martedì 27 dicembre 2011

"Non c'è amore dentro..."

Il postino suonò due volte.
Mancavano cinque giorni a Natale.
Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati.
"Avanti", disse una voce dall'interno.
Il postino entrò.
Era una casa malandata:si trovò in una stanza piena d'ombre e di polvere.
Seduto in una poltrona c'era un vecchio.
"Guardi che stupendo paccone di Natale!" disse allegramente il postino.
"Grazie. Lo metta pure per terra", disse il vecchio con la voce più triste che mai.
Il postino rimase imbambolato con il grosso pacco in mano.
Intuiva benissimo che il pacco era pieno di cose buone e quel vecchio non aveva certo l'aria di spassarsela bene.
Allora, perchè era così triste?
"Ma, signore, non dovrebbe fare un pò di festa a questo magnifico regalo?".
"Non posso...Non posso proprio", disse il vecchio con le lacrime agli occhi.
E raccontò al postino la storia della figlia che si era sposata nella città vicina ed era diventata ricca.
Tutti gli anni gli mandava un pacco, per Natale, con un bigliettino:"Da tua figlia Luisa e marito".
Mai un augurio personale, una visita, un invito:"Vieni a passare il Natale con noi".
"Venga a vedere", aggiunse il vecchio e si alzò stancamente.
Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino.
Il vecchio aprì la porta.
"Ma..." fece il postino.
Lo sgabuzzino traboccava di regali natalizi.
Erano tutti quelli dei Natali precedenti.
Intatti, con la loro preziosa carta e i nastri luccicanti.
"Ma non li ha neanche aperti!" esclamò il postino allibito.
"No", disse mestamente il vecchio.
"Non c'è amore dentro".
  
Natale è diventata la festa del regalo.
Non è una brutta cosa, dopotutto: Natale è la festa del grande dono fatto da Dio all'umanità.
Lui stesso viene a vivere tra noi per insegnarci la strada di una vita ben spesa, felice e della vita eterna. Il regalo però, dice il racconto, può trasformarsi in una usanza "senza amore dentro", cioè in una triste ipocrisia.


Da: I racconti del gufo

Tenda di Dio

Tenda di Dio
sua calda dimora
è la carne vivente
dell'uomo, sua immagine.

Asino e bue
siamo tutti, Signore,
muso dietro muso,
a fissare il mistero

Mistero di ruvida
e povera paglia
e giorni senza luce,
droghe senza speranza.

Essere, mio Dio,
asino e bue
col fiato sospeso
a godere il mistero.

Noi siamo, Signore,
il tuo vivente presepe,
siamo la paglia
su cui coricarti ancora.

Angelo Casati, prete italiano

giovedì 22 dicembre 2011

Perché Gesù è meglio di Babbo Natale?

Babbo Natale vive al Polo Nord... 
Gesù è dappertutto. 

Babbo Natale cavalca in una slitta... 
Gesù cavalca sul vento e cammina sull'acqua.

Babbo Natale viene solo una volta un anno... 
Gesù è sempre presente con il suo aiuto. 

Babbo Natale riempie le tue calze con caramelle... 
Gesù soccorre tutte le tue necessità. 

Babbo Natale viene in giù dal tuo camino anche se non lo inviti... 
Gesù sta alla tua porta e bussa, e poi entra nel tuo cuore quando è invitato. 

Tu devi aspettare in fila per vedere Babbo Natale... 
Gesù è vicino a te appena pronunzi il Suo nome. 

Babbo Natale lascia che tu ti sieda in braccio... 
Gesù ti lascia riposare nelle Sue braccia.

Babbo Natale non sa il tuo nome e tutto ciò che può dire è: “Ciao ragazzino o bambina, qual’è il tuo nome?...
Gesù conosce il nostro nome già prima che noi nascessimo.
Non solo Lui sa il nostro nome,
Lui anche sa il nostro indirizzo.
Lui sa la nostra storia e futuro e 
Lui sa anche quanti capelli sono sulla nostra testa. 

Babbo Natale ha una pancia come una ciotola piena di gelatina...
Gesù ha un cuore pieno di amore. 

Tutto ciò che Babbo Natale può offrire è HO HO HO...
Gesù offre salute, aiuto e speranza.
 
Babbo Natale dice: “Dài, stai su, non piangere…”
Gesù dice tutti: “Getta le tue preoccupazioni su di me perché sono io che ho cura di te!”

I piccoli aiutanti di Babbo Natale fanno giocattoli...
Gesù rinnova la vita, cura i cuori feriti, ripara le case rotte e ne costruisce di nuove.

Babbo Natale ti può far sorridere ma...
Gesù ti dà quella gioia che è la tua forza. 

Mentre Babbo Natale mette i doni sotto il tuo albero...
Gesù è diventato il nostro dono e morì su un albero.... la croce.

Noi abbiamo bisogno di mettere Cristo prima del Natale (= Christ mas),
Gesù è sempre la ragione di questo periodo. 

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio  unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita  eterna” (Giovanni 3, 16).

mercoledì 21 dicembre 2011

Esiste Babbo Natale?

Ingegneri: ecco di cosa sono capaci ...


Me lo sono sempre chiesto da quando avevo 4 anni (prima ci avrei messo la mano sul fuoco) ma non ero mai riuscito a trovare una risposta certa. Poi, dopo anni di studi, ecco la risposta....

Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto. Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu , Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni.

Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.

Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto
e non ha problemi di divieti di sosta);
2. saltare giù dalla slitta;
3. scendere dal camino;
4. riempire le calze;
5. distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
6. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
7. risalire dal camino;
8. saltare sulla slitta;
9. decollare per la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.

Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso).

Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg.
Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000.
Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Percomparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.
Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche.
L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo. 

CONCLUSIONE :
Babbo Natale c'era, ma ora è morto.
Fonte: instabile.net

sabato 17 dicembre 2011

Il presepe

Ve ringrazzio de core, brava gente,
pe' li presepi che me preparate,
ma che li fate a fa’? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente...

Pe' st’amore so' nato e ce so' morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare 'na voce
sperduta ner deserto, senza ascorto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indiferente
e nun capisce che senza l’amore
er presepe più ricco e più costoso
è cianfrusaja che nun cià valore.

Trilussa - Carlo Alberto Salustri (1871 – 1950), poeta italiano

domenica 4 dicembre 2011

C'era una volta una fabbrica

C'era una volta una fabbrica che aveva un grosso problema.
Ogni giorno veniva rubata della merce.
Affidarono quindi ad una società specializzata il compito di perquisire ogni dipendente che usciva alla fine del lavoro.
La maggior parte dei lavoratori andava spontaneamente a farsi vuotare la borsa e a farsi controllare i contenitori della colazione.
Ma ogni giorno un uomo, all'ora della chiusura, attraversava i cancelli con una carriola piena di rifiuti e la guardia doveva passare una buona mezz'ora, quando ormai tutti gli altri se ne stavano tornando a casa, a rovistare tra involucri di alimenti, mozziconi di sigarette e bicchieri di plastica per controllare se veniva portato fuori qualcosa di valore. Non si trovava mai niente.
Un giorno la guardia, esasperata, disse all'uomo:"Senti, lo so che stai combinando qualcosa, ogni giorno controllo ogni più piccolo pezzetto di rifiuto nella carriola e non trovo mai niente che valga la pena di essere rubato.
Sto diventando pazzo.
Dimmi quello che stai facendo e ti prometto che non farò nessun rapporto".
L'uomo alzò le spalle e disse: "E' semplice, rubo carriole!".

Il racconto è un invito alla ricerca dell'essenziale.
Noi fraintendiamo completamente il senso della vita quando pensiamo che la nostra esistenza sia tempo da usare alla ricerca di premi e piaceri.
Freneticamente e con sempre maggior frustrazione, rovistiamo fra i nostri giorni e i nostri anni, alla ricerca della ricompensa, del successo che dia valore alla nostra vita, come la guardia che cerca le cose di valore tra i rifiuti della carriola lasciandosi scappare la risposta più ovvia: quando avremo imparato a vivere, la vita stessa sarà la ricompensa.

(da: I racconti del gufo)

Il prete: un paradosso




          Un prete dev'essere un paradosso,
          grande e piccolo insieme,
          Di spirito grande e aperto, un re,
          Semplice e naturale, di carne contadina,
          Un lottatore per vincersi
          Un uomo che porta i segni della lotta con Dio,
          Una sorgente di santificazione,
          Un peccatore perdonato da Dio
          Padrone dei propri desideri,
          Uno schiavo dei timidi e dei deboli,
          Che guarda negli occhi i potenti
          Ma ascolta e impara il linguaggio dei poveri,
          Discepolo del suo Signore,
          Servo del suo popolo,
          Un mendicante con le mani bucate,
          Un possidente di doni senza numero,
          Un uomo che combatte in prima linea,
          Una madre che consola gli ammalati,
          Con la saggezza degli anni,
          E la semplicità fiduciosa di un bimbo,
          Teso verso l'Alto,
          Con i piedi piantati a terra,
          Figlio della gioia,
          Forte come il dolore,
          Lontano dai raggiri,
          Che anticipa il futuro,
          Dalla parola leale e discreta,
          Amico fedele della pace,
          Un lavoratore instancabile,
          Sempre fedele e stabile...
          Così diverso da me!

Si cerca un uomo...


          Si cerca per la Chiesa un uomo
          capace di rinascere nello Spirito ogni giorno.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          senza paura del domani
          senza paura dell'oggi
          senza complessi del passato.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          che non abbia paura di cambiare
          che non cambi per cambiare
          che non parli per parlare.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          capace di vivere insieme agli altri
          di lavorare insieme
          di piangere insieme
          di ridere insieme
          di amare insieme
          di sognare insieme.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          capace di perdere senza sentirsi distrutto
          di mettersi in dubbio
          senza perdere la fede
          di portare la pace dove c'è inquietudine
          e inquietudine dove c'è pace.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          che sappia usare le mani per benedire
          indicare la strada da seguire.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          senza molti mezzi, ma con molto da fare
          un uomo che nelle crisi
          non cerchi altro lavoro,
          ma come meglio lavorare.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          che trovi la sua libertà
          nel vivere e nel servire
          e non nel fare quello che vuole.

          Si cerca per la Chiesa un uomo
          che abbia nostalgia di Dio
          che abbia nostalgia della Chiesa

(da un manoscritto medioevale trovato a Salzburg, cit. in F. Varillon, "La souffrance de Dieu", Paris, Le Centurion, 1975 - trad. ital. di I. Schinella)