martedì 25 giugno 2019

Dio e i biscotti


Una mamma si preoccupava di fondare le basi della vita morale del suo bambino approfittando della "sparizione" di alcuni dolci conservati nella credenza del salotto.
«Lo sapevi che quando hai rubato la tortina, Dio era lì con te, anche se io non vedevo?».
«Certo» fece il bambino annuendo vigorosamente.
Ma i dolci continuarono a sparire. Pazientemente la mamma riprese:
«Lo sapevi che in quel momento Dio ti vedeva?».
«Certo».
«E che cosa pensi che ti abbia detto, mentre tu rubavi il dolce?».
«Mi ha detto: Qui ci siamo soltanto io e te, prendine due!».

Aveva ragione il bambino, naturalmente. Dio non fa la guardia a niente, neanche ai cimiteri dove molti lo hanno relegato. E dovendo scegliere tra i biscotti e me, senza ombra di dubbio Dio sceglie me. Quante «maschere» vengono affibbiate a Dio da educatori che hanno tanta buona volontà? Chi in seguito libererà i bambini da immagini di un Dio «guardone», giudice terribile o Babbo Natale? 
Altri, la maggioranza, hanno semplicemente scelto il silenzio. Un tempo si diceva che i due argomenti tabù tra genitori e figli fossero il sesso e Dio. Oggi è rimasto solo Dio. Gesù, nel Vangelo, si arrabbia molto con quelli che impediscono ai bambini di avvicinarsi a lui: «Lasciate che i bambini vengano a me».
Catechismo con i figli? Sì per piacere!, Ed. Elledici, 2004
Bruno Ferrero, prete salesiano italiano, scrittore


lunedì 24 giugno 2019

Il sacramento del mozzicone di sigaretta


Nel fondo del cassetto si nasconde un piccolo tesoro. Un medaglione con un piccolo mozzicone di sigaretta. Di paglia e di fumo giallognolo, come si usa fumare nel sud del Brasile. Fin qui niente di strano. Tuttavia, questo insignificante mozzicone di sigaretta ha una storia unica. Parla al cuore. Possiede un valore evocativo di infinita nostalgia.
Era l'11 agosto del 1965. Monaco, in Germania. Ricordo bene: là fuori le case festeggiavano il sole splendente dell'estate europea; fiori multicolori esplodevano nei parchi e facevano capolino, ridenti, dalle finestre. Sono le due del pomeriggio. Il postino mi porta la prima lettera dalla patria. Essa viene carica di nostalgia lasciata lungo il cammino percorso. La apro con impazienza. Hanno scritto tutti quelli di casa. Sembra quasi un giornale. Vi aleggia un mistero: «Sarai già a Monaco quando leggerai queste righe. Uguale a tutte le altre, questa lettera, eppure diversa dalle altre, ti porta una bella notizia, una notizia che, se vista con l'occhio della fede, è davvero augurale. Dio ha voluto da noi, pochi giorni fa, un tributo d'amore, di fede e di riconoscente ringraziamento. Egli è disceso in mezzo alla nostra famiglia. Ci ha guardato uno per uno e ha scelto per sé il più perfetto, il più santo, il più maturo, il migliore di tutti, il più vicino a Lui, il nostro amato papà. Caro, Dio non ce l'ha portato via, ma l'ha lasciato ancor più tra noi. Dio non ha preso Papà solo per sé, ma l'ha lasciato ancor più per noi. Egli non ha strappato papà dall'allegria delle nostre feste, ma l'ha conficcato più in profondo nella memoria di tutti noi. Dio non ha rubato papà dalla nostra presenza, ma ce l'ha dato più presente. Egli non l'ha tolto, ma l'ha lasciato. Papà non è partito, ma è arrivato. Papà non se n'è andato, ma è venuto per essere ancora di più Padre, per essere presente oggi e sempre, qui in Brasile con tutti noi, con te in Germania, con Ruy e Clodovís a Lovanio e con Waldemar negli Stati Uniti ».
E la lettera continuò con la testimonianza di ogni fratello, per cui la morte, piombata nel cuore della vita di un uomo di 54 anni, era celebrata come sorella e come festa della comunione che univa la famiglia dispersa in tre paesi diversi. Dall'agitazione delle lacrime scaturiva una profonda serenità. La fede illumina ed esorcizza l'assurdità della morte. Essa è il vero “dies natalis” dell'uomo. Perciò, nelle catacombe del vecchio convento, alla presenza di tanti vivi del passato, da Guglielmo d'Ockham fino all'umile infermiere che, da qualche giorno, era appena nato a Dio, celebrai, per tre giorni consecutivi, la messa santa di Natale per colui che, laggiù, in patria, aveva già celebrato il suo Natale definitivo. E che strana profondità acquistavano quei vecchi testi di fede: “puer natus est nobis ...”.
Il giorno seguente, nella busta che mi annunciava la morte, scorsi un segno della vita di colui che ci aveva dato la vita in tutti i sensi, e che mi era passato inosservato: il mozzicone ingiallito di una sigaretta di paglia. Era stata l'ultima che aveva fumato, qualche momento prima di un infarto al miocardio che l'aveva liberato definitivamente da questa stanca esistenza. L'intuizione profondamente femminile e sacramentale di una sorella la spinse a mettere quel mozzicone di sigaretta nella busta.
Da quel momento, il mozzicone di sigaretta non è più un mozzicone di sigaretta. É un sacramento, è vivo e parla della vita. Accompagna la vita. Il suo caratteristico colore, il suo odore forte e la sua punta bruciata lo fanno sembrare ancora acceso nella nostra vita. Perciò ha un valore inestimabile. Appartiene al cuore della vita e alla vita del cuore. Rammenta e fa presente la figura del Padre che adesso ormai è diventato, col passare degli anni, un archetipo familiare e un punto di riferimento per i valori fondamentali di tutti i fratelli. “Dalla sua bocca abbiamo ascoltato, dalla sua vita abbiamo imparato: chi non vive per servire non serve per vivere. É un ammonimento che abbiamo posto per tutti noi sul frontespizio della sua tomba.
I sacramenti della vita, Roma, Ed. Borla, 1985
Leonardo Boff, teologo e scrittore brasiliano

