martedì 29 marzo 2011

Aforismi Lavoro

Per uccidere un uomo non serve sparargli, basta togliergli il lavoro. (Enzo Biagi)

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista. (San Francesco D’Assisi)

Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero. (Aristotele)

martedì 8 marzo 2011

Aforismi Donna - 1

Proverbi sulle donne

Abbi donna di te minore, se vuoi essere signore.
Acqua, fumo e mala femmina cacciano la gente di casa.
A donna di gran bellezza dagli poca larghezza.
A donna imbellettata voltagli le spalle.
A giovane assennato, la donna a lato.
Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuor della donna han signoria.
Astuzia di donne le vince tutte.
Bella donna, cattiva testa.
Camera adorna, donna savia.
Casa mia, donna mia, pane e aglio vita mia.
Chi bella donna vuol parere, la pelle del viso gli convien dolere.
Chi di una donna brutta s’innamora, lieto con essa invecchia e l’ama ancora.
Chi dice donna dice danno.
Chi donne pratica, giudizio perde.
Chi ha bella donna e castello in frontiera, non ha mai pace in lettiera.
Chi ha cattiva donna, ha il purgatorio per vicino.
Chi piglia l’anguilla per la coda e la donna per la parola, può dire di non tener nulla.
Chi vuol vivere e star sano, dalle donne stia lontano.
Con la pietra si prova l’oro, con l’oro la donna e con la donna l’uomo.
Da una mucca a una donna ci corre un par di corna.
Dal mare sale e dalla donna male.
Dì a una donna che è bella, e il diavolo glielo ripeterà dieci volte.
Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.
Dio ti guardi da donna due volte maritata.
Di una donna il più nobile ornamento, è modestia di volto e portamento.
Donna adorna, tardi esce e tardi torna.
Donna baffuta è sempre piaciuta.
Donna brunetta, di natura netta.
Donna buona vale una corona.
Donna che dona di rado è buona.
Donna che ha molti amici, ha molte lingue mordaci.
Donna che per amor si piglia, si tenga in briglia.
Donna che regge all’oro, val piu d’un gran tesoro
Donna che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in sposa.
Donna che ti stringe e le braccia al collo ti cinge, poco t’ama e molto finge, e nel fine ti abbrucia e tinge.
Donna ciarliera parla di tutti, e tutti parlano di lei.
Donna di monte, cavalier di corte.
Donna e fuoco, toccali poco.
Donna e luna oggi serena, domani bruna.
Donna, padella e lume sono gran consumo.
Donna pregata nega, trascurata prega.
Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.
Donne e sardine son buone piccoline.
Donne e uomini gelosi, son pericolosi.
Donna e vino, ubriaca il grande e il piccolino.
Donne, asini e noci vogliono le mani atroci.
Donna in treccia, cavallo in cavezza.
Donna io conosco, ch’è una santa a messa e che in casa un’orribil diavolessa.
Donna iraconda, mare senza sponda.
Donna oziosa, non può esser virtuosa.
Donna, padella e lume, sono gran consumo.
Donna prudente, gioia eccellente.
Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.
Donna si lagna, donna si duole, donna s’ammala quando lo vuole.
Donna specchiante, poco filante.
Donna vecchia, donna proverbiosa.
Donne e buoi dei paesi tuoi.
Donne e oche tienne poche.
Donne e motori: gioie e dolori.
Donne e sardine, son buone piccoline.
Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.
Donne per casa, una in figura e una in pittura.
Dove la donna domina e governa ivi sovente la pace non sverna.
Dove son donne innamorate morte, è inutile serrar finestre e porte.
Donna specchiante, poco filante.
Donne e oche tienine poche.
Donne danno, fanno gli uomini e li disfanno.
Dove donna domina, tutto si contamina.
Due donne e un’oca fanno un mercato.
É piú facile trovar dolce l’assenzio, che in mezzo a poche donne un gran silenzio.
Fiume, grondaia e donna parlatora mandan l’uomo di casa fuora.
Gli uomini fanno la roba, e le donne la conservano.
Gli uomini hanno gli anni che sentono, le donne quelli che dimostrano.
Il sacco l’uomo lo empie e la donna l’attacca.
In Roma più vale la cortigiana che la donna romana.
La bella donna è un bel cipresso.
La donna alla finestra, la gatta alla minestra.
La donna è come la castagna; bella di fuori, e dentro è la magagna.
La donna è come l’appetito, va contentata a tempo.
La donna ha oggi la maschia fattezza e l’uomo della donna ha la mollezza.
La donna ha più capricci che ricci.
La donna, il fuoco e il mare fanno l’uom pericolare.
La donna ne sa un punto più del diavolo.
La donna oziosa non può essere virtuosa.
La donna, per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.
La donna raramente è bella ed onesta.
La donna sa dove nasce e non sa dove muore.
La donna troppo vista è di facile conquista.
La gatta ha sette vite, e la donna sette più.
Lagrime di donne, fontana di malizia.
La pazienza è dei frati, e delle donne che han gli uomini matti.
La pecunia, se la sai usare, è ancella; se no, è donna.
Le buone donne non hanno né occhi né orecchi.
Le donne dicono sempre il vero; ma non lo dicono tutto intero.
Le donne e le ciliege son colorite per lor proprio danno.
Le donne hanno quattro malattie all’anno, e tre mesi dura ogni malanno.
Le donne hanno sette spiriti in corpo.
Le donne per parer belle si fanno brutte.
Le donne, quando son ragazze, han sette mani e una lingua sola; e quando son maritate, han sette lingue e una mano sola.
Le donne s’attaccano sempre al peggio.
Le donne sono sante in chiesa, angeli in strada, diavole in casa, civette alla finestra e gazze alla porta.
Le donne sono una certa mercanzia da non le tener troppo in casa.
Le donne tacciono quello che non sanno.
Le ragazze sono d’oro, le sposate d’argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.
Malanno e donna senza ragione, si trovano in ogni luogo e in ogni stagione.
Matta è la donna che nell’uomo crede, che ne’ calzoni si porta la fede.
Mentre le belle si guardano, le brutte si sposano.
Né donna né tela a lume di candela.
Né lettere né doni rifiutan le donne.
Non c’è sabato senza sole, nè donna senza amore.
Non v’è sabato senza sole, non v’è donna senza amore, né domenica senza sapore, né vecchio senza dolore.
Non vinse mai donna per la sua fortezza, vinse sempre per nostra debolezza.
Omo da vino, dieci per un duino; donna da vino, cento per duino.
Per amore anche una donna onesta può perdere la testa.
Piglia casa con focolare, e donna che sappia filare.
Più facile trovar dolce l’assenzio, che in mezzo a poche donne un gran silenzio.
Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.
Povera la donna che si pente d’essere stata buona.
Quando la donna folleggia, la fante danneggia.
Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche grida.
Se la donna di gran beltade non ha angelica onestade, non gli far veder le strade.
Se le donne fossero d’oro, non varrebbero una lira.
Spesso l’uomo ingannato si trova che piglia donna a vista e non a prova.
Tempo, vento, signor, donna, fortuna, voltano e tornan come fa la luna.
Tre cose fan l’uomo accorto, lite, donna e porto.
Tre cose non si possono tener nascoste, donne in casa, fusi in sacco e paglia nelle scarpe.
Tre cose son facili a credere, uomo morto, donna gravida e nave rotta.
Tre donne fanno un mercato e quattro una fiera.
Una buona donna in casa è la miglior cassa di risparmio.
Una casa senza donna è come una lanterna senza lume.
Un uomo di paglia vuole una donna d’oro.
Uomo che ha voce di donna, e donna che ha voce d’uomo, guardatene.
Uomo e donna in stretto loco, secca paglia appresso al foco.
Vuoi tu farti creder donna beata, parla di tua cognata.

