lunedì 24 giugno 2019

Il sacramento del mozzicone di sigaretta


Nel fondo del cassetto si nasconde un piccolo tesoro. Un medaglione con un piccolo mozzicone di sigaretta. Di paglia e di fumo giallognolo, come si usa fumare nel sud del Brasile. Fin qui niente di strano. Tuttavia, questo insignificante mozzicone di sigaretta ha una storia unica. Parla al cuore. Possiede un valore evocativo di infinita nostalgia.
Era l'11 agosto del 1965. Monaco, in Germania. Ricordo bene: là fuori le case festeggiavano il sole splendente dell'estate europea; fiori multicolori esplodevano nei parchi e facevano capolino, ridenti, dalle finestre. Sono le due del pomeriggio. Il postino mi porta la prima lettera dalla patria. Essa viene carica di nostalgia lasciata lungo il cammino percorso. La apro con impazienza. Hanno scritto tutti quelli di casa. Sembra quasi un giornale. Vi aleggia un mistero: «Sarai già a Monaco quando leggerai queste righe. Uguale a tutte le altre, questa lettera, eppure diversa dalle altre, ti porta una bella notizia, una notizia che, se vista con l'occhio della fede, è davvero augurale. Dio ha voluto da noi, pochi giorni fa, un tributo d'amore, di fede e di riconoscente ringraziamento. Egli è disceso in mezzo alla nostra famiglia. Ci ha guardato uno per uno e ha scelto per sé il più perfetto, il più santo, il più maturo, il migliore di tutti, il più vicino a Lui, il nostro amato papà. Caro, Dio non ce l'ha portato via, ma l'ha lasciato ancor più tra noi. Dio non ha preso Papà solo per sé, ma l'ha lasciato ancor più per noi. Egli non ha strappato papà dall'allegria delle nostre feste, ma l'ha conficcato più in profondo nella memoria di tutti noi. Dio non ha rubato papà dalla nostra presenza, ma ce l'ha dato più presente. Egli non l'ha tolto, ma l'ha lasciato. Papà non è partito, ma è arrivato. Papà non se n'è andato, ma è venuto per essere ancora di più Padre, per essere presente oggi e sempre, qui in Brasile con tutti noi, con te in Germania, con Ruy e Clodovís a Lovanio e con Waldemar negli Stati Uniti ».
E la lettera continuò con la testimonianza di ogni fratello, per cui la morte, piombata nel cuore della vita di un uomo di 54 anni, era celebrata come sorella e come festa della comunione che univa la famiglia dispersa in tre paesi diversi. Dall'agitazione delle lacrime scaturiva una profonda serenità. La fede illumina ed esorcizza l'assurdità della morte. Essa è il vero “dies natalis” dell'uomo. Perciò, nelle catacombe del vecchio convento, alla presenza di tanti vivi del passato, da Guglielmo d'Ockham fino all'umile infermiere che, da qualche giorno, era appena nato a Dio, celebrai, per tre giorni consecutivi, la messa santa di Natale per colui che, laggiù, in patria, aveva già celebrato il suo Natale definitivo. E che strana profondità acquistavano quei vecchi testi di fede: “puer natus est nobis ...”.
Il giorno seguente, nella busta che mi annunciava la morte, scorsi un segno della vita di colui che ci aveva dato la vita in tutti i sensi, e che mi era passato inosservato: il mozzicone ingiallito di una sigaretta di paglia. Era stata l'ultima che aveva fumato, qualche momento prima di un infarto al miocardio che l'aveva liberato definitivamente da questa stanca esistenza. L'intuizione profondamente femminile e sacramentale di una sorella la spinse a mettere quel mozzicone di sigaretta nella busta.
Da quel momento, il mozzicone di sigaretta non è più un mozzicone di sigaretta. É un sacramento, è vivo e parla della vita. Accompagna la vita. Il suo caratteristico colore, il suo odore forte e la sua punta bruciata lo fanno sembrare ancora acceso nella nostra vita. Perciò ha un valore inestimabile. Appartiene al cuore della vita e alla vita del cuore. Rammenta e fa presente la figura del Padre che adesso ormai è diventato, col passare degli anni, un archetipo familiare e un punto di riferimento per i valori fondamentali di tutti i fratelli. “Dalla sua bocca abbiamo ascoltato, dalla sua vita abbiamo imparato: chi non vive per servire non serve per vivere. É un ammonimento che abbiamo posto per tutti noi sul frontespizio della sua tomba.
I sacramenti della vita, Roma, Ed. Borla, 1985
Leonardo Boff, teologo e scrittore brasiliano

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