sabato 22 giugno 2019

I fiori del desiderio

Un giovane monaco, guardando un prato magnificamente fiorito, disse al suo anziano:
- É dura per noi monaci la castità. É come avere davanti una moltitudine di splendidi fiori profumati senza poterne cogliere nemmeno uno...
Un uomo sposato che passava di lì, udendo queste parole, osservò: - E che dire di noi uomini sposati? Abbiamo colto un fiore, ne abbiamo assaporato il profumo, ed è forte per noi il desiderio di conoscerne altri. La castità non è forse più difficile per noi?
Una donna, ascoltati questi discorsi, disse:
- Quale sofferenza più grande che non essere colte da chi e quando realmente vorremmo?
Il Signore, udendo i tre, pensò fra sé: «Hanno ragione tutti e tre. La castità è difficile per tutti. Per questo ho promesso ai puri di cuore che mi vedranno in volto».

domenica 16 giugno 2019

Tu non sei i tuoi anni


Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

Erin Hanson, scrittrice statunitense

sabato 8 giugno 2019

Aforismi Predica

La predicazione è un'arte, ed in questa, come in tutte le altre arti, i cattivi esecutori superano di gran lunga quelli buoni. (Aldous Huxley, I diavoli di Loudun)

Una delle prove della divinità del Vangelo è data dalle prediche alle quali è sopravvissuto.
(Anonimo)

Compatisci il povero predicatore e prega per lui, perché con le sue piccole labbra cerca di dire cose grandi. (Bruce Marshall)

Penso al linguaggio che usiamo noi credenti nella preghiera, nella predicazione, nelle varie forme di comunicazione della fede: è talora ripetitivo, convenzionale, senza vivacità e senza mordente. (Card. Carlo Maria Martini)

Il grande predicatore più che contento di sè stentava a credere che quell'uomo avesse cambiato vita e si fosse convertito proprio in seguito ad una sua vibrante omelia. Incuriosito gli chiese quale pensiero, quale frase, quali parole lo avessero colpito di più: «Quando lei, reverendo, dopo una breve pausa ha concluso: "...detto questo, ora passiamo ad altro!"». (Francesco Pignatelli)

Non c’è nessun luogo in cui i volti sono così inespressivi come in chiesa durante le prediche. (François Mauriac)

Per me la predicazione efficace del sacerdote è sempre stata la sua vita. Un buon prete non ha nulla da dirmi: io lo guardo e ciò mi basta. (Fran­çois Mauriac)

Non giudicate Dio dalla balbuzie dei suoi ministri. (François Mauriac)

Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo. Il suo sermone è la sua stessa fragranza. (Mahatma Gandhi)

Il segreto di una buona predica è di avere un buon inizio ed una buona fine e poi che le due cose siano vicine il più possibile. (George Burns)

Non lasciare che i tuoi propositi tradiscano le tue parole, perché non succeda, quando parli in chiesa, che qualcuno possa dirti, "Perché non metti in pratica quello che predichi?" (San Girolamo)

Quando un prete predica, è come quando un innamorato scrive (…) È la nostra poesia, la nostra lettera d’amore, il nostro canto. (Don Giuseppe De Luca)

La Bibbia è decisamente infallibile, altrimenti come avrebbe potuto sopravvivere a tanti anni di cattiva predicazione? (Leonard Ravenhill)

Predica bene chi vive bene. (Miguel de Cervantes)

Ci vuole calore, ci vuole anima nel predicare. Il popolo ha bisogno di sapere che il sacerdote vive la verità che predica. (Don Primo Mazzolari)

Chi ben vive, ben predica; perché gli esempi contano più delle parole. (Proverbio)

Anche nella predica ci va un po’ di sale. (Proverbio)

Il buon predicatore predica a se stesso e poi agli altri. (Proverbio)

I buoni predicatori danno frutti e non fiori. (Proverbio)

Chi predica al deserto perde il fiato e il sermone. (Proverbio)

Pretica, papa, alli curnuti ca li pretichi so' pirduti / Prete, se predichi alle canaglie le prediche sono vane! (Proverbio salentino)

Signore, fa’ che impari a predicarti senza predicare. (John Henry Newman)

I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. (Sandro Pertini)

Le prediche brevi sono le più gradite: se buone, si ascoltano con gusto; e se cattive, annoiano per poco tempo. (San Tommaso d’Aquino)

A proposito di una predica noiosa, lo scrittore francese Duclos esclamò: - Piuttosto che stare a sentirla tutta, mi sarei convertito alla prima parola!

Una buona predica - affermava scherzando un prete - deve avere le tre caratteristiche della minigonna: deve essere corta, aderente alla vita ...aperta al mistero!