domenica 14 giugno 2026

L'esistenza di Dio e l'atto di fede nel nulla

Noi siamo l'unica forma di materia vivente dotata della straordinaria proprietà detta ragione. È grazie a questa proprietà che è stata inventata la memoria collettiva permanente, meglio nota come scrittura. È così che possiamo sapere cosa pensava Voltaire sulla catastrofe naturale che distrusse Lisbona. Ed è sempre grazie alla scrittura che i nostri posteri potranno sapere cosa stiamo facendo noi avendo a disposizione la logica rigorosa teorica (meglio nota come matematica) e la logica rigorosa sperimentale (meglio nota come scienza). 

La scienza ci dice che non è possibile derivare dal caos la logica che regge il mondo, dall'universo sub-nucleare all'universo fatto con stelle e galassie. Se c'è una logica deve esserci un Autore. L'ateismo, partendo dall'esistenza di tutti i drammi che affliggono l'umanità, sostiene che se Dio esistesse queste tragedie non potrebbero esistere. Cristo è il simbolo della difesa dei valori della vita e della dignità umana. Che sia figlio di Dio è un problema che riguarda la sfera trascendentale della nostra esistenza. 

Negare l'esistenza di Dio però equivale a dire che non esiste l'autore della logica rigorosa che regge il mondo. Tutto dovrebbe esaurirsi nella sfera dell'immanente la cui più grande conquista è la scienza. La scienza però non ha mai scoperto nulla che sia in contrasto con l'esistenza di Dio. L'ateismo, quindi, non è un atto di rigore logico teorico, ma un atto di fede nel nulla.

Antonino Zichichi (1929 - 2026), fisico e divulgatore scientifico italiano

A tutti i cavalieri erranti

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento. 

Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno. 

Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. 

Ai folli veri o presunti. 

Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro. 

A tutti quelli che ancora si commuovono. 

Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni. 

A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato. 

Ai poeti del quotidiano. 

Ai “vincibili” dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo. 

Agli eroi dimenticati e ai vagabondi. 

A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile.

A chi non ha paura di dire quello che pensa. 

A tutti i cavalieri erranti.

A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.

In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene… a tutti i teatranti.

Dall'opera teatrale "Don Chisciotte, diario intimo di un sognatore"

Corrado D'Elia, attore e regista italiano 


La preghiera del "come"

Signore Gesù,

accetta la nostra preghiera:

Come hai accettato dalla vedova la povera offerta

Come i bambini, Tuoi preferiti, trasformami

Come i pastori stupiti, chiamami presso di Te

Come il cieco nato, toccami affinché io Ti veda

Come il paralitico, guariscimi affinché io cammini con Te

Come la cananea che Ti supplicava, esaudiscimi

Come Maria che Ti ascoltava, parlami di Te

Come a Pietro che Ti ha rinnegato, fissa il Tuo sguardo su di me

Come Maria Maddalena che Ti ha molto amato, perdonami

Come Zaccheo, chiamami e vieni da me

Come la figlia di Giairo, rialzami

Come alla Samaritana, donami la Tua acqua che disseta

Come Giovanni, il discepolo prediletto, prendimi con Te

Come al buon ladrone, alla fine di questa vita, dimmi:

"Oggi tu sarai con Me, in Paradiso!"

Amen

Da un inno della liturgia orientale