domenica 26 ottobre 2014

Resurrezione

Il concetto di trasformazione sociale o personale, ci costringe a definire nuovamente il significato di resurrezione, senza alcun riferimento alle implicazioni teologiche che ha nel Cristianesimo.
La resurrezione nel suo nuovo significato - per il quale quello cristiano sarebbe una delle possibili espressioni simboliche - non è la creazione di un’altra realtà dopo la realtà di questa vita, ma la trasformazione di questa realtà in direzione di una vita più piena. L’uomo e la società risorgono continuamente nell'atto della speranza e della fede nel qui e nell'ora. Ogni atto di amore, di consapevolezza, di compassione è resurrezione; ogni atto di indolenza, di avidità, di egoismo è morte.
In ogni istante l’esistenza ci mette di fronte ad alternative di resurrezione o di morte, e in ogni istante noi diamo una risposta. Questa risposta non consiste in ciò che diciamo o pensiamo, ma in ciò che siamo, nel nostro modo di agire, nella direzione verso cui ci muoviamo.
[ La rivoluzione della speranza ]
Erich Fromm (1900 – 1980), psicoanalista e sociologo tedesco

domenica 19 ottobre 2014

Tu ci sei necessario


O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario:
per vivere in Comunione con Dio Padre;
per diventare con te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi;
per essere rigenerati nello Spirito Santo.

Tu ci sei necessario,
o solo vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita,
per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro,
per scoprire la nostra miseria e per guarirla;
per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità;
per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.

Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano,
per ritrovare le ragioni vere della fraternità fra gli uomini,
i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace.

Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori,
per conoscere il senso della sofferenza
e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.

Tu ci sei necessario, o vincitore della morte,
per liberarci dalla disperazione e dalla negazione,
e per avere certezze che non tradiscono in eterno.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio-con-noi,
per imparare l'amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità,
lungo il cammino della nostra vita faticosa,
fino all'incontro finale con Te amato, con Te atteso,
con Te benedetto nei secoli.
Lettera pastorale alla Diocesi di Milano, 1955
Beato Paolo VI - Giovan Battista Montini (1897 - 1978), papa