il più oscuro e il più splendido. Ogni specie d'amore.

David: Anche il desiderio d'amore?

Minus: Il desiderio e la repulsione, miscredenza e fede.

David: L'amore è una dimostrazione di Dio?

Minus: Non so se l'amore dimostri l'esistenza di Dio oppure se l'amore sia Dio stesso.

David: Per te amore e Dio sono la stessa cosa, allora?

Minus: Questo pensiero è il solo conforto alla mia miseria e alla mia disperazione. Di colpo la miseria è diventata ricchezza e la disperazione speranza. È come essere graziati in punto di morte.

Come in uno specchio (Säsom i en spegel), film drammatico (Svezia, 1961)

Ingmar Bergman (1918 - 2007), regista, sceneggiatore, drammaturgo, scrittore e produttore cinematografico svedese 

sabato 31 ottobre 2020

La Luce di Natale



Laurence Housman, Nativity

La Luce guardò in basso e vide le Tenebre:
Là voglio andare – disse la Luce.

La Pace guardò in basso e vide la Guerra:
Là voglio andare – disse la Pace.

L’Amore guardò in basso e vide l’Odio:
Là voglio andare – disse l’Amore.

Così apparve la Luce e risplendette,
così apparve la Pace e offrì riposo;
così apparve l’Amore e portò vita.

E la Parola si fece carne e dimorò fra noi.

Laurence Housman (1865 – 1959), drammaturgo e illustratore inglese

Gesù

 

Carl Vogel von Vogelstein, Let the children come to me

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte:
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise all’ombra d’una meta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste.

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
– Il figlio – Giuda bisbigliò veloce –
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra’ piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà – Ma il Profeta, alzando gli occhi,
No, mormorò con l’ombra nella voce;

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Poesie varie, Ed. Zanichelli, 1914

Giovanni Pascoli (1855 – 1912), poeta, accademico e critico letterario italiano

La perla



La perla è splendida e preziosa. Nasce dal dolore. Nasce quando un’ostrica viene ferita da qualcosa d’estraneo. In quel momento la conchiglia, per proteggere il proprio corpo indifeso, inizia ad avvolgere il male che è entrato in lei con la madreperla. Alla fine si sarà formata una bella perla, lucente e pregiata.

Se non viene ferita, l’ostrica non potrà mai produrre perle, perché la perla è solamente una ferita cicatrizzata. Tutto ciò che ha il sapore del limite, racchiude in sé anche la possibilità del suo compimento.

Elogio della vita imperfetta. La via della fragilità, Ed. Effatà, 2014

Paolo Scquizzato, presbitero italiano

mercoledì 28 ottobre 2020

Lei è l'amore della mia vita!


Ha ottant'anni e insiste per guidare sua moglie per mano ovunque vadano. Quando gli ho chiesto: "Perché tua moglie se ne va in giro distratta, come se non seguisse nessuno?"

Ha risposto: "Perché ha l'Alzheimer".

Così gli ho chiesto: "Tua moglie si preoccuperà se la lasci andare o semplicemente ti stacchi?"

Mi ha risposto: "Non si ricorda... non sa più chi sono: da un paio d'anni non mi riconosce più".

Sorpreso, gli ho detto: "E così continui a farle da guida ogni giorno anche se lei non ti riconosce".

Il vecchio sorrise e mi guardò negli occhi. Poi mi disse: "Non sa chi sono, ma io so chi è lei: lei è l'amore della mia vita!"


“...finchè morte non ci separi” recita il rito del matrimonio. In realtà, l’affermazione dovrebbe essere trasformata in:“finché morte non ci unisca”, usando un’espressione di Padre Raniero Cantalamessa: 

«Il matrimonio non finisce del tutto con la morte, ma viene trasfigurato, spiritualizzato, sottratto a tutti quei limiti che segnano la vita sulla terra, come, del resto, non sono dimenticati i vincoli esistenti tra genitori e figli o tra amici. In un prefazio dei morti la liturgia proclama: «Vita mutatur, non tollitur», la vita è trasformata, non tolta. Anche il matrimonio, che è parte della vita, viene trasfigurato, non annullato». (Raniero Cantalamessa, Gettate le reti. Riflessioni sui vangeli, 2001 )

Questa è la storia di due fratelli...