domenica 6 marzo 2011

Aiutare ad essere

Nell'altro non si entra
come in una fortezza,
ma come si entra in un bosco
in una bella giornata di sole.

Bisogna che sia
una entrata affettuosa
per chi entra
come per chi lascia entrare,
da pari a pari, rispettosamente,
fraternamente.

Si entra in una persona
non per prenderne possesso,
ma come ospite,
con riguardo, con ammirazione,
venerazione:
non per spossessarlo,
ma per tenergli compagnia,
per aiutarlo
a meglio conoscersi,
per dargli consapevolezza
di forze ancora inesplorate,
per dargli una mano
a compiersi
a essere se stesso.

da "Della Tolleranza"

Don Primo Mazzolari (1890 - 1959), prete, scrittore e partigiano italiano

martedì 1 marzo 2011

Ragazzo mio

Ragazzo mio,
un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee,
ma in fondo poi non ha concluso niente.
Non devi credere, no,
vogliono far di te
un uomo piccolo,
una barca senza vela;
ma tu non credere no,
che appena s'alza il mare,
gli uomini senza idee
per primi vanno a fondo.

Ragazzo mio,
un giorno i tuoi amici ti diranno
che basterà trovare un grande amore,
e poi voltar le spalle a tutto il mondo.
Non devi credere, no,
non metterti a sognare
lontane isole che
non esistono;
non devi credere, ma,
se vuoi amar l'amore,
tu non gli chiedere
quello che non può dare.

Ragazzo mio,
un giorno a scuola
ti verranno a dire
che la storia del mondo è stata fatta
solo da pochi uomini più grandi.
Ma tu non credere no,
vogliono far di te
un altro mitomane
un superuomo illuso;
No, non credere
che i palloni troppo gonfi
un giorno scoppiano
e non rimangono

Ragazzo mio,
un giorno sentirai dire dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli
che passano la vita a non far niente.
No, no, non credere, no,
non essere anche tu
un acchiappanuvole
che sogna di arrivare;
no, no, non credere, no,
non invidiare chi
vive lottando invano
col mondo di domani.

Ragazzo mio,
un giorno leggerai sopra i giornali
di come vive chi non ha pensieri,
felice perchè non può fare niente.
No, no, non credere oh,
vogliono far di te
un megalomane
che sogna di arrivare;
Ma tu non credere,
che non vive bene chi
vive lottando invano,
chi lotta contro il tempo.

(La terza e l'ultima sono due varianti inedite...)

Luigi Tenco (1938 - 1967), cantautore italiano