Questa è la storia di due fratelli che vissero insieme d’amore e d’accordo per molti anni. Vivevano in cascine separate, ma un giorno scoppiò una lite e questo fu il primo problema serio che sorse dopo 40 anni in cui avevano coltivato insieme la terra condividendo le macchine e gli attrezzi, scambiandosi i raccolti e i beni continuamente.

Cominciò con un piccolo malinteso e crebbe fino a che scoppiò un diverbio con uno scambio di parole amare a cui seguirono settimane di silenzio.

Una mattina qualcuno bussò alla porta di Luigi. Quando aprì si trovò davanti un uomo con gli utensili del falegname: "Sto cercando un lavoro per qualche giorno - disse il forestiero -, forse qui ci può essere bisogno di qualche piccola riparazione nella fattoria e io potrei esserle utile per questo".

"Sì - disse il maggiore dei due fratelli -, ho un lavoro per lei. Guardi là, dall’altra parte del fiume, in quella fattoria vive il mio vicino, beh! È il mio fratello minore. La settimana scorsa c’era una splendida prateria tra noi, ma lui ha deviato il letto del fiume perchè ci separasse. Egli deve aver fatto questo per farmi andare su tutte le furie, ma io gliene farò una. Vede quella catasta di pezzi di legno vicino al granaio? Ebbene voglio che costruisca uno steccato di due metri circa di altezza, non voglio vederlo mai più".

Il falegname rispose: "Mi sembra di capire la situazione".

Il fratello maggiore aiutò il falegname a riunire tutto il materiale necessario e se ne andò fuori per tutta la giornata per fare le spese in paese. Verso sera, quando il fattore ritornò, il falegname aveva appena finito il suo lavoro. Il fattore rimase con gli occhi spalancati e con la bocca aperta.

Non c’era nessuno steccato di due metri. Invece c’era un ponte che univa le due fattorie sopra il fiume. Era una autentica opera d’arte, molto fine, con corrimano e tutto.

In quel momento, il vicino, suo fratello minore, venne dalla sua fattoria e abbracciando il fratello maggiore gli disse: "Sei un tipo veramente in gamba. Ma guarda! Hai costruito questo ponte meraviglioso dopo quello che io ti ho fatto e detto". E cosí stavano facendo la pace i due fratelli, quando videro che il falegname prendeva i suoi arnesi. "No, no, aspetta... Rimani per alcuni giorni ancora, ho parecchi lavori per te", disse il fratello maggiore al falegname. "Mi fermerei volentieri - rispose lui -, ma ho parecchi ponti da costruire".


Molte volte lasciamo che i malintesi e le stizze ci allontanino dalla gente a cui vogliamo bene, molte volte lasciamo che sia l’orgoglio a prevalere sui sentimenti: non permettere che ciò succeda nella tua vita.
Impara a perdonare e apprezza quanto hai. Ricorda che perdonare non cambia nulla del passato, ma sì il futuro. Non conservare rancore nè sentimenti di amarezza che solo ti feriscono, ti allontanano da Dio e dalle persone che ti vogliono bene, Impara ad essere felice e a godere delle meraviglie che Dio ha creato. Egli ti ama e desidera che tu abbia una vita felice e piena di amore e armonia.
Non permettere che un piccolo incidente rovini una grande amicizia. Ricorda che il silenzio, a volte, è la miglior risposta.
Ciò che più importa è una casa felice. Fa’ tutto quello che è nelle tue mani per creare un ambiente di pace e armonia.
Ricorda che la miglior relazione è quella in cui l’amore tra due persone è più grande del bisogno che hanno l’una dell’altra.

"Padre nostro" dell’anziano


Padre nostro che in cielo stai, 
sempre con amore attento al miei guai.
Ti ringrazio di questi miei anni,
anche se non mancano acciacchi e malanni,
che, arrivato ormai a questa età, 
spuntan ogni giorno di qua e di là.

Ho il mal di schiena e un po’ d'artrite
e soffro le pene per la colite.
Perciò ti prego con questa orazione: 
fammi godere la mia pensione.

Finché avrò l'uso della ragione, 
non fammi cadere in tentazione.
Liberami dal male quale esso sia, 
salvami dalle medicine e dalla chirurgia.

Poiché la mia bocca altro non sa, 
che sia fatta la tua volontà.
E quando un domani sarò rimbambito, 
chiamami lassù nel tuo Regno infinito.

Amen